Indice
- Numero 13 - Dicembre 2004
- L'Editoriale - Figli del vento
- Pulcinella balla a Venezia
- Una stella di nome Rita
- Quando a Capri passeggiavano madame Cavolfiore e mister Ravanello
- La punta di Sorrento e la campanella che suonava all'arrivo dei pirati
- A Santarcangelo c'è l'arco che smaschera i "becchi"
- C'è Pulcinella a Venezia
- Quando a Capri le americane sposavano i baristi dell'isola
- L'inverno a Pantelleria
- La città che guarda le isole
- Vittorio De Sica inventato da due carabinieri
- Il mancato capitano di mare che da Forio è andato alla scoperta dell'Africa nera
- Nel blu del lago Titicaca alla scoperta dell'isola che non c'è
- Perché non possiamo costruirci un nuovo Alessandro Magno
- L'arcipelago di Nola
- A Capri c'è il gelato d'a...mare
- L'eremita di Santo Stefano
- I problemi e i progressi dell'Ancim
- Il reporter dell'isola
A Capri c'è il gelato d'a...mare
- di Alessandro Bergonzoni
Ci sono cose che anche a Capri non possono mancare che risplendono assai come e se non più del suo mare, sapori ed odori spacca tepori e togli livori, tradizioni che fanno rima con coccoloni e faraglioni, dove non c'è periodo dell'anno solare che ce li faccian mancare: uno di questi è il gelato, il gelato d'amare.
"Il gelato è più leggero da digerire della pesca col salvagente però uno va giù e si scioglie subito invece l'altra si salva e si diverte anche perché. Perché pesca!"
Questo detto che qualcuno ha detto è un detto che la dice lunga sull'idea di gelato, di leccornie in generale e di amore incondizionato per una delle scoperte più "agghiaccianti" dell'universo.
Il gelato fu inventato da un eschimese della ditta "Sederino bagnato? Igloo che s'è squagliato!", un uomo che grazie ad un disguido si rese conto di essere seduto su una fortuna. Chi oggi come oggi non ama questo sciogliersi dolce e turgido che intirizzisce il palato e scalda il gusto fino al punto di pensare a dolci mucche in discesa e dover urlare: "Vacca come va giù bene!"
Gelato gelato, anch'io t'ho sempre amato, è una generazione che ti amo, prima ti amava mio nonno poi mio padre e adesso io, senza di te sarebbe un po' come se ci fosse Yoghi senza bubu, Orbe senza Tello, sarebbe come lo stretto senza una Manica o senza una Gibilterra, come Pic senza Nic, Cave senza Canem, insomma senza te sarebbe un dramma tale che tutti i sensi riuscirebbero ad "annientare" i sensi: tatto vista udito olfatto e gusto; compreso il gusto di fragola, melone, avogado, ghirurgo, commercialisda, bompiere e i classici crema, cioccolata, panna, zabaglione, stracciatella, gianduia, arleccone, pantalone, bermuda, banana, asparago, ravanello, aglio, elio, manlio, basilico, tonno, pomodoro, pepe, sale, scende, fa quello che vuole perché un buon gelato è sempre libertà come diceva il mio gelataio di Capri che dopo 90 anni di attività chiuse perché non c'era più nessun gusto, e se la squagliò.

