Indice
- Numero 34 - Dicembre 2007
- L'Editoriale - Il vizio del mare
- Una bandiera napoletana al polo sud
- In viaggio con "L'Isola"
- La bianca signora di Cesina
- Gli sbuffi di Stromboli
- La Costiera delle sorprese
- Approdo a Procida
- Paranal, l'isola di pietra nel deserto di Atacama
- Un mandolino disteso sul mare
- Il leggendario comandante dell'aliscafo di Ponza
- Sessantamila chilometri in bici andata e ritorno dal Giglio
- Sul "Pellicano" di Menico a vedere giocare i delfini
- Un giardino in mezzo al mare
- A Lipari il Museo della marineria eoliana
- Il suggestivo bazar di Portoferraio
- Che cosa ci faccio a Procida?
- Il reporter dell'Isola
A Lipari il Museo della marineria eoliana
- di Antonio Brundu
Una tappa importante per ricordare la straordinaria tradizione isolana della pesca.
"Lapassione per le isole Eolie è nata parecchi anni fa - afferma il prof. Alberto Favaretto, docente del Liceo artistico di Venezia - e, dopo avere organizzato diverse mostre fotografiche, è sorta l'idea di creare, a Lipari, un museo vero e proprio sulla marineria, sulla pesca e sulle tradizioni eoliane".
L'iniziativa si è concretizzata recentemente con l'inaugurazione del Museo della marineria e delle tradizioni eoliane che ha trovato una giusta ed appropriata collocazione nei locali dell'ex Ostello della Gioventù presso il Castello di Lipari. Una sede alquanto prestigiosa, dove è ubicato il Museo archeologico eoliano regionale intitolato all'insigne prof. Luigi Bernabò Brea che, insieme alla consorte Madaleine Cavalier, sono stati i fondatori del Museo medesimo con gli appassionati studiosi e ricercatori dei reperti archeologici che fanno parte del ricco patrimonio culturale della civiltà ultramillenaria eoliana risalenti al IV° secolo a.C.
All'inaugurazione era presente un pubblico numeroso che ha seguito, con interesse, la presentazione del dott. Riccardo Gullo, direttore del Museo archeologico, e le prolusioni dei professori Alberto Favaretto, Raimondo Squizzato e Federica Pradella che, insieme a un gruppo di studenti del Liceo artistico di Venezia, hanno condotto, in questi anni, una ricerca fotografica e uno studio approfondito sulle Eolie e sulla vita degli isolani.
Un piccolo Museo del mare, invece, esiste già da più di un decennio a Canneto, dove il prof. Enzo Donato, insieme agli alunni della Scuola secondaria "Galileo Galilei", ha raccolto utensili e attrezzi vari utilizzati, nel passato, nelle tradizionali attività della pesca e dell'agricoltura. Buona parte di questo materiale (con quello raccolto dai giovani del Liceo artistico di Venezia) è stato sistemato, in modo permanente, nei locali del Castello di Lipari grazie alla disponibilità del direttore del Museo archeologico, dott. Riccardo Gullo, persona molto sensibile per tali iniziative.
"I rapporti di collaborazione e di amicizia instaurati con il prof. Donato - ha detto il prof. Alberto Favaretto - sono stati fondamentali per concretizzare il progetto del Museo, per il quale hanno lavorato insieme, gli alunni del Liceo artistico di Venezia e dell'Istituto comprensivo Lipari 1. A suo tempo, il Comune di Lipari non è riuscito a trovare gli spazi adeguati per realizzare una mostra permanente e, quindi, un museo con reperti che identificano alcuni aspetti delle tradizioni marinare eoliane le quali, ormai, non sono più visibili. Infatti la pesca, oggi, viene svolta, come quasi ovunque, con imbarcazioni a motore e soltanto qualche artigiano o qualche persona anziana si dedicano a delle piccole attività di stampo più tradizionale.
L'operazione di raccolta, per la quale si lancia un appello a tutti, specie ai pescatori e agli agricoltori di fornire altro eventuale materiale, e il relativo allestimento hanno richiesto una notevole fatica ma, alla fine, c'è stata la soddisfazione di avere creato una base stabile per il mantenimento della identità culturale isolana e delle antiche attività tradizionali che caratterizzano l'intero arcipelago delle sette isole Eolie".

