A Ponza un'altra tappa per la battaglia in Parlamento a favore delle isole italiane

- di Giuseppe Ulivi

Bella e superba. Corrusca e sonnacchiosa insieme, Ponza ci accoglie un po' imbronciata con un venticello di scirocco, leggero ma umido e freddo. O forse è intimidita dall'arrivo di tanti personaggi: senatori, deputati, sindaci che nei giorni di calendimaggio sono venuti proprio qui a discutere dei problemi di Ponza e di tutte le sue sorelle dei mari italiani.
Anzi, anche delle isole che con il mare non hanno a che fare.
C'è in un museo, a Ponza, una sala che è destinata ai reperti di una nave, la "Santa Lucia", affondata durante la seconda guerra mondiale. Era la prima nave vera della quale si servivano i ponzesi per giungere il continente. Sulle pareti del museo pendono vecchie scolorate fotografie di barche a vela che allora trasportavano uomini e cose a Gaeta, a Formia, a Napoli o chissà dove e tornavano sull'isola con uomini e cose. E fotografie di naufragi, dico fotografie, quindi di un passato non troppo lontano, quando il mare in tempesta impediva di entrare nel porto pur così riparato, favorito dalla natura e dalla fantastica intelligenza dell'uomo.
Queste sono le isole. Quelle bagnate dal mare, ovviamente.
Franco Schiano è il dinamico Presidente della Comu-nità dell'Arcipelago delle Isole Ponziane, il primo a guidare una istituzione prevista per le isole minori dal nuovo testo unico delle autonomie locali; una "comunità di arcipelago" che governa la rappresentazione dei bisogni, ma anche della storia, delle speranze delle due isole, della loro dignità, dei loro progetti collettivi e del loro passato ricco di esperienze e di cultura.
Quante cose possono raccontare Ponza e Ventotene. Quanti semi da lì il vento ha trasportato in Italia e in Europa. Ieri e ancora oggi.
Franco Schiano, che è anche il vicepresidente dell'Ancim, ha radunato a Ponza le istituzioni perché si confrontassero su un disegno di legge per lo sviluppo delle isole minori in discussione presso la Commissione competente.
A Ponza sono giunti il presidente della Commissione senatore Emiddio Novi, che è anche il relatore del testo unificato, proveniente cioè da diversi disegni di legge (che fatica mettere insieme difformi proposte!), il senatore. Giovannelli, l'on. Conte (commissione bilancio della Camera), l'on. Sesa Amici (Affari costituzionali), l'on. Donato Robilotta assessore della Regione Lazio il cui presidente Francesco Storace ha concesso il patrocinio all'iniziativa dell'Ancim.
Ognuno di loro ha rappresentato le difficoltà e le perplessità e comunque l'auspicio di una approvazione trasversale, la più unanime possibile, di questa legge che interessa 63 isole (vedremo poi perché così tante).
A Ponza sono venuti i sindaci, i più autentici interpreti della realtà insulare e della gente isolana. Filippo Di Martino, segretario dell'Ancim, ha illustrato gli emendamenti elaborati da un gruppo di lavoro guidato da Giuseppe Brandi, sindaco di Ischia. Sono venuti anche i rappresentanti della scuola e della sanità che operano nelle isole minori.
E' affiorata una differenza di valutazione nella discussione dei problemi insulari e del modo di risolverli. D'altronde gli isolani, e quindi i loro sindaci, sono ancestralmente vocati ad una cauta attenzione. Si badi bene, non alla chiusura. Il senso dell'ospitalità in loro è innato, solare.
Ma il passato è sempre presente e poco scalfito dal fluire delle cose. Uno dei punti di discordia sull'articolato disegno di legge, pensate un po', è stato proprio l'incipit, l'articolo 1: l'elenco funzionale delle isole minori italiane. Perché in esso c'è Ponza, appunto, e anche Lampe-dusa, naturalmente. E Tremiti, e Ustica, e tutte le altre battezzate nel nostro mare. Ma c'è anche l'isola di San Giulio in provincia di Novara, e Isolino Virginia in provincia di Varese, e poi c'è l'Isola dei Cipressi in quel di Como e tante altre. Così si arriva a 63. Isole altrettanto belle, ma non assimilabili nei bisogni.
Catalina Schezzini, presidente dell'Ancim e sindaco di Rio dell'Elba, si era preparata a dire la sua e da par suo su servizi sanitari, scolastici, sociali, i trasporti, le infrastrutture e chissà quant'altre cose.
Abbiamo avuto l'impressione che, concludendo i lavori del convegno, abbia trascurato la scaletta e gli appunti e, dopo aver ringraziato tutti gli intervenuti per l'indiscutibile apporto ai possibili perfezionamenti al disegno di legge nel suo iter parlamentare, un po' perplessa abbia imboccato un percorso quasi ineludibile, con una immagine biunivoca: isola, isolamento. Forse col dubbio, se le cose non vanno a posto, che gli isolani rimarranno nella loro condizione. Differenti.