"Abbronzantissima", la canzone inventata a Sant'Angelo

- di Edoardo Vianello

C'è una canzone, scritta e cantata dal mitico Fred Buscaglione, "Love in Portofino", che incisi anche io nel 1960. Non ero mai stato a Portofino, ma ne conoscevo la fama e quando nel '62 tenni un concerto al "Covo Nord-Est", uno dei night club più alla moda in quegli anni, non persi l'occasione di andarci, era a soli cinque chilometri dal locale. Restai incantato ad ammirare il porto naturale, perfettamente rotondo, con barche da mozzafiato, bar e ristorantini. Bello, magico, ineguagliabile, ma così distaccato. Il luogo non poteva ispirare l'ironia che ho sempre cercato di mettere nelle mie canzonette dell'estate. Non c'erano ragazzi armati di pinne, fucile ed occhiali, non c'erano ragazze che per accelerare l'abbronzatura diventavano rosse come un peperone.
L'anno dopo, a primavera, quando dovevo tentare di scrivere la mia canzone dell'estate, eravamo nel 1963, un carissimo amico napoletano, che possedeva una casa ad Ischia, mi invitò a trascorrere qualche giorno a Forìo. Rimasi ad Ischia poco più di una settimana. Un angolo dell'isola mi stregò: Sant'Angelo col suo minuscolo porto, una piccola Portofino, ma più casareccia, più umana, con i gozzi ridipinti a mano dai pescatori, con gli spaghetti fumanti del "Pirata" conditi con i pachino quando ancora sui banchi del mercato non si trovavano, e ancora con i dolcetti del bar "Ridente", con Fred Bongusto che passeggiava per la piazzetta di cui si sente il re da quando ha scelto questo angolo di paradiso per farsi una casa da sogno.
L'atmosfera giusta per scrivere una canzone, pensai, e da quella volta andai a Sant'Angelo quasi tutti i giorni. Un giorno che il sole picchiava che sembrava agosto, ma era maggio, presi col mio amico una lancetta "barca-taxi", solo qui le ho viste, per andare alla spiaggia dei Maronti. Non c'erano tante persone. C'era una ragazza che non si era persa una sola ora di sole di quelle che la primavera le aveva offerto vantando un'abbronzatura da fare invidia a una watussa.
L'esclamazione spontanea del mio amico fu: "Ciao, abbronzatissima". Mi voltai di scatto verso di lui e dissi: "Che hai detto?" E lui ripetè la frase, e io raggiante più del sole dissi: "Ecco la canzone!"
La stessa sera telefonai all'autore dei testi di quasi tutte le mie canzoni di successo, Carlo Rossi, e gli dissi: "Carlo, pensi che potrebbe andar bene come inizio di canzone la parola "abbronzatissima" ?" E lui: "...sotto i raggi del sole..." Ci mettemmo a ridere. Era fatta, avevamo la canzone per l'estate. Mancavano solo la musica e il... testo. Ma c'era l'idea, il resto è solo mestiere.
Un mese dopo, conclusa la registrazione del disco, a Milano, in uno degli ascensori della Galleria del Corso, dove negli anni '60 tutte le case discografiche e gli editori musicali che contavano avevano un ufficio, incontrai Mina, allora mia carissima amica. Dopo esserci salutati affettuosamente mi chiese che disco avessi preparato per l'estate ed io sùbito: "Abbronzantissima". Mi guardò compiaciuta, sorrise e disse: "L'hai azzeccata!" Era bastato il titolo, come era accaduto per me.
Dopo il successo della canzone, che ancora oggi, dopo quarant'anni, simboleggia l'estate, il sole e il mare, ogni volta che torno a Sant'Angelo d'Ischia, appena parcheggio la macchina e mi incammino a piedi verso il porticciolo, mi viene spontaneo urlare a squarciagola: "A, a".