Indice
- Numero 2 - Maggio 2003
- L'Editoriale - Profumo di donne
- La Casa Rossa diventa Pinacoteca
- La Poetessa della Grotta Verde fa l'avvocato a New York
- La favola di Monika e Toni
- Quella casa rossa è un autoritratto
- Il salotto di Attilio Scoppa a Caprile
- Con la barca del marinaio Stefano alla Grotta dello Champagne
- La donna che ha un talismano per ogni evenienza
- La mia isola è Taormina
- Gli orologi di Anacapri in fila per tre
- Quell'intervista impossibile a Mona Bismarck
- Pinne, fucili e occhiali alla Canzone del Mare
- Sul monte Solaro c'è un sax che suona
- Toto' è un'isola
- Perché Ponza diventò l'isola di Montecristo
- Ischia al tempo del Rancio Fellone
- Ravello, una rosa per Susan Sarandon
- Quel giorno dell'idrovolante di Ciano a Marina Piccola
- Lettera dal Faro
- Dio è napoletano
- Ad Anacapri ho sentito la poesia
- La tromba Daria
- Il compleanno del pescatore biondo
- Il reporter dell'Isola
Ad Anacapri ho sentito la poesia
- di Ezio Vendrame
Arrivai a Capri in un giorno d'agosto, il cielo era uggioso, l'anima trepidante come quella di un bambino che si accinge a vivere un sogno.
L'isola più bella del mondo la potevo scorgere dal traghetto.
Sembrava una grande tartaruga che affiorava dall'acqua.
Il cuore palpitava, quasi per un incontro d'amore.
Tra pochissimo la potrò abbracciare, sarà mia...
I turisti erano migliaia, l'isola era invasa da fiumane di gente, tutti impazienti di arrivare alla Piazzetta più fa-mosa del mondo.
Negozi lussuosi, profumi sintetici, statue di cera agghindate ad ostentare il loro danaro passeggiavano tra i vicoli. Turisti pendolari appostati vicino a luoghi strategici addentavano panini con la mortadella in attesa di volti famosi, bramosi di bagni di folla.
Il cuore mi si stringeva forte e mi chiesi: dov'è Capri?
E' stato come rubare il Natale a un bambino fino a quando arrivai ad Ana-capri ed ecco, come d'incanto, la favola diventa realtà. Il cielo si stava schiarendo, un venticello leggero accarezzava le piante e la mia anima.
Un profumo ve-ro di fiori mi avvolgeva mentre passeggiavo in punta di piedi per paura di disturbare il silenzio. Da una delle ville con i balconi aperti scorgevo la danza delle tende bianche.
Udii la malinconica musica di un pianoforte.
La spina dorsale mi si fece di ghiaccio.
Ero dentro la poesia. Fermo, immobile, aspettai l'incontro con l'effimero, l'irreale, e così ritornai a sognare.
Distese di bounganville, ginestre gialle, grandi ali per poter volare, volteggiavo sull'isola in attesa di scorgere l'arrivo delle sirene dal mare.
Ezio Vendrame, 56 anni, friulano di Casarsa (Pordenone), geniale calciatore accostato ai suoi tempi al funambolico asso irlandese Gorge Best, ha giocato negli anni Settanta in serie A col Vicenza e col Napoli. Una breve carriera: troppo scomodo per il mondo del pallone. Altri i suoi interessi. La musica innanzi tutto, eccellente suonatore di chitarra. Scrive poesie e, di recente, ha pubblicato il libro "Se mi mandi in tribuna godo". Sesso, doping, partite truccate: il mondo del calcio messo a nudo. Pubblichiamo un suo ricordo di Capri.

