Ad Anacapri lo scoop della intervista a Faruk

Era la primavera del 1952 e Faruk giunse a Capri sul suo yacht. L'avevano cacciato dall'Egitto e cominciava il suo esilio dorato fra belle donne, tavoli di poker e vacanze suggestive.
L'arrivo di Faruk non era previsto né a Capri, né in nessun altro luogo. Abbandonato l'Egitto, era partito per ignota destinazione. L'arrivo a Capri non passò inosservato. E un informatore anonimo avvertì la redazione napoletana della Rai.
Capo della redazione, appena ricostituita dopo la guerra, era Antonio Guarino, professore emerito di diritto romano e, a quei tempi, ancora legato alla sua passione di giornalista.
Guarino era risultato primo al Concorso per radiocronisti indetto dall'Eiar nel 1937 davanti a Vittorio Veltroni (padre di Walter Veltroni), che divenne poi grande radiocronista e dirigente e fu uno dei pionieri della Rai (fu lui a scoprire Mike Buongiorno).
Guarino, attratto dagli studi del diritto romano in Germania, rifiutò l'assunzione. Ma, rientrato in Italia, Veltroni gli affidò l'incarico di ricostituire la redazione napoletana della Rai.
Guarino alternava le sue radiocronache firmandole sia col proprio nome che con lo pseudonimo di Antonio Federici. Fu lui a ricevere l'anonima telefonata da Capri. Partì immediatamente con un motoscafo preso a nolo e in compagnia di un tecnico portando gli ingombranti strumenti del tempo, un grosso registratore, due pesanti accumulatori e una grossa matassa di filo elettrico.
L'intervista a Faruk, fuggito dall'Egitto, era un autentico scoop. Guarino e il tecnico arrivarono a Capri nel pomeriggio. Seppero che Faruk alloggiava al Caesar Augustus. Salirono ad Anacapri.
Guarino avrebbe dovuto registrare sei minuti di conversazione che sarebbero andati in onda nel radiogiornale della sera.
"Ero sicuro di essere il primo cronista ad intervistare Faruk, - ha raccontato Antonio Guarino a Barbara Palombelli per il "Corriere della sera". - Ma, quando arrivai ad Anacapri, trovai Faruk che già parlava con Indro Montanelli. Diavolo di un uomo, mi aveva preceduto. Come sempre, era arrivato prima. Tuttavia, mentre il mio servizio per la radio, che firmai col mio pseudonimo, sarebbe andato in onda quella sera stessa, il pezzo di Indro sul "Corriere della sera" sarebbe uscito solo l'indomani. Lui era arrivato prima, ma io conservai il mio scoop".