Anacapri canta nel ricordo di Lauzi

- di Maria Rispoli

Dopo il successo dello scorso anno, il 4 Settembre in piazza San Nicola nuovo appuntamento con la canzone d'autore.
Un concorso internazionale e una giuria d'eccezione per ricordare l'artista genovese che, proprio ad Anacapri, tenne uno dei suoi ultimi concerti.
L'iniziativa, nata da un'idea di Roberto Gianani, ha mobilitato il Comune ed è diventata un evento nel programma anacaprese di fine estate.

Capelli come schiuma del mare, bianchi e ribelli. Nelle mani la chitarra è donna innamorata che attende l'abbraccio del suo marinaio. Le dita sulle corde sono leggere ed abili. Sono ali di gabbiano che spaziano libere lungo i cieli immensi delle note. Note carezzevoli come sciabordio che culla la riva, dolci come lo sguardo di un bambino e nostalgiche come un addio. Note di ironia che pizzica come sale sulla pelle. Note che hanno il sapore dell'indipendenza e della genialità, della sincerità e dell'anarchia. Note sul grande spartito della vita di Bruno Lauzi. Una vita fatta di musica. Una vita vissuta per la musica. Musica come brezza che riempie i polmoni di gioia. Musica come vela che attraversa il mare delle emozioni. Rime e versi, accordi e melodie. Poesie e canzoni. Sensazioni dolcissime che irrompono forti e calde come libeccio. Quel vento che soffia dal genio dell'artista ligure riempie la tela dei sentimenti. La fa navigare. Ne stringe la cima alla bitta dell'amore e della forza, della malinconia e della tenacia.

Quell'uomo dai capelli bianchi e ribelli come schiuma del mare è nato in Africa e cresciuto a Genova. Ama passeggiare sulla spiaggia, ascoltare il rumore dei suoi passi sulla sabbia. Bruno ama scrivere. Racconta il suo mare, la sua terra e la sua voglia di libertà. Racconta i colori ed i sapori dei carrugi, le storie di chi li attraversa ed il blu del mediterraneo. Racconta l'Italia e la sua gente, la politica e le sue contraddizioni. Quell'uomo dagli occhi allegri ed indomiti naviga controcorrente. Non ama le cime del conformismo. Non ama i nodi del potere. I suoi remi fendono con orgoglio le acque di chi vive fuori dal coro. Non si lascia tirare a fondo dal mulinello dei compromessi. Raggiunge mille porti, affronta mille partenze. Intemperie e bonaccia. Buriana e splendidi arcobaleni a riempire gli occhi di luce. La sua musica e le sue parole non hanno schemi, non hanno regole. Seguono il cuore. Ne accompagnano il battito, ne scandiscono il ritmo. Sono le note libere ed istintive del jazz suonate con il compagno di banco Luigi Tenco. Sono le note romantiche e struggenti affidate alle voci di Gino Paoli e di Mia Martini, di Mina e di Ornella Vanoni. Sono le battute sagaci ed ironiche pronunciate sul palco del Derby Club di Milano. Sono i versi caustici che colpiscono impietosi i cantautori politici di sinistra. Niente sconti né capi chini. Non ci sono ipocrisie non ci sono ripensamenti.

Quell'uomo dai capelli bianchi e ribelli come la schiuma del mare affronta il viaggio senza esitazioni. Segue la sua rotta. Non si ferma lungo facili approdi. Cadute e riprese. Vele stracciate dalla burrasca e tele piene di vento a navigare di bolina. Il faro della libertà si staglia prepotente ed irrinunciabile ad illuminare il cammino di quel marinaio. Bruno Lauzi amava il mare. Bruno Lauzi amava Anacapri. L'aveva amata da subito, dal primo istante in cui il suo amico Roberto Gianani lo aveva condotto lì facendogli conoscere l'incanto di quella terra e la luce di quanti la abitavano. Anacapri amava ed ama Bruno Lauzi. Il poeta genovese passeggiava tra i vicoli e le case color latte. Ne respirava l'atmosfera, ne seguiva il profilo fino a berne l'anima. Olivi e bouganville, limoni e ginestre. Grotte come ricami preziosi sulla pelle della costa. Scogliere alte e scoscese, irte come guerrieri a sfidare la forza del mare. Poi, Punta Carena, la nave che punta verso l'infinito. Dall'alto della sua suggestione chi la guarda è comandante del sogno. Una mattina d'estate di sei anni fa Brunetto, come lo chiamavano teneramente gli Anacapresi, uscì presto dall'albergo ed iniziò a camminare. I pensieri nel vento e la musica nel cuore. L'odore del basilico e quello della lavanda. Lo sbadiglio delle finestre e timidi raggi, ancora un po' assonnati, a riscaldare il viso. Gli odori, i colori, la brezza si fecero voce, nota, musica.
Lasciò che l'azzurro del mare gli fasciasse lo sguardo. Lasciò che il sapore del mare si sciogliesse lento nel suo battito. Lasciò che il luccichio del mare accendesse la sua libertà. In quegli istanti non esisteva più tristezza. Non esisteva più malattia. Lungo la rotta aveva incontrato uno scoglio. Non aveva potuto evitarlo. Quello scoglio aveva colpito la sua nave. Ora la faceva sobbalzare.

Bruno aveva imparato a convivere con quelle onde. Era difficile ma il capitano dai riccioli di neve manteneva fermo il timone o cercava di farlo. Quella sera l'artista cantò in Piazza San Nicola. La luna si accoccolò ad ascoltarlo. La sua voce, le sue parole, la sua musica divennero volo, marea, sogno. Quei versi e quelle melodie fatte di entusiasmo e di sincerità, di ideali e di poesia accesero il fuoco dell'emozione in chi li ascoltava. In quella notte d'estate il tempo scivolò via lieve e prezioso come seta sulla pelle. L'uomo dai capelli bianchi e ribelli come schiuma del mare si fece comandante dell'equipaggio che gremiva la piazza. Lo condusse lungo acque piene di colori e di sensazioni, di suggestioni e di ricordi, di pensieri leggeri come il volo di un aquilone e seri come lo sguardo severo di un padre. Quella sera lo scoglio che gli si era parato contro all'improvviso, quel nemico chiamato Mr. Parkinson non era davanti a lui a far tremare la chiglia. Si era messo di lato lasciando che Bruno tenesse la barra del timone per guidarne saldo la direzione con tutta la maestria di cui era capace. Quella sera il nemico sembrò adagiarsi al suo fianco per godere il sapore intenso di quelle note.
Lo spettacolo si concluse tra gli applausi infiniti della gente assiepata sino in via Orlandi. Donne ed uomini come fili di grano a lasciarsi dondolare dallo zefiro dolcissimo della musica e della storia di quel "Piccolo uomo" dal cuore immenso. Quel concerto si fece sguardo complice, patto, alleanza tra l'artista genovese ed Anacapri. La piazza lo lasciò andar via con la promessa che sarebbe tornato. Da quel concerto, da quel viaggio lungo il mare delle note e della libertà, da quell'arrivederci profumato d'amore è nato il "Premio Anacapri Bruno Lauzi - Canzone d'Autore", festival dedicato ai cantautori italiani emergenti. Questo premio nasce da un'idea di Roberto Gianani. È affetto e stima, nostalgia ed omaggio. È il ricordo tenero e sincero di un grande artista, di un grande uomo, di un grande amico conosciuto al Derby durante le serate milanesi bagnate di stanchezza e di nostalgia. Il "Premio Anacapri Bruno Lauzi - Canzone d'Autore" è caparbietà e sinergia dell'amministrazione comunale.

È la tenacia ed il lavoro di Franco Cerrotta. È il contributo ed il sostegno dell'Assessorato alla Cultura. Dopo la serata di presentazione dell'evento avvenuta lo scorso anno, e che ha visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori cantautori del panorama italiano quali Mariella Nava, Peppino di Capri ed Edoardo Vianello, nonché quella di Maurizio Lauzi quale interprete dell'arte di un padre tanto speciale, il 4 settembre di quest'anno avrà il via la seconda edizione. Per desiderio degli assessori Riccardo Federico, e Massimo Coppola, il premio è inserito all'interno del cartellone degli eventi in programma per la "Settembrata Anacaprese", la tradizionale manifestazione che vede in gara le quattro antiche contrade del paese. La kermesse musicale avrà come cornice, ancora una volta, quel magico anfiteatro naturale che è Piazza San Nicola. Nel corso della serata si esibiranno sette giovani cantautori selezionati, tra più di cento iscritti, dalla giuria di esperti tra i quali, ancora una volta, Mariella Nava, come madrina, Peppino di Capri, come padrino, lo scrittore e musicologo Pietro Gargano, il giornalista Mimmo Carratelli ed Edoardo Vianello. La giuria verrà presieduta dal compositore Gianfranco Reverberi. La serata, condotta da Luca Lazzari ed Alessandra Rotolo di RDS - Radio Dimensione Suono, sarà interamente trasmessa in diretta dalla emittente radiofonica. Il premio ha raccolto, già dallo scorso anno, consensi eccellenti richiamando l'attenzione di un pubblico colto e raffinato nonchè delle maggiori testate giornalistiche, tanto della carta stampata quanto di quelle radiotelevisive, prime fra tutte la Rai. Anacapri ama Bruno Lauzi. Ama quell'uomo dai capelli bianchi e ribelli come la schiuma del mare che, oggi, dalla banchina del cielo, ammira nuovi approdi, sconosciuti e bellissimi, continuando a pizzicare la sua fidata ed amatissima chitarra.