Andiamo a fare due pazzi

- di Alessandro Bergonzoni

Esterno notte. Interno botte. Coppia che litiga.
Il sole a picchio sul tronco di un albero buca coi suoi raggi l'unico salice piangente, carico di fazzoletti, che si trova nella piazza del Don (e per capirlo basta far din perché l'importante è stare sempre in campana).
In una casa a pochi pazzi di distanza da un manicomio, Gisell e Benn fanno il bagno nella stessa vasca, con la stessa acqua ma con paperelle diverse.
Benn strizza con soddisfazione i seni di Gisell in segno di amore pizzichino, e Gisell gli strappa un orecchio con un morso in segno di riconoscenza sanguigna.
Escono dalla vasca e vanno in sala da pranzo, dove s'asciugano al fuoco. Particolare curioso è il fatto che loro un camino in casa non l'hanno: quello che stava bruciando nella parete era il trumò. Spensero il fuoco con lenzuola di sabbia trovate sul letto del fiume.
Sfondando la porta entra un cavallo e dietro di lui una farfallina di centotrenta chili con un'apertura alare talmente alare che sembra un camino. Benn e Gisell hanno un tuffo al cuore che gli spruzzi arrivano fino al soffitto; la farfallina si posa su un vaso di begonie e, se posso usare un dandolo, direi sfon-dandolo.
Il cavallo allora si leva le scarpe e i calzini e s'infila le pantofole, poi grida con quanto fiato ha in tasca. "Fermi tutti: questo è un incantesimo, nessuno si muova!".
Una zanzara, un'ape e una vespa, che poi risultò rubata, entrano dalla finestra e gridano: "Fermi tutti: questo è un incantesimo, nessuno si muova?". Al che il cavallo, imbizzarrito, dice: "Questo l'ho già detto io... dovevamo provare di più".
Dal nulla appaiono quaranta gnomi, otto folletti e una fatona buona che, come per magia, prende una bacchetta (magica?) e la infila in un occhio a Benn che s'accascia come Santa Rita saccascia pronunciando le famose parole magiche: "Ma cosa siete, tutti stronzi, eh?". Giselle allora prende una scopa (incantata?) e ci salta sopra come una strega e non si alza di un millimetro (incantesimo sfumato).
Intanto, dal tetto, piomba in casa piangendo un cammello con le ali spezzate. Un folletto (amico?) gli si avvicina e gli sussurra: "Attentooo!" tirandogli un fendente con una mazza magica e frantumandogli la mandibola (incantesimo riuscito). Il cammello comincia a girare su se stesso sino a che non s'incendia e scompare, tra molto fumo e poco arrosto.
Benn prende Gisell per mano e la porta fori di casa, e poi corrono lontano finché non escono dal sogno.