Approdi di bellezza

- di Mino Rossi

Un viaggio tra gli amici de "L'Isola".
I coralli di Mauro e Giancarlo Ascione, i fluttuanti vestiti femminili e le scarpe cucite a mano di Kiton, gli orologi di Guglielmo Monetti, l'anello a sorpresa di Antonella Puttini, il nuovo negozio di Silvio e Alba Staiano, il profumo magico di Silvio e Patrizia Ruocco.
Meraviglie, garbo, artigianato, creatività napoletana e caprese. Non solo oggetti, ma personaggi di fascino. Siamo andati a trovarli.

Navigando per strade di fascino e costeggiando vetrine scintillanti, dirigiamo la prua verso approdi di simpatia e amicizia, gettando l'àncora in porti ospitali. È un viaggio di curiosità e conoscenza, piacevole, fra scoperte e novità dove regna il buon gusto, il garbo, la creatività. È un viaggio che vi invitiamo a fare con noi.
Il primo approdo è proprio in un angiporto, nell'insenatura dell'Angi-porto Galleria a Napoli, un luogo appartato e centrale, reso gradevole dal nuovo arredo urbano dell'isola pedonale di Toledo. Al numero 19 di piazzetta Matilde Serao (un tempo, all'Angiporto aveva sede "Il Mattino"), basta salire al primo piano ed è come nuotare in un mare di coralli, un mondo di luce e di oggetti preziosi, fra colonne classiche, vetri e piante.
È l'elegante showroom di Mauro e Giancarlo Ascione che del corallo sono i divini creatori. Collier, orecchini, anelli hanno la sostanza e i colori dei rametti affascinanti. È l'arte deco, geometrica, stilizzata, fatta di colori non aggressivi, applicata al corallo. Affascina la nuova delicata collezione in corallo e pietre naturali con inserimento di brillantini. L'ultima invenzione sono le "letterine", A come amore, E come estasi, F come fascino, incise a mano su base in oro in cammei che si portano al collo trattenuti da un filo di pelle color cuoio o nero. Dalla fabbrica di Torre del Greco giungono sempre novità. Da generazioni, gli Ascione sono i re del corallo.
Il tempo di stupirsi e la nostra navigazione tocca l'approdo di Ciro Paone, l'uomo Kiton famoso in tutto il mondo. Da qualche tempo, il marchio Kiton produce scarpe da uomo cucite completamente a mano cui si dedica uno speciale reparto di operai. Ma, intanto, ci perdiamo in isole lontane suscitate al ricordo dall'ultima collezione Kiton Donna primavere-estate, abiti superleggeri che danzano sul corpo, tailleur dal taglio giovanile e soprattutto i colori esotici, emozionanti, il blu oceano, il rosa buganvillea, il verde menta, il giallo limone. Trench over in raso, giacche in cotone operato, sciarpe di cachemire e lini "washed", borse di pitone colorato completano il viaggio in un mondo di sartoria elegante e molto esclusivo, frizzante, irresistibile.
Ed ecco, nella signorile via dei Mille, un uomo così giovanile da confonderci sulla sua età, magro, un piccolo Rolex d'acciaio al polso, il sorriso incantatore, un Humphrey Bogart, che ci accoglie nel suo regno luccicante. Guglielmo Monetti non ha età, ma fascino e sicurezza. La sua gioielleria è un salotto, un luogo che invita alla sosta ed è punto di incontro della Napoli che conta. La crisi ha diradato i clienti americani e giapponesi, ma l'approdo è sempre affollato e il tempo, qui, si ferma incantato sugli orologi, sull'ultima moda degli orologi da sub, cronografi dei nostri tempi precisi, in acciaio soprattutto perché è l'acciaio che va, e sono orologi speciali, particolari. Monetti è uomo di piacevole conversazione. Ci rivela una curiosità: gli anelli di fidanzamento sono passati di moda. Forse, sarà per la crisi. È un pontaniano, Monetti, una scuola di educazione e cultura che lascia il segno. Ha casa a Capri e la passione per la vela. Ma è quando parla di gioielli che si supera.
Salpiamo per Capri. Al numero 23 di via Le Botteghe, oltre il bell'ingresso con la cupola, e i mobili antichi con le vetrinette, la grazia di Antonella Puttini ci rapisce prima delle sue creazioni che il marito Sergio Moitre ha esaltato quest'anno con nuove invenzioni. Per esempio l'anello con la sorpresa di una minuscola custodia di quelle che una volta contenevano il veleno, ma l'epoca dei Borgia è passata, e ora, aprendola, svela una miniatura di Capri.
Il tempo di meravigliarsene ed ecco anelli, bracciali, ciondoli, orecchini, collane della serie Capelvenere, il fiore che sboccia in primavera. Le clienti sono stordite. Trionfa il tema delle sirene incise su pietra lavica per orecchini e ciondoli. Andare per via Le Botteghe è come seguire un'onda di bellezza. La cresta scintillante è il nuovo negozio al numero 51 di Silvio e Alba Staiano, giovani, intraprendenti, il terzo negozio della prodigiosa famiglia di un simpaticone, Oreste Staiano, il padre, che, nel 1964, aprì i negozi di via Camerelle e il primo di via Le Botteghe. Il negozio al numero 51 è tutto bianco con volte a botte nel rispetto della tipica architettura caprese, eccezione ammirevole nel volgare trionfo del cartongesso nell'isola. Valeria Damiano, un master alla Bocconi in fashion e management, fidanzata di Silvio, è un'accoglienza luminosa nell'arcobaleno di colori pastello delle borse e degli orologi, dei foulard e dei teli da mare, della pelletteria. Un Capri à porter originale con l'eleganza delle grandi creazioni.
È tutta opera di artigiani isolani, prodotti realizzati a mano. Quest'anno trionfano i colori rosa e fucsia.
Silvio e Patrizia Ruocco, il gabbiano e la gabbianella di Capri, bisogna seguirli nei loro voli da via Camerelle al Parco Augusto, da via Serena ad Anacapri in viale Axel Munthe, e poi a Sorrento in corso Italia e all'aeroporto di Capodichino.
Il nome magico e profumato per riconoscerli è Carthusia, la prima e la quinta essenza di Capri. Dai flaconi di cristallo trasparente, con la caratteristica capsula nera a taglio di diamante, un oggetto che già attrae e seduce, si spande e arriva la carezza di una fragranza. Sono i Profumi di Capri, inimitabili, con la novità di Carthusia Uomo, profumo e eau de toilette lanciato nel mondo all'ultimo Cosmoprof di Bologna.
Il nostro viaggio inebriante, tra amici, finisce qui. Riprenderà la prossima volta. Perché gli amici de "L'Isola" sono tanti.