Indice
- Numero 7 - Marzo 2004
- L'Editoriale - Ombrelli e mimose
- Una bandiera per Capri
- L'ISOLA alza le vele
- Finalmente a Sabaudia
- Perché il governo Berlusconi ha tagliato i fondi all'Ancim?
- Il mare di casa
- Il marinaio con la chitarra che spiegò a Marilyn Monroe il significato di "maruzzella"
- Una donna sola al comando, è la capitana di Procida
- Il sentiero degli aghi di pino
- Il mare a Bologna
- Quei due gentiluomini a passeggio per le stradine di Anacapri
- Un posto magico dove entri zingaro ed esci Cary Grant
- L'antologia delle isole
- Sotto una tenda all'isola di Wight
- Viaggio a Filicudi
- La farfalla di roccia che inganna i tonni
- Arti superiori
- L'incontro a Succhivo con un nobile leone
- Il pittore dei palazzi e della luce di Capri
- Il reporter dell'Isola
Arti superiori
- di Alessandro Bergonzoni
Arte artiglio artatamente articolo Arturo arteriosclerosi...
L'arte del silenzio, l'arte dell'obblio se ben ricordo, l'arte del ricamo non accostabile all'arte dell'ormeggio. L'arte della bugia (che non c'è) quella dell'invenzione pura senza conversanti chiacchieroni e doppi bla...l'arte del dire del fare del baciare, l'arte di sopravvivere all'arte del morire, l'arte del sognare e del segnare stile ripetuto un ciclostile a rotta di collo e così l'arte del corpo, il corpo di Bacco, l'arte del bere, bere tutta l'arte del credere, l'arte fine a me stesso, e così Narciso si specchiò nel lago per la prima volta e cosa vide? Vide me.
L'arte non si impara e non si mette da parte, perché lontan da te non si può star e chi più ne ha più ne metta... Non si compra non si vende forse non si vede e non c'è non c'è. E' solo un'illusione ottima un apostrofo rosa tra le parole rosa e apostrofo, è un doppio sogno un bisogno, una necessità futile apparentemente concreta.
La prima volta che vidi la Gioconda in vita mia non provai nulla se non provare di portarla via: ma via da dove se non era più in nessun posto? Quella era la copia di quella che era stata pensata: ecco cosa avrei voluto ardentemente, avrei voluto pensarla più che guardarla, come avrei voluto inventare la schiena più che toccarla, scoprire le cosce le dita il cavatappi il marmo un colore ogni sorta di sorte e d'arte ad ogni livello compreso il passaggio a livello che ci divide da chi crea l'arte e ci sbatte chi la guarda o al massimo non la capisce (giuro che è l'ultima volta che uso la parola capire e anche l'ultima volta che uso una parentesi, mi ricorda troppo lo spazio che passa).
E' l'arte del godere che racchiude tutte le altre arti, marziali se violente, visive se son fatte di visi, magiche se spariscono ogni volta che le acquisti, povere se vanno nel regno dei cieli, liberano dal male ma non inducono in tentazio amen.
Sfogliare il giornale: l'arte del vivere il quotidiano. Arte di strada, che ti accompagna volentieri ovunque perché appunto comunque è di strada. Arte manuale, se hai bisogno di leggere per avere istruzioni...L'arte della guerra c'è, l'arte della pace non è considerata; l'Ars amandi, coeundi e generandi, se ne andi...L'arte del saper andarsene del volar via come un naso soffiato un riso altrettanto. L'ars ura saper dare dar e far caldo, indurre sudore di idee grondanti. Mi spiego, peggio: Artista è un'idea che albeggia e che comunque quindi esce prima o poi esce anzi no sta già uscendo anzi no è uscita ma cosa vedo è diventata tramontina...ma poi torna... Se in testa fa bello torna solo se in testa fa bello, altrimenti il sole l'idea calda anche se torna non la puoi vedere e l'arte finisce in un battibalena fiocinata dal poco dal quasi pescator cortese che a nulla ho amato amor perdona. Ecco perché l'arte del racconto vede il suo massimo esponente se non creatore in Narro, spagnolo di nascita ma apolide di morte.
L'arte orafa, l'arte nufasa, cantrale e zumbala: tribale stregona fatale fatina, che bacchetta sulle dita chi ti da una mano ma poi la rivuole indietro magari su di una spalla. L'arte del baratto, lo scambio compreso il treno di cose che ci passa sopra, grandemente indeciso e cioè vagone, qualcosa di più vago... L'arte del delitto: non la compro perché non paga. E il senso di colpa mi invade a regola d'arte. L'arte del perdono che ti uccide se non la conosci. L'arte misia, grande amica di Lavinia musa che tutti volevano avere ma nessuno voleva vendemmiare. Ah Lavinia Lavinia, cantami ogiva l'ira funesta di chi scoppia d'un tratto, deflagra così tanto per fare uno scoppio di gioia, per esporre tutte le opere nell'arte della felicità di chi prima gode poi non si accontenta. Arte che va arte che viene; è arte locale se ferma come un treno a tutte le stazioni, come la via crucis che intraprende chi vive solo d'arte nella sua soffitta mentale, nel suo eremo d'avorio zanna elefantina di fenomeno da circo domatore di geni feroci germogli di intuizioni, e tutto forse sta scritto nel DNA che l'arte non ha se no si chiamerebbe dnarte.
Voglio ringraziare Giotto, Cimabue, Matis Bizet Monet Manet Marat Romer Shagall Bodler Da Vinci Galileo Leonardo Carlo Simone Claudio Paolino Paperino Matt Grening Cronemberg Modiglioni Basquiat Truffeau Totò i fratelli Marx Botero e te...

