Capri Espiatoria

- di di Alessandro Bergonzoni

Capri. Chi arriva a Capri per la seconda volta ha sempre l'impressione di esserci già stato e questo perché è un'isola che ti segna ma soprattutto ti sogna, è un'isola nobile ma nubile al tempo stesso, sposata con chi la vuole capace di intendere e di volare e forse l'unica isola nella penisola, un'isola senza età perché compie gli anni tutti i giorni. Capri confina col cielo col mare e con la terra ed ha una posizione geografica ben studiata anche se mai imparata veramente; conta più di un migliaio di abitanti e poi si stanca e smette di contare e tira ad indovinare.
Storicamente Capri riveste un'importanza fondamentale perché ogni scherzo vale. Bella perché uguale soltanto a se stessa eterna perché diversa, nacque originariamente come paese che viveva di sola pesca: solo in un secondo tempo si cominciò a mangiare anche altra frutta e ciò portò ad uno sviluppo demografico tale da confondere la Pasqua col Natale. Fu la prima delle sedici repubbliche marinare insieme a Padova, Velletri, Castiglioncello e Venezia. Lei è così, cardiaca e corale, oftalmica e odontoiatrica: fa vedere i denti e non solo perché ride; ha la schiuma alla bocca perché ride col mare delle onde per cui. Capri è una donna di nome Cinzia, svestita, spogliata, sfogliata, estiva soprattutto d'inverno, maliarda, goliarda, vegliarda, testarda e soprattutto mostarda; è l'ombelico di un corpo nazionale di ballo; è qualcosa di più di un peccato capitale; è un giorno da leone che per di più s'è mangiato tutte le pecore e s'è fatto un maglione! "Vedi Capri e poi vivi" disse Cincinnato spirando nei pressi di Ercolano! E questa è la vera differenza con Venezia oltre a quella delle gondole e delle vongole. "Verrà la morte e avrà i miei sandali" disse il frate poeta e limoncino (che sapeva di liquore fin da quando era bambino). Nato a Capri, vissuto a Capri e morto a Capri passò alla storia per la sua coerenza esistenziale. Onore al merito, abbasso il baccalà viva Garibaldi abbasso Bitossi!!!
P.S.: fin da bambino non venivo in quest'isola ma facevo le Capriole.

Vostro per sempre,
Alessandro Bergonzoni