Cento di questi anni

- di Simona d'Albora

Il lungo cammino, successo, le peculiarità delle imprese storiche familiari della Campania fra tradizione e aggiornamento riunite nell'associazione "I Centenari".
Il lavoro, l'impegno e la cultura di tre generazioni e i marchi d'eccellenza fiore all'occhiello dell'economia non solo regionale.
Pina Amarelli, la Signora della Liquirizia, madrina dell'associazione.

Cento anni e almeno tre generazioni, questi i requisiti fondamentali per entrare ne "I Centenari", associazione che raccoglie le imprese storiche familiari della Campania.
Nata nel 2002 per volontà di alcuni titolari di aziende secolari, "I Centenari" si ispira a les Hénokiens, sotto la cui insegna sono riunite le aziende bicentenarie di tutto il mondo e che prende il nome dal biblico Enoch, il patriarca vissuto oltre trecento anni.
Longevità e appartenenza alla stessa famiglia da tre generazioni, una combinazione che ha garantito a queste aziende di eccellere nel loro settore, rendendole nel tempo un modello sano di fare impresa, un esempio imprenditoriale vincente e uno stimolo alle nuove e nuovissime generazioni di imprenditori, ma soprattutto sempre attuali per il pubblico che richiede i loro prodotti o i loro servizi.
I criteri di selezione per entrare ne "I Centenari" sono rigidissimi: naturalmente l'azienda deve avere almeno cento anni e appartenere alla stessa famiglia da almeno tre generazioni in linea diretta, il tutto documentato da certificati storici originali.
Nata per promuovere una tradizione imprenditoriale campana d'elite, fatta di aziende e di marchi di altissima qualità ed eccellenza, che rappresentano un biglietto da visita, un fiore all'occhiello dell'economia locale e nazionale, l'associazione vuole essere punto di riferimento per le imprese storiche della regione. Difendere e sostenere le aziende secolari, promuovendo lo sviluppo e assicurando longevità ad un sistema produttivo sano e dare impulso ad una serie di iniziative per lo sviluppo e la crescita dell'economia sono gli obiettivi dell'associazione.
Il radicamento sul territorio campano da oltre cento anni ha reso le imprese ultracentenarie testimoni di numerosi eventi, in alcuni casi protagonisti, come l'American Bar di Pettisani, ultimo luogo di ritrovo per un ultimo caffè per gli emigranti che andavano a cercare fortuna in America. Un secolo ricco di avvenimenti dalle emigrazioni dei primi del '900 ad eventi terrificanti come le due guerre mondiali fino alle vicende economiche che hanno fatto la storia economica del Mezzogiorno, caratterizzata dall'alternanza di fasi di grandi speranze e cocenti delusioni, da ultimo la crisi dell'economia della prima metà degli anni '90 cui ha fatto seguito anche la crisi del sistema creditizio nazionale.
Nonostante tutto le aziende storiche hanno resistito e sono giunte fino a noi con i loro prodotti e i loro servizi rivolti a soddisfare una specifica esigenza di domanda, collocandosi in un mercato di nicchia di altissima qualità.
La cultura d'impresa che li contraddistingue, frutto di un antichissimo sapere che è stato tramandato di padre in figlio, di generazione in generazione fino ai giorni nostri e che ha contribuito alla crescita e allo sviluppo di un'economia sana in Campania, è il comune denominatore sulla base del quale è nata l'associazione.
A presiedere "I Centenari" è Martino Cilento, caprese d'adozione e amante del mare. Madrina e musa ispiratrice dell'iniziativa, nonché presidente onorario, Pina Amarelli, già presidente de Les Hénokiens, donna eclettica dai mille interessi e dalle mille idee. A seguire l'attività dell'associazione è il direttore, il manager Biagio Orlando, titolare della Società di consulenza e di direzione aziendale Alfaomega, motore e cuore di tutti i progetti che l'associazione ha già realizzato o ha in cantiere: ricerche scientifiche, attività formative, seminari, conferenze, che rendono "I centenari" un'associazione "viva" che opera per lo sviluppo e la promozione del "made in Campania" in Italia e nel mondo e per la creazione e il consolidamento di un modello imprenditoriale di "eccellenza".
Dalla Campania le aziende sembrano aver tratto i colori, i sapori, ma anche l'intensità del sole e del mare, per soddisfare i cinque sensi dei clienti. I sapori napoletani di "Don Alfonso 1890", orgoglio della gastronomia italiana, magistralmente gestito dal pluripremiato Alfonso e dalla moglie Livia Iaccarino, che possiedono, inoltre, una delle cantine più fornite ed esclusive della Campania. I tessuti e accessori pregiati da uomo e gli articoli di lusso esposti nelle vetrine del suggestivo palazzo d'Aquino di Caramanico, dove ha sede l'azienda Cilento, simbolo della Napoli più esclusiva. Le famose cravatte di Marinella, conosciute in tutto il mondo e ancora oggi lavorate artigianalmente, vendute nella boutique della Riviera di Chiaia, dove hanno fatto e fanno tappa tutti i potenti della terra. D'Andrea, una delle poche aziende che vanta il brevetto di "fornitori della Casa Reale", la sua biancheria ed i suoi corredi sono presenti in tutte le case dell'aristocrazia e della "buona" borghesia napoletana.
E, ancora, la rinomata e squisita "Tazzulella 'e cafè" del già citato Pettisani, premiato con il "Dioniso d'Oro" per il lavoro e l'ospitalità. Il pregiatissimo corallo in mostra nell'elegante show room di Ascione, disegnato dai fratelli Ascione e lavorato abilmente nel laboratori di Torre del Greco. Nei loro suggestivi saloni è esposta un'antichissima collezione di gioielli, prodotti da loro e appartenuti a sovrani italiani e stranieri. La meravigliosa veduta offerta dalle lussuose stanze dell'Hotel Jaccarino, che dall'alto di Sant'Agata domina i golfi di Napoli e Salerno, in passato luogo di soggiorno per Salvatore Di Giacomo, Matilde Serao, Enrico Caruso ed Enrico de Nicola, oggi un'oasi di pace e tranquillità accompagnata dalla piacevolissima ospitalità della solare Natalina Iaccarino.
Un lungo elenco. Le pregiate rilegature dell'antichissima "De Luca Grafica Cartaria", un tempo tipografo dell'Arcivescovo e ancora oggi conosciuta per la sua editoria pregiata. La dolcezza del miele, delle mandorle e del cioccolato, sapientemente miscelati nelle "Fabbriche Riunite Torroni" di Benevento, che rappresentano un'autentica testimonianza dei valori e delle tradizioni che appartengono alla loro terra di origine. L'Agenzia Marittima Autuori, a Salerno sinonimo di garanzia per chi vuole inviare i propri prodotti nel mondo, o raggiungere mete lontane. Non solo, il presidente onorario Michele Autuori realizzò importanti infrastrutture che permettono ancora oggi a Salerno di essere uno dei principali porti per la movimentazione di autoveicoli.
C'è da chiedersi se proprio perché sono aziende che hanno attraversato tutto il '900 resistendo a cambiamenti storici, politici e sociali, quali l'avvicendarsi di due dinastie monarchiche, le due guerre mondiali e la nascita della Repubblica, esse custodiscano davvero il segreto dell'"eterna giovinezza", o forse la loro forza è quella di riproporsi in chiave attuale traendo vigore dalle profonde radici, ma adeguandosi ai continui cambiamenti che la società e i nuovi modelli economici impongono.
La conoscenza, il radicamento alle proprie origini, la consapevolezza dei mutamenti e l'analisi delle prospettive future, miscelate armoniosamente, hanno contribuito ad un sano ed equilibrato sviluppo economico, sociale e culturale delle aziende che hanno fatto e continuano a fare la storia dell'economia regionale e nazionale.
Proprio il connubio tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, è stato al centro di un convegno dal titolo "L'Impresa Storica, radici,mutamenti e prospettive", organizzato da "I Centenari" in occasione del gemellaggio con l'Associazione Imprese Storiche Fiorentine, che raccoglie i migliori nomi dell'economia toscana. Per citarne qualcuno: i Marchesi Antinori, i Marchesi de' Frescobaldi, la Fiorentinagas, l'antichissima Barone Ricasoli, fondata nel 1141, l'Opificio Orafo Torrini, una delle più antiche gioiellerie di Firenze che ancora oggi modella i suoi argenti usando calchi realizzati da Benvenuto Cellini, l'Officina Farmaceutica Santa Maria Novella che, insieme a Pina Amarelli, imprenditrice della liquirizia Amarelli, ha creato un profumo e uno shampoo doccia alla liquirizia.
Accomunate dalla capacità di conciliare con la modernità dei tempi la tradizione, la cui rilevanza nel tessuto produttivo è fondamentale in termini non solo economici ma anche sociali e culturali, le aziende che fanno parte delle due associazioni hanno cercato di accordare le loro diversità in nome di un obiettivo comune culturale ed economico, orientato allo sviluppo del territorio sul quale operano da oltre un secolo.
La storia, l'arte, la cultura e l'economia del mar Tirreno a confronto con la storia, l'arte, la cultura e l'economia dell'Arno per valorizzare la cultura d'impresa che unisce le aziende campane e toscane.
Nel corso del convegno, il presidente dell'Associazione Imprese Storiche Fiorentine, Franco Torrini, ha consegnato al presidente de "I Centenari", Martino Cilento, una chiave ed una pergamena che hanno sancito l'iscrizione ufficiale dell'associazione campana, quale promotrice della cultura e delle belle virtù del lavoro nonché della storia umana ad esse collegata, all'albo delle Associazioni e Aziende gemellate con l'AISF.
La partnership tra le due associazioni ha creato un'asse centro-sud di imprese storiche che rappresenta un primo passo verso la creazione di una rete di realtà produttive nazionale ed estera che operano nell'interesse del proprio territorio e che si pongono come obiettivo la salvaguardia e lo sviluppo di un sistema economico sano. Grazie allo scambio ed ai collegamenti tra le imprese di più antica tradizione di altri Paesi, sarà possibile far emergere la cultura d'impresa che è una delle basi comuni della cultura europea.