Indice
- Numero 64 - Aprile 2012
- L'editoriale - Con le vele nel vento
- 10 anni, l'isola che c'č
- L'Isola in un mare di fantasia
- Pazza idea
- Antonio Ghirelli
- Quel sublime berlinese che visse gratis a Capri
- L'aspra bellezza di pietra dell'altopiano delle Murge
- Il mestiere di marinaio
- Il signore delle stilografiche di Mimmo Carratelli
- La volta che Indio si finse morto
- Con le ragazze di Tromsų a guardare l'aurora boreale
- Si chiama Brunone il mio gigante del Golfo di Napoli
- Quel ragazzo di Porto Venere tra mare e nuove tecnologie
- Quando i delfini sognano le balene
- Tra sport e turismo in mountain bike sulle colline romagnole
- I nostri 10 anni in 1846 pagine
- Storia e fascino delle Eolie nelle foto di un artista
- Un'amicizia nata su un gommone
- Il reporter dell'isola
Con le ragazze di Tromsų a guardare l'aurora boreale
- di Mino Rossi
Col cargo "Fantasia" facciamo tappa nella città più a nord della Norvegia, metà su un'isola e metà sulla terraferma, unite da un fantastico ponte e da un tunnel sottomarino. Sullo sfondo di un cielo nero un mantello di luminose scie verdi con lampi rossastri. Il mozzo Jim ha molto successo con Hannah. Con la lunga barba rossiccia Raymond sembra un vichingo. Una bevuta al Bla Rock Café, il pranzo all'Emma's Drommekjokken, la cena da Skarven e una conclusione molto interessante sulla nave bevendo cognac dell'ovest francese con Gunhild, Grethe e altre bionde del nord.
A Peter, che ha una moglie in Europa, una in America e la terza in qualche isola del Pacifico, gli è venuta la voglia delle aurore boreali. Dice che questo è un periodo magnifico perché il Sole si sta agitando molto e il fenomeno delle aurore boreali se ne avvantaggia. Charles, che ha appena ricevuto un rassicurante sms dalla sua ragazza di Francoforte, si dichiara d'accordo.
"Vada per l'aurora boreale" dice. Raymond obietta che sarebbe meglio fare rotta sulla Polinesia. Lui sogna di sistemarsi da quelle parti, su un'isola, magari a Tahiti, anche se è oggi è molto affollata, e passarci il resto della vita con una polinesiana compiacente.
Il mozzo Jim non dice nulla. Lui dice sempre "okay". E allora andiamo per aurore boreali. La prua del nostro cargo, che, come ormai saprete, si chiama "Fantasia", punta il nord della Norvegia. Siamo navigatori matti di mari e oceani e non ci facciamo mancare nessuna meta. Fuggiamo da amori incompiuti, abbiamo ragazze labili nei porti, il grande amore ci è passato sopra e qualcuno di noi ne porta ancora i segni. Meglio andare dove ci porta il cargo. La meta è Tromsø che si scrive proprio così con la "o" spaccata da un segnetto. Una parte della città, diciamo il centro cittadino, è su un'isola che si chiama ovviamente Isola di Tromsø, il resto della città è sulla terraferma, e poi c'è Kvaløya che pare significhi Isola delle balene.
C'è un ponte spettacolare di un chilometro che unisce la terraferma all'isola. E c'è un tunnel sottomarino di tre chilometri. Il porto è accogliente e Tromsø è bella a prima vista. L'hanno chiamata "la Parigi del Nord" perché è una città vivace che fa molta cultura, ha una vita notturna notevole e pare ci abitino i norvegesi più simpatici, molto disponibili e ospitali. Poiché è una città universitaria, la più settentrionale al mondo delle città universitarie, ci sono moltissimi studenti.
Le ragazze ci piacciono molto. Raymond, che sogna la Polinesia ma ora è qui a poche migliaia di chilometri dal Polo Nord, dice che dovremmo andare in qualche night e trovare un po' di ragazze con cui guardare le aurore boreali. Il cargo è bene ancorato e noi bighelloniamo sull'isola di Tromsø. Ci dicono che qui ci sono bar, ristoranti, pub, night, club e caffè in numero talmente abbondante che se gli abitanti di Tromsø uscissero di casa tutti insieme per andare a divertirsi troverebbero posti liberi. Lungo una strada che si chiama Stortorget ci sono numerosi club. Peter, che è quello di noi che sceglie i posti, ci indica il "Bla Rock Café". E vada per il "Bla Rock Café" a 68 gradi latitudine nord. Beviamo della buona grappa e siamo moderatamente felici. E' un pomeriggio di febbraio e fuori è già notte perché qui il sole viene su alle 9,06 e tramonta alle 14,51 come è esattamente previsto da un depliant che Charles, l'intellettuale del nostro gruppo, ha preso al porto. Ci sono ragazze sicuramente interessanti sotto i loro abbigliamenti polari che lasciano intravedere occhi azzurri, ciuffi biondi, bocche gustose e nasini piacevoli.
Il mozzo Jim ha fame, lui ha sempre fame, è piccolo e magro e gli viene sempre fame, e allora Peter ci consiglia di andare all'Emma's Drommekjokken perché ci sono cameriere graziose che servono bistecche di renna e granchi giganti con una buona birra ed è un posto carino, piccolo e animato. Solo lui sa queste cose perché si informa molto sui posti dove andiamo. Le cameriere ci trovano simpatici e cerchiamo di avere qualche utile approccio per andare a vedere insieme le aurore boreali. Sorridono. Usciamo a mani e cuori vuoti. Proprio dinnanzi al porto c'è la Cattedrale Artica, molto moderna e affascinante.
E' a triangolo con una struttura tutta bianca e la facciata, con una immensa croce, è proprio un triangolo con un grande mosaico di vetri colorati sui quali, con grande suggestione, si riflettono le aurore boreali. Questo leggiamo nel depliant. La cameriera Ingvild, non proprio la più carina dell'Emma's Drommekjokken, ci ha detto che le aurore boreali sono visibili fra le sei di sera e mezzanotte. Gradisce vederle con noi e con qualcuna delle sue colleghe? Dice che lei, le aurore boreali, le conosce a memoria. Non ha voluto dire di no per educazione. Ed eccoci, i cinque marinai del cargo "Fantasia", il mozzo Jim, Peter, Raymond, Charles e il sottoscritto, che fissiamo il cielo di Tromsø fra le diciotto e mezzanotte senza nessuna cameriera dell'Emma's Drommekjokken a renderle più interessanti, ma ci sono molte ragazze in giro che aspettano di vedere l'aurora boreale e si può familiarizzare a sette gradi sotto zero.
I rapporti sono molto simpatici ma anche molto freddi. Adesso vi racconterò la meraviglia che ci ha presi in mezzo alla folla che guardava le aurore boreali. Pare che Tromsø sia il posto ideale per questo spettacolo, il migliore dei posti per le aurore boreali. Ed ora siamo insieme a un gruppo di studentesse che si stringono a noi, ma è per il freddo e l'emozione dell'attesa.
Ridono con gli occhi e ci guardano senza un interesse particolare. Jim, però, è notevolmente abbracciato a una delle ragazze. Piccolo e magro, ma di una simpatia straripante, Jim ha questo dono di attrarre l'altro sesso. Raymond dice che è perché Jim non punta al sodo, fa il micetto e le ragazze si fidano di lui. Jim è il mozzo che ha più amiche nelle città di mare del mondo.
Raymond dice che noi abbiamo gli occhi che ci tradiscono. Gli occhi di lupo. Le ragazze capiscono al volo quello che vogliamo e restano in guardia, tranne quelle che vogliono la stessa cosa. Raymond da qualche tempo si è fatta crescere la barba che è un po' rossiccia e perciò potrebbe somigliare a un vichingo. A Tahiti potrebbe essere un dio, da queste parti i vichinghi si sprecano.
Peter, che è alto, e altezza è mezza bellezza, ha il fascino dell'uomo magro e bruno. Insomma, non siamo messi male, ma questa è solo la sera delle aurore boreali. Jim dice che la ragazza con cui è abbracciato si chiama Hannah. Quello che le ragazze guardano con grande interesse è il cielo. Poiché qui è notte fonda, il cielo è nero e non potrebbe esserci un fondale più indicato per quello che sta per succedere.
E' una cosa che bisogna vedere almeno una volta nella vita. Ho vicino a me una brunetta, una delle poche brunette di questi posti, credo, che mi guarda con simpatia. Si chiama Grethe. Raymond fa lo spaccone con una ragazza molto incappucciata e sicuramente vistosa anche senza tutta la roba che ha addosso.
"Si chiama Gunhild" mi informa Raymond. Lo spettacolo comincia all'improvviso. I corpuscoli provenienti dal Sole (il vento solare?) si incendiano per l'attrito (è esatto dire così?) quando investono lo scudo magnetico della Terra. Questo avviene a 500 chilometri sopra le nostre teste. Gemiti e "oh!" di meraviglia, saltelli e battimani accompagnano i primi lampi di luce. Ma non sono lampi e non sono lampi bianchi. E' come una scia immensa e colorata che percorre il cielo da nord verso est, da sotto a sopra. E' una scia verde con i bordi rosati che si staglia nel cielo di Tromsø accompagnata da lampi rossastri.
E' l'aurora boreale. Jim e Hannah sembrano molto felici. Peter guarda sbalordito la scia colorata. A volte sembra più azzurra che verde, ma è soprattutto verde. Guardo Grethe.
Guardo il suo viso incorniciato dal cappuccio di pelliccia morbida. "Hai gli occhi verdi?" dico. Non capisce. Nell'emozione del momento, un lungo momento, l'aurora boreale e là e resiste nel cielo, Charles dice: "Gli svedesi l'hanno paragonata ai riflessi di un banco di aringhe". "Non ricordo di avere visto mai un banco di aringhe - dico. - Ma mi sembra un paragone mediocre". Più consapevolmente Charles aggiunge: "E' l'ossigeno dell'atmosfera che dà il colore verde".
Poi si corregge: "A quell'altitudine è più corretto dire esosfera". Charles sa molte cose e si è molto informato sulle aurore boreali. "L'azoto dà il rosso e l'azzurro" conclude. Si fa una gran musica per l'aurora boreale. E' il Nordlysfestivalen di Tromsø. Jazz, opera lirica, musica da camera, danze. Le ragazze ci portano a vedere la Danza delle Renne eseguita da due artiste lapponi che sembrano proprio due renne con le ramificazioni in testa e una tuta con i peli. C'è poi una band di nove musicisti che suonano jazz, rock e musica elettronica. Peter dice che è una bella festa. L'aurora boreale è sempre là come il mantello luminoso e colorato di una sposa spaziale. "Symfoniske konserter?" chiede Gunhild. E andiamo al Symfoniske konserter guardando sempre l'aurora boreale.
Ci seguono le altre ragazze. Vedo Jim che dà un bacio artico ad Hannah. Quando si fa tardi, Grethe chiede se si va a mangiare. Si va a mangiare. Ci porta verso il mare sulla Stradtorget. Qui c'è lo "Skarven", un ristorante dei più noti per il merluzzo secco alla griglia e la balena essiccata. Le ragazze sono allegre ed ora, togliendosi gli immensi giacconi col cappuccio, sono più piacevolmente visibili.
Peter dice che sono molto simpatiche. Scartiamo il merluzzo artico completo di fegato e uova servito con fragole e andiamo per le bistecche di renna, più rassicuranti. Le ragazze scelgono carne di alce.
Ci sono anche dei ragazzi con noi. Uno si chiama Kristoffer ed è molto interessato a Jim. Sul cargo abbiamo delle buone bottiglie di cognac dell'ovest della Francia. Dico a Grethe che potremmo concludere con una bevuta sulla nostra nave. Le ragazze accettano. Non sono mai state su un cargo e sembrano molto interessate al cargo e al cognac. E' stata una serata molto interessante senza ubriacarci ma svuotando molti bicchieri. Abbiamo guardato ancora l'aurora boreale dalla tolda del "Fantasia". Gunhild ha chiesto a Raymond di parlarle della Polinesia. Peter ha fatto colpo su una bionda di nome Charlotte. Jim è stato molto felice con Hannah e molto gentile con Kristoffer. Si sono ripromessi di scriversi. Charles, dimenticando la sua tedesca di Francoforte, ha chiesto qualcosa di molto impegnativo a Helene, la ragazza con cui ha simpatizzato. Io mi sono appartato con Grethe che mi ha raccontato tante cose e ne aveva sempre una nuova da raccontare proprio mentre mi avvicinavo alle sue labbra. Promettiamo tutti di tornare a Tromsø perché è buona educazione dei marinai dire sempre arrivederci. "Näkemiin!" in finlandese. Arrivederci. "Näkemiin!, Grethe". Lei dice "yes" e se ne va senza impegnarsi troppo.

