È la Vigilia, il pranzo è servito

- di Gianmaria Roberti

Chiedi a Pippo Dalla Vecchia a cosa associare il Natale, ed il ricordo più vivido, e meno meditato, è quello di una gelida sera di 60 anni fa.
"Vigilia di Natale del 1943 a San Pietro di Montoro Superiore, Avellino". Custodisce quella data fra i ricordi che contano di più.
Ce ne sarebbero, ovviamente, tanti e tanti altri, per colui che presiede lo Yacht Club Canottieri Savoia da tredici anni. Grande uomo di mare, nei suoi 73 anni orgogliosamente portati, Dalla Vecchia è una miniera di aneddoti.
A Napoli, il carattere non globale, e quindi tutto partenopeo del Natale, sta nell'inevitabile accostamento della festa religiosa a qualcosa di molto poco spirituale, ma che nessuno oserebbe contestare: i pranzi delle Feste. A proposito, presidente Dalla Vecchia, quella sera di 60 anni fa, cosa c'era in tavola?
"Pizza e mallone, ovvero una pizza di farina di granturco, con un po' di lardo, il tutto fritto e arruscato in padella con verdura mista raccolta sui campi di rape".
Un Natale di guerra, nel freddo dell'Irpinia: bastava davvero poco per vivere bene la Festa. Quel poco può anche essere "un profumo che si spande per tutta la casa, grazie a scorze di mela limoncella e mandarino che mia madre aveva buttato sulla brace", ricorda Dalla Vecchia.
Presidente, lei è un indiscusso custode delle tradizioni partenopee, perciò le chiediamo qualche ricetta natalizia.
"Parlerò della cena della Vigilia. Spaghetti ai frutti di mare, vongole e lupini, pizza di scarole: io preferisco quella con la pasta frolla, versione meno antica, per il simpatico contrasto fra il dolce della pasta e il salato dell'imbottitura".
- E poi?
"Pesce in bianco, a scelta tra cefalo, bocca d'oro, orata o spigola. E, ancora, filetto di mussillo, o baccalà fritto, e, ovviamente, capitone Ma non devono mancare all'appello l'insalata di rinforzo: cavolfiore "bianco di Nola", pappacelle, olive bianche e nere, melanzane e carciofini sotto'olio".
E per concludere?
"I dolci: paste reali, raffioli, cassata, mustacciuoli, e poi ciociole e sfrattatavola, vale a dire noci, mandorle, fichi secchi. Infine frutta fresca: il melone di Natale".
Il pranzo è servito. Buon Natale.