I problemi e i progressi dell'Ancim

- di Giuseppe Ulivi

Appena dopo la metà di novembre giunge la stagione congressuale dell'Ancim, l'Associazione italiana comuni isole minori. Si rinnova la dirigenza, si esaminano i traguardi raggiunti, si disegnano nuovi obbiettivi.
E' ancora una strada in salita, stemperata da risultati interessanti e da riconoscimenti istituzionali dopo anni di lavoro che talvolta appariva inutile: un fare e disfare perché, quando sembrava di aver colto qualche frutto, cadeva un governo, oppure si ribaltava il Parlamento, e così decadevano tutti i progetti e i disegni di legge in favore delle isole.
E allora di nuovo si proponevano e si illustravano le stesse cose a tutti coloro che si immaginava avessero l'attenzione per ascoltare e il potere per decidere.
Ma, alla fine, siamo nel 2004 e i risultati ci sono.
Forse non lo immaginavano nemmeno Giovanni Fragapane sindaco di Lampedusa, Antonio Fonnesu de La Maddalena, Giuseppe D'Asta di Favignana, Nicolò Longo di Ustica, Salvatore D'Amico di Pantelleria, Girolamo Lubrani sindaco ed ospite dell'Isola del Giglio che sono stati i primi firmatari dell'atto costitutivo dell'Ancim l'8 giugno 1986. Ero presente e ricordo ogni particolare della giornata. Tenne a battesimo la nascita dell'Associazione l'allora presidente dell'Anci on. Riccardo Triglia.
Incominciò da allora un'azione comune di tutti i sindaci delle comunità insulari, corale, appassionata, fecondata da un sentimento unitario che nasceva dall'essere isolano e dalla particolarità di amministrare un comune insulare, da una ancestralità che non demorde, che rimane dentro, non come una spina, piuttosto come un desiderio di coltivare, di perseguire sempre traguardi, quali che siano, perché la meta è sempre più avanti. Quanto? Chissà.
Dal Giglio, dicevo, incominciò un'azione comune: dapprima per fotografare le singole realtà, poi per proiettare l'immagine, i problemi, le possibili soluzioni ai singoli parlamentari, all'opinione pubblica, al governo, alle Regioni, ai dipartimenti ministeriali.
Nel 1986 il presidente Cossiga ricevette i sindaci dei comuni aderenti all'Ancim. Li confortò, ammise l'esistenza reale e oggettiva di tanti problemi. Frenò poi taluni entusiasmi.
Numerosi i convegni e gli incontri. Il Convegno del novembre 1990, "Un progetto strategico per le isole minori", immaginò di unire in un disegno globale l'apporto istituzionale e il rischio imprenditoriale per ammodernare i servizi e i trasporti, per risanare l'ambiente, per salvaguardare le risorse culturali, per accrescere un patrimonio che è di tutto il paese.
E, poi, il Convegno di Capri nel quale si prese coscienza delle opportunità offerte dalle normative europee col proposito di affrettare la fruizione dei benefici connessi. Da Capri nacque l'idea, o meglio si rafforzò l'idea di guardare oltre i nostri confini. S'immaginò di allacciare rapporti in una Federazione europea delle isole minori. Non si è ancora fatto nula in proposito. Ma dovrà essere un tema da affrontare dopo novembre. E' urgente.
Ne parlammo, ricordo, con il sindaco di Oost Vlieland, Rob van der Mark, in occasione della presentazione nella abitazione dell'ambasciatore italiano a L'Aia del libro della scrittrice Reinoldis van Ditzhuyezen "Italiaanse eilanden" degno di tutto rispetto, certamente di più di tante "guide" di nostra fattura.
E ancora: i convegni di arcipelago (Pantelleria, Lipari, Portoferraio); il programma "L'isola è servita" in collaborazione con Cispel che, grazie ad una indagine di Publitecnica, affrontò la qualità dei servizi pubblici nelle isole con l'obbiettivo ovvio di migliorarla attraverso uno sforzo congiunto e responsabile dei soggetti erogatori per assicurare uno sviluppo economico e una prospettiva di vivibilità nel rispetto di un patrimonio culturale e ambientale di interesse non solo nazionale; l'accordo di programma quadro firmato dal presidente del Consiglioi, dalle Regioni interessate e dall'Ancim, la legge Novi, presto in discussione al Senato, sulla quale in verità sussiste qualche riserva da parte dei sindaci che auspicano alcuni emendamenti. Sono fatti assolutamente significativi della visibilità dell'Ancim.
A novembre, a Ischia, molte le riflessioni sul passato e sul futuro dell'Associazione, guardando avanti con l'auspicio di una unitarietà di intenti, di una solidarietà forte, premessa indispensabile per cogliere risultati concreti.