Il commenda milanese che si innamorò di Ischia

- di Monica Florio

Angelo Rizzoli aprì l'isola al turismo internazionale portandovi le "stelle" di Hollywwod. La residenza di Villa Arbusto, l'albergo Regina Isabella, le Terme, una galleria antiquaria, l'ospedale a Lacco Ameno.
L'anteprima mondiale del film di Chaplin "Un re a New York". Un domicilio fiscale che Milano osteggiò.
Dopo di lui, alla fine degli anni Sessanta, i vip abbandonarono Ischia per la Costa Smeralda.
Finì l'epoca d'oro dell'isola verde.

Nessun luogo ha legato la propria sorte ad un uomo così come Ischia ad Angelo Rizzoli. Prima che il magnate milanese vi sbarcasse nel 1951, la ridente Pithacusae era un'isola decisamente povera, le cui uniche risorse economiche erano costituite dalla pesca e dall'agricoltura.
In un certo senso potremo dire che la leggenda di questo tycoon mediatico è stata alimentata dalla sue fortune ischitane.
Fu Rizzoli, infatti, a decretare la rinascita turistica ed economica di quella che poi ricevette la nomea di "isola del paradiso". Alla fine degli anni Sessanta, l'alta società avrebbe voltato le spalle ad Ischia preferendole la più modaiola Costa Smeralda ma, nella metà degli anni Cinquanta, non vi era star di Hollywood che non si facesse vedere al lussuoso hotel "Regina Isabella".
Ma procediamo passo per passo. Appena mise piede a Lacco Ameno, Rizzoli vi acquistò, per farne la propria residenza, la magnifica Villa Arbusto, eletta, dopo la sua morte, a sede del Museo archeologico e del Museo "Angelo Rizzoli". Sue proprietà divennero anche le Terme Regina Isabella con l'Albergo Santa Restituta ad esso adiacente, le annesse Terme Radium e quelle Manzi di Casamicciola.
Inizialmente, l'imprenditore milanese intendeva operare una ricostruzione e ristrutturazione dell'intero territorio isolano: da Lacco Ameno a Casamicciola, da Barano ad Ischia Porto. Benché fosse costretto a ridimensionare i suoi ambiziosi piani, il complesso alberghiero edificato a Lacco Ameno e a Casamicciola si rivelò per lui un affare d'oro. In particolare, l'Hotel "Regina Isabella" con la sua dependance "Royal Sporting" divenne la meta prediletta di tante celebrità in vista, tra cui Clark Gable, Reza Pahlevi, Liz Taylor, Esther Williams, i Duchi di Windsor.
Per assecondare il gusto dell'alta società più snob il negozio antistante l'ingresso dell'albergo "Regina Isabella" fu poi trasformato in una galleria antiquaria specializzata nel commercio di oggetti d'arte antica. Sorse così la "Galleria El Prado" dei fratelli Ammendola, già proprietari a Napoli di un negozio di antiquariato nella Galleria Umberto.
Ma il vero colpo messo a segno da questo novello Re Mida fu la proiezione nel 1957, in anteprima mondiale, di "Un re a New York" di Charlie Chaplin nella sala cinematografica "La Reginella" a Lacco Ameno. Rizzoli riuscì ad assicurarsi la presenza ad Ischia di questo mito del cinema che, amatissimo in Europa, era osteggiato, durante il maccartismo, in America.
Dell'attaccamento di Rizzoli ad Ischia ne sono prova anche i cosiddetti film "ischitani", girati negli anni Cinquanta e Sessanta, da "Suor Letizia" a "Vacanze ad Ischia", da "Appuntamento a Ischia" a "Ischia operazione amore". Si trattava di pellicole commerciali rispetto a quelle di un Antonioni o di un Fellini da lui prodotte, ma che fungevano da ideale veicolo pubblicitario per le bellezze dell'isola.
Sul versante delle opere sociali non va dimenticata nel '61 la costruzione a Lacco Ameno della moderna struttura ospedaliera "Anna Rizzoli", dedicata alla moglie, iniziativa di grande valore se si tiene conto della mancanza in tutta l'isola di un ospedale.
A renderlo mecenate amatissimo dagli isolani fu, inoltre, la controversa decisione di spostare a Lacco Ameno la sua residenza fiscale. Ciò provocò non pochi attriti con il capoluogo lombardo che, non volendo perdere il suo facoltoso contribuente, ingaggiò una vera a propria lotta con il piccolo comune ischitano che si risolse, prevedibilmente, nella capitolazione di Rizzoli, "persuaso" a ristabilire qualche anno dopo la sua residenza fiscale a Milano.
Personalità decisamente poliedrica, il "commenda", come lo definivano i suoi collaboratori, era cresciuto nell'orfanotrofio milanese "Martinitt" e desiderò sempre una rivincita sociale. Senza nascondere le sue umili origini, si fece strada con caparbietà e lungimiranza, suscitando la devozione degli ischitani, che vissero la sua scomparsa, il 24 settembre 1970, alla stregua di un lutto familiare.
In suo onore, l'Ente provinciale per il turismo di Napoli istituì il Premio "Angelo Rizzoli" per autori cinematografici, manifestazione annuale ora non più in vigore, la cui prima edizione si svolse a Lacco Ameno nell'ottobre del 1972. Nel 1963 per la sua instancabile attività di produttore cinematografico (fondò la Novella Film, la Cineriz, la Federiz, la Francoriz) gli venne conferito anche il Premio "Epomeo Ciak".
Nella sua mente c'era il progetto di realizzare nuove strutture alberghiere sull'isola per venire incontro a quel turismo di massa che si profilava all'orizzonte. Non fece in tempo a realizzarle, ma contribuì più di ogni altro a sganciare Ischia da quella realtà contadina cui era ancorata e a farne una meta del turismo internazionale.