Il golfo incantevole sulla costa sud dell'Elba

- di Raffaele Sandolo

Origine, storia e sviluppo di Marina di Campo.
Tutto iniziò dal borgo delle scalinate. Case di campagna e campi coltivati dietro l'arenile negli Anni Trenta.
Le "Baracchine" colorate con terrazza e tettoie.

La prigionia di Napoleone e i versi del poeta Luigi Dini.
L'opera del sindaco Mibelli e il maestro salernitano Scoppettone. L'arrivo di Marconi sulla "Elettra" e la visita di ciano.
La torre del medico condotto.
Il primo cinema.

Chiamata agli inizi "la marina di Campo", Marina di Campo deve la sua vita al mare e alla spiaggia. Il paese, situato sulla costa sud dell'isola d'Elba, oggi viene chiamato comunemente Campo. E' nato sotto la vecchia torre pisana arrampicandosi dal mare verso la collina. Si è sviluppato formando il borgo marinaro "Le Scalinate" per poi allargarsi verso la pianura con l'impegno della Società di Mutuo Soccorso "La spiaggia campese", con un golfo stupendo. Era molto bella, selvaggia e incontaminata. La sabbia dorata mostrava un paesaggio incantevole.
Dietro l'arenile c'erano case di campagna e campi coltivati. Si vedevano spesso sulla spiaggia, col sole, signore con l'ombrellino e in abbigliamento elegante come pure famiglie con bambini camminare lungo la riva del mare.

Con la primavera sulle dune, lontane dal mare, nascevano le margheritine bianche e cresceva il Fico degli Ottentotti (Carpobrotus acinaciformis) color lilla, chiamato anche Caprettaia dai campesi. Erano diffusi i tamerici e i giunchi. Sulla riva, nella zona vicino al porto, le mareggiate accumulavano la Posidonia, comunemente chiamata "àliva" marina. Insetti piccolissimi e libellule rendevano l'ambiente più duro e selvaggio. Volava nel cielo di Campo il Gabbiano Corso mentre pescavano fra gli scogli il Marangone e il Cormorano.
L'aria era salubre e l'atmosfera serena, con un paesaggio che assumeva al mattino sfumature poetiche. Sicuramente, Napoleone Bonaparte, imperatore-prigioniero, ospite di Tommaso di Gregori, ebbe occasione di ammirare la spiaggia di Campo. In quel tempo l'arenile veniva frequentato da personaggi illustri che apprezzavano la bellezza del paesaggio, la calda sabbia e l'aria dolce col fresco venticello di maestrale.
Pier Luigi Dini, poeta campese vivente, ricorda nel suo libro "Riverberi" il paese natale con l'incantevole spiaggia. I passaggi poetici della lirica si rifanno al tempo passato e alla sua fanciullezza, con sentimenti di melanconia.

Con la nascita del Comune di Campo nell'Elba nel 1894 il paese e la spiaggia cominciarono ad avere più attenzioni. Ma solo alcuni anni dopo la fine della prima guerra mondiale la vita riprende su tutto l'arenile. La spiaggia prese sempre più forza nel suo splendore. Nel 1920 Paolo Mibelli era sindaco a Campo. Si impegnò molto per aumentare la partecipazione scolastica. Il maestro Scoppettone, proveniente da Salerno, burbero e bonario, usava spesso espressioni colorite. Benché amante della natura, raramente portava i bambini sull'arenile. L'agricoltura era in crisi e non c'era lavoro sul mare. Così iniziò l'emigrazione verso l'estero.
L'anno successivo il principe Umberto di Savoia arrivò all'Elba sbarcando a Portoferraio. Visitò anche Campo scendendo al molo grosso. Circondato da una folla incuriosita ricevette un omaggio di fiori nella piazzetta delle Scalinate. Si racconta che una bambina, Annamaria Mibelli, figlia di Paolino e Agostina, dapprima timida si fece coraggio rivolgendosi al Principe: "Tené! per voi, il vostro babbo e la vostra mamma".
Negli anni successivi il paese, sospinto dalla voglia di crescere, si assestava su un modello di vita basato su impegno laborioso, orgoglio nazionale e rispetto. In estate l'arenile era più vivo. Attorno alle casette in legno di proprietà privata chiamate "baracchine", talvolta colorate, con terrazze e tettoie, le famiglie si incontravano. I ragazzi facevano i consueti giochi come "Rubabandiera" e "Lancio del cerchio". I bambini passeggiavano lungo la riva alla ricerca di conchiglie e di minerali.
A Portoferraio, nel 1924, fu inaugurata la biblioteca-pinacoteca Foresiana. La società agraria si stava trasformando in società industriale.

L'ambiente marino e la sabbia dorata affascinavano sempre più. Ospiti illustri si costruivano ville presso la spiaggia. L'ingegner Camillo Gentini semina la grande pineta dopo la villa Nomellini e dietro l'arenile.
Nel 1928 ci fu la prima visita di Mussolini all'Elba, ricevuto con grande entusiasmo. Il più importante giornale dell'Elba, "Il Popolano", appoggiava il fascismo, affiancato da "La Difesa", periodico cattolico più equilibrato.
Quest'ultimo, nel marzo dell'anno successivo porge le congratulazioni al generale Luigi Tiscornia, frequentatore di Campo, per la sua nomina a senatore del Regno.
Iniziarono i primi timidi interventi per rendere più salubre e sicuro tutto l'arenile. Il regime fascista si sforzava di promuovere l'attività sportiva con un forte spirito popolare e nazionale: corse di biciclette, partite di calcio, gare di nuoto, gare remiere e a vela. All'Elba prese particolarmente a cura le feste popolari e le manifestazioni ginniche. Famosa era la Festa dell'Uva che si svolgeva a Portoferraio.
Frattanto in Italia non si poteva manifestare liberamente il proprio pensiero e si affermava sempre più lo squadrismo di facinorosi. Poi si cominciarono a proibire i Concorsi di bellezza per ragazze, considerati il degrado della vita italiana. La vita sulla spiaggia era più serena e meno aperta al modernismo imperante in Europa e negli Statu Uniti d'America.

Anche a Campo ci fu l'adeguamento a questo stile di vita con eliminazione di forme considerate immorali e non rispondenti all'etica fascista.
Cominciarono ad organizzarsi le prime colonie marine ma con pochi bambini campesi. Sulla spiaggia giocavano sempre più spesso e gioiosamente i ragazzi e le ragazze. Le baracchine erano sempre più frequentate da famiglie campesi e del continente.
Cominciarono a diffondersi le prime gite in barca verso Ponza, lo Scoglietto della triglia, la Grotta del Vescovo e la Grotta di Cavoli. Anche all'Elba prendeva forza il fascino della scampagnata verso coste vicine per fare merenda.
Sulla spiaggia si vedevano sempre più spesso Plinio Nomellini e Cesare Vinzio, nei pressi delle loro ville: ambedue pittori post macchiaioli della scuola livornese. Plinio, molto legato all'Elba, amava dipingere marine con l'arenile sereno e selvaggio.
Bello è il dipinto di Vittorio, figlio di Plinio, con scene di Guerra d'Africa, donato al Comune di Campo nell'Elba. Sulla spiaggia elbana mai si parlava delle restrizioni, dei sacrifici, delle insofferenze politicosociali.
Nell'agosto 1931 il conte Costanzo Ciano di Castellazzo, eroe di Buccari, fece il suo usuale viaggio all'Elba visitando soprattutto i vari paesi della costa. L'anno dopo Guglielmo Marconi, con il suo panfilo "Elettra", arrivò a Portoferraio. Visitò le località storiche dell'Elba e ammirò i panorami della zona sud, compresa la spiaggia di Campo.

Gli avvenimenti di regime venivano vissuti con manifestazioni all'aperto, al Campello, dietro la spiaggia all'inizio del centro abitato fatto di poche case. Dalla vicina torretta del dottor Danilo Colombi, medico condotto, si poteva vedere il mare ed assistere alle manifestazioni. Sul piano terroso, spesso acquitrinoso nei mesi invernali, circondato da piante di "prispari" e "scalzapreti", si adunavano i cittadini assieme agli alunni delle scuole elementari in divisa per partecipare ai saggi ginnici. Il campo veniva anche utilizzato, dai giovani del paese, per giocare al calcio, sport spontaneo molto diffuso. Durante gli incontri sportivi le risse erano frequenti.
Si giocava duro e talvolta con "botte da orbi". Poi il bagno di mezzanotte.
In quegli anni aprì il Cinema ed iniziò la proiezione di film con tematiche popolari e di regime. Si interruppe alcuni anni dopo e la sala fu presa dalla Segreteria del Fascio. Fu utilizzata soprattutto per organizzare spettacoli teatrali e per il ballo. Per alcuni mesi fu assegnata anche al pittore Plinio Nomellini che la usò come "atelier" per dipingere.