Indice
- Numero 42 - Marzo 2009
- L'Editoriale - Gente di Marzo
- Il presidente e il mare
- Invito al tango
- Da Mergellina a Capri in onore del Dio Nettuno
- Quando andavamo a Capri a fare il giro dei locali
- Il faro di Punta Carena vessillo di Anacapri
- Furore, un fiordo unico nell'Europa meridionale
- A caccia di cefali nel mare di Pantelleria
- Le bianche case di Trabìa sulla costa palermitana
- Le disavventure dello scultore della Madonna dei marinai
- È Cala di Forno la spiaggia più suggestiva della Maremma
- La villa di Pollio Felice cancellata da una cava di pietre
- Pasqua, le origini pagane e la resurrezione del Cristo
- L'irresistibile lady Hamilton
- La notte della luna rossa all'Osservatorio di Napoli
- Il maestro d'italiano di Krupp e Gor'kij
- L'Isola fra le collezioni dell'Emeroteca Tucci
- Il reporter dell'Isola
Il maestro d'italiano di Krupp e Gor'kij
- di don Vincenzo Simeoli
Il professore Luigi Messanelli di un paese della provincia di Potenza giunse a Capri nel 1870.
Prima precettore dei figli di Serena Federico, poi indimenticabile insegnante nelle scuole elementari dell'isola. Inventò il dopo-scuola: ogni ragazzo pagava cinque lire al mese, ma lui provvedeva direttamente per i meno agiati. Sposò una caprese contro l'opposizione dei genitori della ragazza.
Il professore Luigi Messanelli (1870-1946) nacque a Genzano di Potenza. Aveva studiato per un biennio all'Università di Napoli ed era andato poi a Roma ad insegnare nelle scuole elementari. Fu chiamato a Capri dal proprietario dell'albergo Quisisana, Serena Federico (1855-1913), nonché sindaco, a fare da precettore ai suoi figli. Grazie all'amicizia della famiglia del primo cittadino con quella di Serena Costanzo (1843-1903), il Messanelli ebbe l'opportunità di conoscere la futura moglie Leonilda (1876-1957), la quale contro l'opposizione familiare (in quanto forestiero) lo sposò l'8 settembre 1901. Dal matrimonio nacquero: Giuseppina (1903/1981), Costanzo (1905-1975), Anna (1907-2005), Caterina (1911-1992), Vincenzo (1915/1916) e Carlo (1919/2006). Il Messanelli fu assunto da Krupp come suo maestro di italiano e, dietro consiglio di Cataldo Aprea, maggiordomo di casa Gor'kij, divenne insegnante di lingua italiana dello scrittore russo. Durante il soggiorno caprese di Massimo Gor'kij (1906-1913) "il professore tenne lezioni di italiano a domicilio dallo scrittore" e in quella occasione la sua compagna Maria Andrevna regalò alla figlia Giuseppina un portaritratto in oro e smalti (Fabergè) come segno di gratitudine e di amicizia per l'operato svolto dal padre.
Il professore era ligio al dovere e quando vedeva che le cose non erano fatte con rettitudine le contestava senza paura. Era il fiduciario sull'isola del direttore didattico della scuola elementare di Sorrento. Insegnò nella scuola elementare ubicata nei locali al primo piano dell'edificio di Santa Teresa, nella proprietà Ferraro-Rodriguez, e poi come professore della classe unica mista (V, VI, VII) che non superò mai i venti alunni. L'aula scolastica era sita nel palazzo di Santa Teresa al piano terra (porta Carrese), ma negli anni cambiò varie sedi. In quanto fiduciario, il professore Messanelli istituì la scuola serale per adulti analfabeti nel locale scolastico in via Valentino e, nel 1939, il doposcuola per alunni. Tra le maestre chiamò anche Maria Salzano, diplomata nello stesso anno, la quale faceva parte della gioventù italiana del Littorio. Ogni ragazzo pagava cinque lire al mese ed ogni maestra non poteva avere più di cinque alunni. Per i ragazzi che non potevano permettersi di pagare, per le ristrettezze economiche della famiglia, il professor Messanelli provvedeva lui stesso facendo gratuitamente doposcuola, in quanto voleva che tutti i suoi alunni fossero promossi ed avessero l'opportunità di essere ottimi cittadini. Nello stesso anno la maestra Maria fu chiamata dal Messanelli a una supplenza per l'assenza di venti giorni della maestra Giuditta Trama (1900-1986). Poi nel gennaio del 1940 le affidò l'incarico annuale per la prima classe al posto della maestra Rosa Sarro destinata ad altra sede.
Come ricorda Biagio Aprea, nella sesta classe del 1922 si entrava alle ore 8.30. Le lezioni in un primo tempo terminavano alle tredici poi alle tredici e trenta. La frequenza pomeridiana dalle 16 alle 18, che non era obbligatoria, consisteva in un vero e proprio avviamento professionale.
Permetteva di apprendere nozioni di falegnameria da Luigi Iodice (1898-1976), di artigianato del ferro da mastro Vincenzo Di Pinto (1891-1963) e di stagnino (idraulico) da Romolo Bottiglieri (1898-1971). Il più delle volte gli allievi, per apprendere dal vivo, andavano nelle botteghe dei suddetti artigiani. L'alunno Giovanni Esposito (1899-1983), che frequentava la sesta classe, un giorno in cui il maestro spiegando una lezione di storia disse: "Ci siamo", rispose prontamente: "E ci resteremo". A questa risposta fu severamente rimproverato e il Messanelli ricordò a tutta la classe che si doveva rispondere solo se interrogati.
Abbiamo la testimonianza di Eugenio Cataldo, il quale frequentò nel 1939 la quinta classe, sita al piano terra del palazzo di Santa Teresa. Egli serba un caro ricordo del professore Messanelli, che, per il bene dei ragazzi, era stato molto severo. La sua classe era formata da sedici alunni. Il professore arrivava puntuale alle ore nove e, per ragioni di salute, non si toglieva mai il cappello. I ragazzi mettevano i loro quaderni sulla cattedra ed egli correggeva i compiti con la matita rossa e blu. Se era necessario, scriveva ai genitori di vigilare affinché il figlio svolgesse i compiti. Per controllare, se era "farina del proprio sacco", chiamava i ragazzi alla lavagna per accertarsi che i compiti non fossero stati copiati. Il Messanelli presenziava ai saggi ginnici della Gioventù Italia.

