Indice
- Numero 6 - Dicembre 2003
- L'Editoriale - Il mare d'inverno
- Tempo Di Natale: avanzano le bande putipù
- Il Christmas di una caprese a New York
- Il Natale 1943 a Capri
- Un cenone particolare e la canzone inedita di Renato Carosone
- I re magi sono due
- L'uomo che ha fatto il presepio per Bush
- Sul mare luccicano i gioielli di Carla
- Cinque versi anonimi per una tranquilla Vigilia
- La cometa di Amalfi
- Quando Napoli accende l'Italia
- Il pescatore con la chitarra
- Quella contessa androgina era un tiranno di uomini
- Il medico napoletano che scappò dall'ospedale per vincere l'Oscar
- C'era una volta Ulisse, oggi ce ne sono 49.800
- L'uomo che raccontava la vita del Giglio
- La magia della Corricella quando il tramonto bacia Procida
- È la Vigilia, il pranzo è servito
- Se ho ho, Se non ho non ho
- Quel fiore aggrappato all'isola
- Il reporter dell'Isola
Il medico napoletano che scappò dall'ospedale per vincere l'Oscar
- di Wilma Martusciello
Gianni Minervini dal Vecchio Pellegrini ad Hollywood.
Attore per cominciare l'avventura nel mondo della celluloide, poi produttore cinematografico.
Il riconoscimento per "Mediterraneo".
L'amore assoluto per Capri e la meraviglia di Walter Bonatti.
Intervisti un produttore cinematografico? Parla solo di cifre. I produttori? S'interessano solo ai numeri. Un produttore? Cifre e numeri.
Gianni Minervini è un produttore, accidenti se lo è, e allora sotto con i numeri.
- Quanti anni hai?
"Settantacinque."
- Da quanti anni fai il produttore?
"Da 44 producendo 160 film per gli altri e 41 come indipendente."
- Da quanti anni sei innamorato di Capri?
"Da sessantacinque."
Beh, io sono già stanca di numeri e poi la bellissima casa romana di Gianni a Palazzo del Grillo (sì, quella del marchese), stracolma di libri, di mobili antichi e comodi divani invoglia ad un altro tipo di conversazione.
Gianni Minervini è un bell'uomo, forse si stenta un pochino a riconoscere quel ragazzetto che esordì come attore nel ruolo del barista balbuziente ne "Le ragazze di San Frediano", ma si può rimediare. Basta trasformare i capelli bianchi in nerissimi, affinare il contorno del viso e il trucco riesce meglio che a Rambaldi.
- Ma come può venire in mente a qualcuno di fare il produttore?
"Prendendo la maturità classica a 16 anni, studiando medicina per sei anni e mollando tutto a sei esami dalla laurea."
- Perché?
"Perché avevo cominciato a lavorare al Vecchio Pellegrini, unico studente ammesso da Chiariello, e dopo tre anni mi resi conto che fare il medico a Napoli sarebbe stato superiore alle mie forze. La mia vita non poteva essere quella."
- E allora il cinema, così, di colpo.
"Sai, nella mia famiglia il cinema era di casa. Mio padre, Roberto Minervini, era un notissimo critico cinematografico, mi portava sempre al cinema e avevo conosciuto qualche personaggio importante."
- E fu così che cominciasti a...
"Aspetta. Fu cos' che pensai che dovevo trovare qualcosa che mi staccasse da Napoli, da questa città fantastica ma invivibile. Ma a 21 anni che fai, dove vai? E' 'na parola! E allora ho fatto il corso allievi ufficiali e sono andato a Roma ufficiale di cavalleria. Avevo la stanza, avevo l'attendente, avevo lo stipendio, mi sembrò logico iscrivermi a un corso di direttore di produzione al Centro sperimentale di cinematografia. A fine anno, agli esami, notai un signore che mi seguiva con attenzione. Era Guido Maria Gatti, capo della Lux Film. Proprio dalla Lux mi chiamarono dopo qualche giorno per "fare un provino". Che cosa c'entrava il provino con il lavoro di produzione? Bene, Gatti pensava che dovessi fare l'attore. Finì che feci 24 film. Poi venne il teatri con Eduardo De Filippo e, subito dopo, con Peppino con il quale rimasi dodici anni, ma capivo che in quel campo non sarei andato avanti. Ebbi l'occasione di entrare in un'equipe di produzione, ultimo aiuto segretario, anzi portacaffè, ma il film era bellissimo, "La lunga notte del '53". Cominciò così, ma lì feci presto e in sei mesi diventai direttore di produzione."
- Certo che circa duecento film sono proprio tanti.
"Mi viene la pelle d'oca ogni volta che ci penso. Il problema è stato che sono arrivato sempre un po' troppo presto. Ho fatto debuttare Benigni nel '76 con "Berlinguer ti voglio bene" e fu una catastrofe. Tutti dissero che quel Benigni non avrebbe mai fatto niente nel cinema. Quando ha ricevuto l'Oscar mi ha fatto una bellissima telefonata."
- A prop...
"Ci siamo arrivati. Vieni nello studio."
Lo studio, i libri, gli scaffali e, al centro, bello come un sogno, l'Oscar per "Mediterraneo". Non si resiste alla tentazione di stringerlo tra le mani e per poco non mormoro commossa "thank you".
"E pensa che io non sono riuscito a fare neanche questo. Ero talmente emozionato che ho potuto solo abbracciare mia moglie e sul palco è salito Salvatores. Quando sono tornato in Italia lo dovevo portare in giro come le reliquie di san Gennaro. Lo volevano vedere in Casa di produzione e lo volevano vedere a casa. Ad Anacapri hanno addirittura organizzato una bellissima festa in nostro onore, mio e di Oscar."
E sicuramente gli starà tornando la pelle d'oca pensando a tutte le peripezie per girare quel film: l'isola di Castellorizo sprovvista di tutto e dove portarono perfino i frigoriferi dall'Italia, il vecchio aereo anni '40 portato da Ancona seguendo le autostrade e che poi si ruppe definitivamente, gli abitanti dell'isola diventati tutti comparse. E i sogni al momento della nomination, le speranze...
- A proposito di isole, il tuo rapporto con Capri?
"Capri è amore, amore assoluto. Ho girato il mondo e dovunque andassi, anche posti stupendi, tutti aspettavano rassegnati già al secondo giorno la fatidica frase: "S', ma Capri è un'altra cosa". Quando nacque mia figlia pensavo di dover cambiare e invece mi sono accorto che Capri è adatta a tutti, dai vecchi ai bambini. Roberta, che adesso fa la produttrice, praticamente è cresciuta da Luigi ai Faraglioni. Il bello di Capri è che è unica nel paesaggio napoletano, il taglio delle rocce, la natura stessa sono diversi. Quando è venuto a trovarmi Walter Bonatti è impazzito e non faceva altro che dire: "Questo è un miracolo: le Dolomiti sull'acqua". Se prima mettevo nell'ordine dei miei amori la famiglia, il lavoro e Capri, attualmente Capri ha conquistato il secondo posto."
E forse adesso Gianni non sta pensando né al cinema né all'Oscar, ma al suo rifugio caprese a Palazzo a Mare, là dove vivevano gli imperatori romani, alla darsena dal mare limpido tra gli scogli, al terrazzo affollato di amici con cui è bello fare tardi bevendo vino fresco sotto la luna...
Ma chi l'ha detto che con i produttori si può parlare solo di cifre e numeri?
La filmografia
Gianni Minervini produttore
1998 Polvere Di Napoli
con Gigio Morra, Antonio Iuorio, Gianni Ferreri
regia Antonio Capuano
1997 La Medaglia
conAntonella Ponziani, Franco Nero, Tresy Taddei
1996 Pianese Nunzio 14 Anni a Maggio
con Fabrizio Bentivoglio, Rosaria DeCicco, Emanuele Gargiulo
regia di Antonio Capuano
1994 I Pavoni
con Rinaldo Rocco, Nicola Russo, Sabrina Knaflitz, Vincenzo Crivello, Max Malatesta
regia di Luciano Manuzzi
1991 Mediterraneo
con Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna, Claudio Bisio, Gigio Alberti
regia di Gabriele Salvatores
1988 Se Lo Scopre Gargiulo
con Giuliana de Sio, Richard Anconina, Nicola di Pinto, Mario Scarpetta, Marzio C. Honorato
regia di Elvio Porta
1988 Strana La Vita
con Diego Abatantuono, Monica Guerritore,
Lina Sastri,
Amanda Sandrelli, Domiziana Giordano
regia di Giuseppe Bertolucci
1986 Notte d'Estate Con Profilo Greco, Occhi a Mandorla, e Odore di Basilico
con Mariangela Melato, Michele Placido,
Roberto Herlitzka, Massimo Wertmuller
regia di Lina Wertmüller
1986 La Sposa Era Bellissima
con Angela Molina, Marco Leonardi, Massimo Ghini, Stefania Sandrelli, Simona Cavallari
regia di Pál Gábor
1985 Segreti Segreti
con Lina Sastri, Lea Massari, Giulia Boschi, Rossana Podestà,
Alida Valli
regia diGiuseppe Bertolucci
1984 Mi Manda Picone?
con Giancarlo Giannini,
Lina Sastri,
Aldo Giuffré,
Leo Gullotta,
Clelia Rondinella
regia di Nanni Loy
1981 Aiutami a Sognare
con Mariangela Melato, Anthony Franciosa,
Paola Pitagora,
Jean-Pierre Léaud,
Alexandra Stewart
regia di Pupi Avati
1980 Macabro
con Stanko Molnar, Ferdinando Orlandi,
Roberto Posse,
Bernice Stegers
regia di Lamberto Bava
1980 Fuori Stagione
con Nicola di Pinto,
Gigio Morra
regia di Luciano Manuzzi
1963 Le Monachine
con Catherine Spaak,
Sylva Koscina,
Amedeo Nazzari,
Didi Perego,
Umberto D'Orsi
regia di Luciano Salce

