Indice
- Numero 3 - Giugno 2003
- L'Editoriale - Gente di giugno
- Capri: ricordo di due vacanze nel paradiso terrestre
- Quando Lillino passeggiava in Piazzetta con Ungaretti
- 35 sorrisi e tanta concretezza
- Neanche una strada intitolata a Norman Douglas
- La Grotta Azzurra difende i suoi segreti
- Come rendere caprese un'estate al mare
- Davanti all'eremo di Cetrella un uomo maestoso parla tra cielo e mare
- Miracolato dal mare Salvatore "o'fratillo" racconta Positano
- Le isole perdute di Marisa Laurito
- A casa di Ernesto
- Il mito di Taormina è un pianista giramondo che scala i grattacieli
- Nella Grotta dell'Arsenale un pittore viennese parlava con le sirene
- Un approdo con chitarra in mezzo al Tevere
- Una scrittrice olandese ha ripercorso l'itinerario insulare dell'arciduca d'Austria
- Un inciampo di terra nel verde dello Jonio
- L'isola delle spugne nel mare Egeo ricordo antico d'Italia
- Lettera dal Faro
- Quel napoletano che sta in cielo
- La Moda, Stupori e Pori
- Il reporter dell'Isola
Il mito di Taormina è un pianista giramondo che scala i grattacieli
- di Cino Restuccia
La straordinaria storia di Chico Scimone che oggi ha 91 anni. Fondatore del locale notturno "La Giara", amico di attori e attrici di Hollywood e Cinecittà.
La fuga dalla Sicilia e il ritorno per inventare il tuffo a mare di Capodanno e la corsa successiva di nove chilometri per tornare in piazza.
Cinque matrimoni, tre figli, campione del mondo di marcia per veterani, non conosce soste.
L'ultima impresa sull'Empire State Building. Un idolo dall'America al Giappone.
Ciò che rende unico il mito di Taormina, Chico Scimone, è l'essere mito in patria e fuori, impresa decisamente ardua nell'arida Sicilia che scopre i suoi tesori quasi sempre postumi. Chico Scimone è un baldo giovanotto che lo scorso 17 novembre ha compiuto 91 anni. La storia della sua vita è un bel racconto, talvolta sembra un romanzo, per sconfinare in aspetti da favola. Ma è tutto vero e se a Taormina vedete una troupe televisiva che realizza uno special, due volte su tre stanno "lavorando" sul taorminese più famoso nel mondo.
Nato a Boston, Chico fece la sua prima traversata a 18 mesi con padre, madre ed un pianoforte: l'oggetto da cui mamma Scimone non riusciva proprio a separarsi e che avrebbe segnato la vita del figlio. A Taormina Chico cresce amando la musica, oltre che paesaggio e natura. A 17 anni comincia a suonare al San Domenico, l'albergo più prestigioso, che offre un intrattenimento musicale per il te del pomeriggio.
L'abilità al pianoforte fa di Chico un riferimento per il sottofondo dei film muti, ma nel '28 preferisce tornare a Boston per tentare nuove strade e là fonda un'orchestra giovanile. Il desiderio di viaggiare trova un nuovo capitolo nel dopoguerra: dal 1947 al 1953 Chico è il pianista sulle navi da crociera e girando per il mondo diventa l'emblema di una Sicilia che guarda fuori dai suoi confini. Ma la nostalgia per la sua Taormina si fa sentire, insieme alla solita voglia di cambiare. E' il momento di una nuova scommessa e, proprio nel 1953, fonda quello che diventerà il locale notturno della dolce vita taorminese: La Giara.
Fra le sue esibizioni e la primavera del turismo che lancerà definitivamente la Perla dello Ionio, La Giara diventa un appuntamento d'elite cui nessuno può sfuggire: dalle stelle del cinema che cominciano a ricevere premi nelle serate al Teatro Antico, ai personaggi che dal '63 al '65 si affolleranno nelle breve stagione del Casinò, ai cantanti che si esibiranno iniziando una tradizione che è poi continuata in altri locali. La Giara è frequentata da personaggi di ogni tipo e per tutti Chico è il polo d'attrazione, un amico che vale la pena di andare a trovare. Nomi del bel mondo dorato come Ava Gardner, Peter Ustinov, la movimentata coppia Richard Burton e Liz Taylor andavano sempre nel dopo teatro da Chico. E alla Giara sono passate anche star italiane, la Loren e la Lollobrigida, Anna Magnani e Vittorio Gassman, mentre la proverbiale simpatia di Alberto Sordi lo portò in qualche occasione ad esibirsi con alcune canzoni del suo repertorio.
Ma tra i tanti ci sono anche personaggi alquanto discussi. "Amici ne ho sempre avuti tanti, a me non interessavano le loro discussioni o i loro business" confessa oggi Chico. Così nel '61 lui deve scappare dalla Sicilia: l'essere amico di personaggi in odor di processo lo fa tornare precipitosamente in America ed ancora sulle navi per altri tre anni. Finita la bufera, e soprattutto appurato che quell'innocuo pianista è solo un buon amico di tutti ma nulla di più, Chico torna nel '73 a Taormina.
La Giara è gestita dal fratello Egisto e Chico, fra un impegno e l'altro, porta delle innovazioni. Diventa direttore dell'orchestra a plettro, una istituzione che trova un immediato rilancio, e fonda l'Atlethic Club: la sua passione per la marcia dopo qualche breve diffidenza contagia ben presto molti taorminesi. Inventa il "Tuffo a mare e corsa", una manifestazione con cui dare il benvenuto al nuovo anno. Alle 8.30 di ogni Capodanno, da trent'anni, Chico ed i suoi amici fanno uno scaramantico tuffo nella baia di Villagonia e poi su, per oltre nove chilometri di strada, per arrivare nella piazza centrale. Qualcosa che oggi può sembrare normale (e neanche a tutti), ma che trent'anni fa sorprese turisti e concittadini che, usciti da discoteche e cenoni, si vedevano sfrecciare atleti di tutte le età in maglietta e pantaloncini, qualunque fosse il clima.
Chico non aveva inventato nulla di speciale. "Semplicemente coinvolsi alcuni amici a condividere il mio modo di vivere". Ed è vero, il bagno a mare d'inverno Chico lo fa ancora oggi, magari non tutte le mattine, ma quasi sempre. Poi va nella sua campagna, dove coltiva ulivi e vite, "che mi danno tutta la salute di cui ho bisogno". Il suo olio, il suo vino, i frutti del suo piccolo giardino, questi i suoi segreti.
Ma Chico ha avuto anche una intensa vita privata. Cinque matrimoni, (uno durato solo una ventina di giorni, a Las Vegas, con una ballerina), tre figli: John morto nel '76 a 44 anni ("aveva fondato l'Atlethic Club a Lakeland, seguiva le mie orme", Patricia, che ha 60 anni e vive a Philadelphia, e Gianfranco, 48 anni, che vive in Giappone. Oggi Chico continua la sua routine, con ritmi che neanche i giovani riescono a tenere. La mattina sport e campagna, il pomeriggio lo troviamo seduto a fare pubbliche relazioni al Mocambo con i tanti amici di passaggio da Taormina o con i concittadini, li conosce tutti, e un saluto e una battuta li scambiano sempre.
Ma non è finita. Chico ha vinto per tre volte il campionato del mondo di marcia per veterani e ben undici titoli europei. E non è che siano mancati gli avversari. Ha fatto ben tredici maratone e completato tre gare di triathlon negli ultimi anni. La sua specialità sono ormai le scalate dei grattacieli. Un tipo di competizione che in Italia non ha ancora preso piede e che in America è molto popolare. Chico ha scalato già 14 volte l'Empire State Building a New York: ottantasei piani per 1576 gradini! Un appuntamento annuale cui non manca per nessun motivo e per il quale si prepara con coscienziosa solerzia. Inutile dire che il suo arrivo ogni anno viene festeggiato quanto o più del vincitore assoluto. Ma ha scalato edifici anche a Tokyo (dove è molto popolare) ed in altre città d'America. Nell'ultima scalata, a Philadelphia, sul Mellon Building ("soltanto 54 piani", confessa con sufficienza), c'è stata una festa particolare. Alla conclusione della performance, gli organizzatori hanno fatto trovare a Chico la sua famiglia, ed erano quattro generazioni di Scimone: lui, la figlia Patricia, le due figlie di lei ed i nipoti. "Una bella sorpresa", confessa commosso. Non lo ha fermato neanche un aneurisma dell'aorta che ha costretto a far tornare indietro un volo intercontinentale per una crisi cui poi ha provveduto, alcuni anni fa, per non interrompere la sua mitica storia.

