Il reporter dell'Isola

Primi caldi dell'estate. Sole bollente. La mia cuccia di reporter randaggio è un fuoco di lamiere incandescenti. Arrivano i pompieri, spengono il rogo e tornano a casa a godersi Bruno Vespa che, a Porta a Porta, parla della crisi italiana. La Casa delle Libertà si squaglia nell'anarchia. Le foglie dell'Ulivo cominciano a seccare, la Quercia si affloscia, la Margherita si ammoscia. Il caldo dà alla testa, scoppia un'ira funesta. Prodi-Rutelli resa dei conti, scontro Lega-Siniscalco, sfida Bertinotti-Cofferrati. Duello Governo-Confindustria. Bassolino litiga con De Mita, Mastella morde Pomicino. Tradimenti e inganni, cicoria e cicuta.
Segnali di fumo, bollettini di guerra. Ormai i nostri governanti sono tutti cowboys. Pugni, pistole e risse da saloon. Stracciate le bandiere della pace si gioca a fare gli indiani. E' la guerra di tutti contro tutti. Ma da destra e sinistra non si era detto: "Uniti si vince"? Viva la coerenza, questi sono un branco di cani arrabbiati una banda di incoscienti.
Berlusconi gioca a fare l'incantatore di serpenti e dice: "L'Italia è ricca". Una gran balla, una barzelletta. Non ci crede nemmono Lilli La Comare, la mia compagna di letto e miserie una bastardina di pelo lucido e facili costumi. L'OCSE lancia l'allarme, il deficit vola, siamo in recessione. Il "Financial Times" titola: "La farsa italiana". L'Economist ci definisce "il malato d'Europa". Il Paese è all'ultima cena. Pasquale Natuzzi non vende più un divano. Ciruzzo il posteggiatore venti giorni mangia e dieci fa la dieta. Gennarino il pensionato frigge le uova con l'olio dell'Agip. Raffaele "o champagne" è tornato a bere il vino con la gassosa e alla domenica, Filippo "o babà" si accontenta di un biscotto all'amarena. Una crisi senza uscita, molti italiani alla sera mangiano pane 'e pummarola. Questa è l'Italia per chi ha la vista dieci su dieci, per i miopi e per i non vedenti.
Solo Capri è un'altra Italia, un altro paese, un altro mondo. L'euro bolle, balla e frulla. Nelle prime notti dell'estate, l'isola si imbelletta davanti allo specchio del mar di Tragara. Il trucco e la festa, il maquillage e l'intrigo. Cipria di rose, rimmel al nero di seppia. Eau de colonie di Carthusia, gioielli di Chantecler, trasparenze de La Parisienne, abiti di Rocco Barocco. Profumo di limoni e gelsomini.
La piazzetta è incorniciata da ricami di bouganvilles e dalla geometria bianca di archi antichi. L'isola apre le ali e vola incontro alla bella stagione. Comincia così il nuovo, lungo, tormentato viaggio dell'estate caprese. Molti i panfili, rare le vele. Oceani di plastica, il legno è solo quello dei pochi pescatori superstiti. Sconsolato Marcantonio, il dj che ha fatto sognare le coppie più famose del mondo, se ne va lento verso l'ultima banchina del porto in compagnia di una canna, un cestino di esche vive e della voglia di prendere all'amo un'orata. "La musica è finita, qui va di moda lo sballo, il desiderio del divertimento a tutti i costi. Mi apro un bar e agli ultimi romantici farò ascoltare i miei dischi di Gino Paoli e Ornella Vanoni".
Il cielo ha spilli di stelle, arrivano pirati e portaborse, imprenditori sospesi tra buchi di bilanci e balli yè-yè. Giovani ninfe pronte a tutto pur di apparire e tardone appese al filo delle ultime illusioni. Sembra di rivivere la leggenda di Eros o il mito dell'eterna giovinezza immortalato nel "Dorian Gray" di Oscar Wilde. Vita eterna, belli per sempre, il bisturi come fonte di felicità. L'ultima frontiera è l'utopia di restare affascinanti, sfidare le leggi del tempo e dell'età. Piacere, avere successo, fare soldi e vivere il più a lungo possibile.
Dalla Francia il professore Claude Chauchard sberleffa Umberto Scapagnini e promette bellezza fino a centoventi anni. E' la ricetta dei belli senza anima. Qui nessuno ha più il coraggio di essere brutto. Palpebre rifatte, labbra ridisegnate per garantire emozioni e lussuria, seni scolpiti per peccati e tentazioni. Nuove immagini comprate dai chirurghi plastici, corpi prigionieri di ingegneri che ricostruiscono, modellano, illudono.
Alba Parietti si muove morbida dentro forme perfette, gli occhi persi nel sogno dell'immortalità. La guardo sedotto e mi immagino impossibili prestazioni fisiche e sessuali sempre ad altissimo livello. Mi vergogno di mostrarmi così segnato dal tempo, cerco di nascondere le rughe della vita tra le zampe e mi illudo che stanotte, a letto, Lilli La Comare non terrà conto delle mie malinconie. Cancello dalla memoria gli eventi più nostalgici dell'esistenza e infilo lo sguardo in via Camerelle. Rocco Buttiglione ha il coraggio di essere brutto, filosofo e sorridente. Riceverà da Raffaele e Fabiola Vacca il Premio Grotta Azzurra.
E così si rinnoverà il racconto della scoperta del luogo più famoso del mondo ad opera di due capresi: il notaio locandiere Giuseppe Pagano e il pescatore Angelo Ferraro e di due tedeschi, il pittore Ernst Fries e il poeta e scrittore August Kopisch. Un lampo di cultura in un'isola sempre più orfana di poesia.
Ma che ce frega ma che ce importa. Viva le donne, viva le belle donne. Anna Falchi ha le tette che sono onde di burrasca e un tailleur bianco che sembra il cono di un gelato alla panna. Ma che dico, quella è schiuma di mare e questo passeggio di soubrettes che esce dal Number Two è una risacca di grandi forme e immense scollature. Starlettes con seni di marmo e muscoli di acciaio. Vichinghe del sesso no-stop e dello sballo eterno. Sballiamoci e sudiamo.
All'Anema e Core c'è Guido Lembo che canta "Io vulesse chiavà". Sono un reporter fortunato, vi racconto di culi nel vento e tacchi alti come remi. Champagne nella cambusa ed eliche sniffanti. Cime tempestose e prue che sono faraglioni. Sbarcano i palazzinari, i solo veri ricchi italiani. Quasi tutti romani e caciaroni. Catene alberghiere e grattacieli. Mattoni su mattoni. Barche immense e donne belle e audaci. E' la vita cari amici, è la legge degli affari. Baratti e passioni. Tu mi dai un mattone a me, io ti do il mio corpo a te. Cocottes e milioni. Sotto la scrivania di un potente c'è sempre una Monica Lewinski. Sotto il cielo di Capri sempre un culo di più e un libro di meno.
Un gabbiano passa, osserva, conferma e regala una capriola di speranza ad un teatro di stelle cadenti.