Indice
- Numero 13 - Dicembre 2004
- L'Editoriale - Figli del vento
- Pulcinella balla a Venezia
- Una stella di nome Rita
- Quando a Capri passeggiavano madame Cavolfiore e mister Ravanello
- La punta di Sorrento e la campanella che suonava all'arrivo dei pirati
- A Santarcangelo c'è l'arco che smaschera i "becchi"
- C'è Pulcinella a Venezia
- Quando a Capri le americane sposavano i baristi dell'isola
- L'inverno a Pantelleria
- La città che guarda le isole
- Vittorio De Sica inventato da due carabinieri
- Il mancato capitano di mare che da Forio è andato alla scoperta dell'Africa nera
- Nel blu del lago Titicaca alla scoperta dell'isola che non c'è
- Perché non possiamo costruirci un nuovo Alessandro Magno
- L'arcipelago di Nola
- A Capri c'è il gelato d'a...mare
- L'eremita di Santo Stefano
- I problemi e i progressi dell'Ancim
- Il reporter dell'isola
Il reporter dell'isola
Era una notte del mese di dicembre, azzurra e serena. Il cerchio della luna brillava carico di miele. Sopra le palme soffiava un vento di canti e speranze. La grotta di Betlemme palpitava di paglia dorata e aliti caldi di animali pii e generosi. Una melodia dolce vagava per i giardini, dentro i gelsomini un musicista suonava il suo violino.
Maria era una donna casta e serena. Giuseppe il falegname spendeva la vita a sentire il legno muoversi e respirare, sotto i suoi piedi un manto di segatura.
Gesù era un cucciolo d'uomo con gli occhi ardenti di entusiasmo e di fede. Intorno a lui i pulcini facevano "pio-pio". Fuori dalla grotta, un cagnone di nome Pietro custodiva sogni e misteri e, per allontanare i malintenzionati, abbaiava "bush-bush, bau-bau". Nei mercatini già si vendevano le conchiglie di Marina Grande, i quarantacinque giri di Peppino di Capri, gli abiti di Irene Galitzine, gli orecchini di Veruschka, i turbanti di Consuelo Crespi, l'acqua della Madonna, il panettone Tre Marie, il limoncello di Matermania, le immaginette di San Costanzo, le figurine di Costantino Federico, i sandali di Masto Antonio, il cachemire di Amina Rubinacci.
In cielo la stella cometa, i canti, i cori e un volo bianco di gigli. Nella tasca del cuore gli uomini portavano un rosario e una preghiera, la bandiera della pace e un ramoscello di ulivo. Sulle bancarelle le poesie di Selene D'Alessio, l'uva della Migliera, le ginestre di Cetrella, le lucertole azzurre dei Faraglioni, le pietre della Scala Fenicia, le tavole di Sam-Cam-Jafet.
Lungo i sentieri girotondi di pettirossi e usignoli, racconti di viandanti e pellegrini stanchi. Mangiatoie di terracotta, un bue, un asinello e tre cavalli. In sella tre Re Magi: Gaspare, Melchiorre, Baldassarre. Sapienti e profetici, 900 chilometri di viaggio e deserto. Oro, incenso, mirra. Brillava la luna piena e le campane cantavano le fiabe. Dentro le stradine le pietre avevano rughe di sorriso e zigomi lucenti. Le mani erano strette e si pregava.
"C'era una volta una grotta a Betlemme" mi raccontava mia nonna Carlotta, una cagnetta piena di paure che viveva di chiesa e candele votive. C'erano una volta i lupi cattivi, gli orchi, le streghe, le fate, le fiabe, Biancaneve e le sirene. Oggi ci sono le guerre, le bombe, i kamikaze, i pedofili, i fast-food, i calendari del nudo, la solitudine, i robot e i reality-show.
C'era una volta una grotta a Betlemme, oggi non c'è più.
A Capri la Grotta Azzurra ha le finestre buie, la grotta di Matermania ha gli occhi spenti e quella delle Felci è chiusa anche a noi cani vagabondi. In compenso è aperta e illuminata la Galleria Gaudeamus. Fotografie di oggi, immagini isolane di una fiction in technicolor firmata Aurelio De Laurentiis. "Natale a Capri", personaggi ed interpreti: la Madonna degli isolani: Simona Ventura. Giuseppe il falegname: Pasquale Natuzzi. Divani e divani, sedie, tavolini, comodini e altarini. Gesù Nazareno: Luca Cordero di Montezemolo, verbo celeste e incedere divino. Il pescatore: Ciruzzo Lembo. L'eroe dei due mondi: Marittiello Staiano. La zia di Ubalda: Edwige Fenech. Il gladiatore: Valerio Merola. Maria Maddalena: Carmen Di Pietro. L'uomo dei boschi: Alfonso Pecoraro Scanio. Nel cast le nipoti di Elena di Troia, i figli del Grande Fratello, del Grande Zio, del Grande Nonno, del Grande Vecchio. E poi i figli della lupa e i figli di un cane.
Le mie zampe navigano tristi nei colori nebbiosi di Marina Grande, tra barche tirate a secco sulle banchine e lamenti di cani senza padrone. Nei parchi di Augusto, nascosto tra i rami di un pino, un giovane merlo fischietta allegro "Euro che vien, Euro che va". Poco lontana una vecchia mucca di nome Certosa è sola con la sua ombra scheletrita. Verso Tragara c'è un piccolo sogno di mimose profumate. Da via delle Botteghe arriva un rumore di zoccoli, cavalli, cammelli, ciuchi, somari, asinelli. Manca solo Salvatore Ciuccio, un cognome tremendo per un assessore alla cultura che, invece, si sta muovendo agile in un'isola di gamberi e lumache. La Piazzetta è deserta di dottrina e sapere. Ma non preoccupatevi, a compensare la fuga di scrittori e poeti arriveranno culi, tette, elicotteri, barche immense e frullatori di euro, dollari e sterline. Questa vita è una girandola. Fuori la cultura, dentro lo show dell'apparire.
Arriveranno i nuovi re magi. Arriverà Bill Gates e comprerà una villa a Palazzo a Mare. Porterà a Capri ingegneri, computers e amori virtuali. In Piazzetta ci saranno telecamere nascoste tra le bouganvilles e gli archi della chiesa di Santo Stefano. Sotto le pietre del pavimento, computers, video proiettori, monitor e display. Occultata dentro il Bar Tiberio, una "mente" artificiale seguirà il Popolo della Piazzetta per scoprirne le emozioni.
Dalla Sardegna approderà "Lady in blue II", ponte senza fine e poppa da astronave. E' la barca di Flavio Briatore, re di circuiti e cuori. Slip di cachemire, seni allegri di veline e la tastiera di Umberto Smaila. Sarà festa grande di donne leopardate, toraci tatuati e criniere argentate di latin-lover. Balleranno calciatori, peccatori, obesi, palestrati, taroccati, adoranti, badanti, lussuriosi, morosi, curiosi. Sfileranno boys, girls, corsari, shampiste, cubiste, manicuriste, massaggiatori, modelli, modelle.
Arriveranno stilisti, narcisisti, golfisti, salutisti, pokeristi. Al fianco di Briatore, un re nudo e tatuato: Costantino Vitaliano. La Piazzetta si riempirà di labbra e silicone, scollature, frizzi, lazzi, sfizi, vizi, supplizi. Voleranno bollicine di champagne e trasparenze di gin and tonic. Mi mordo la coda e abbaio "All'animaccia di tutti i Billionaire".
Ma non è finita. Dalle rive di Arcore veleggerà Silvio Berlusconi con un equipaggio di portaborse e scudieri. Giocolieri e fachiri, clown e mangiafuoco, musicisti e acrobati. Saltimbanchi, voltagabbana, trapezisti, posteggiatori, arrampicatori, rocciatori. Leccaculo, leccapalle, mentecatti, mendicanti, chiromanti, cartomanti, veggenti, ghiottoni, panzoni, porconi, maramaldi. Buffoni di corte, tosacani, cortigiani, ruffiani, furboni e incantatori di serpenti. Re Silvio porterà con sé "Le memorie di Carlo Rossella", una Veronica, tre fisarmoniche, un violino, un contrabbasso, le canzoni di Mariano Apicella, e ancora: tre ulivi, tre margherite, tre querce, tre garofani, tutti i Casini di Montecitorio e un Buttiglione di sciroppo alla Pera. In valigia una bandana contro la calvizie, una tisana per la prostata, uno schiacciaMaroni e Laboccetta di Oral Blu per i gargarismi.
A Capri il Re Magio comprerà tre cani, tre gatti, tre gabbiani, tre fari, tre case della libertà, tre Poli, tre Piazzette, tre Faraglioni, tre condoni, tre mari, tre ville, tre valli, Tremonti, treCastelli, treColli, treSperoni, tre falci, treMartelli, tre scudi crociati e forse tre libri. Al mattino si divertirà a percorrere passeggiate complete di Panorama. Lungo i sentieri le pecore beleranno "blair-blair". Al pomeriggio, Silvio e i familiari schiacceranno un pisolino sotto l'Ulivo. Si sveglieranno tutti Prodi, contenti, Cragnotti, Calderoli, cantanti e Cofferati e gusteranno un bicchiere di Parmalat alla faccia di tutti i poveri del bond, aspettando con Fede il TG4 delle 19. Alla sera Ninuccia la cuoca preparerà spaghettini fini-Fini cucinati alLa Russa con pomodorini di san Marzano. Dopo cena, Silvio e gli amici brinderanno Forza Italia e si addormenteranno felici.
Dentro un cielo di inchiostro nero Capri si muove, come sempre, distratta e indolente. L'aria ha soffi di freddo e minacce di neve. Sono stanco, deluso e un po' immalinconito. Prendo per la zampa Lilli La Comare e andiamo insieme a sentirci il discorso dell'unico politico italiano che non partecipa alla fiction: Carlo Azeglio Ciampi. Buon Natale, Presidente. Lei è veramente il solo di cui mi Fido.
Fuori dalla cuccia, nel buio della sera, la stella cometa si perde per sempre nella danza di un vento di bufera.

