Indice
- Numero 12 - Agosto 2004
- L'Editoriale - Fughe d'agosto
- I 150 anni del Porto d'Ischia
- Pablo Neruda, l'amante del mare
- L'Angelo della Grotta Azzurra
- Il viaggio di nozze a Capri di Marguerite Yourcenar e dell'americana Grace Frick
- Il signore di Anacapri e il palazzo bianco
- E l'uomo creò i mostri marini
- Forio d'Ischia sogna il Rinascimento nel nome di Maria
- Quella crociata di padre Anselmo contro i protestanti
- Risolto il mistero di Asperula Stellina
- Piccole Antille, grandi emozioni
- Il chitarrista che ha incontrato Ulisse in fondo al mare
- Alla Rari Nantes la pallanuoto divenne settebello
- L'antologia delle isole
- L'inventore di Ping
- Quel porto di Ginostra
- I collages sorprendenti di Laura Lilli
- Il reporter dell'isola
Il reporter dell'isola
Il manifesto è blu, immenso come l'imboccatura del porto di Marina Grande, rettangolare come il campo di calcio del San Paolo. Un pannello incommensurabile e sconfinato con l'immagine notturna dei Faraglioni e una grande luna che sorride maliziosa. La scritta è bianca, in stampatello e dice: "Riccardo Muti e la sua orchestra in concerto al Teatro della Certosa". La firma è quella di Oliviero Toscani, la regia è di Vittorio Sgarbi, il Partito della Bellezza. Aiuto regista Antonio Di Pietro, "che c'azzecca".
Scenografie di bottiglioni d'acqua della Grotta Azzurra, corone di Costantino Federico, sabbia di Marina Piccola, limoni di Paolino, rocce del Solaro, scogli di Punta Carena, alghe di Marina Grande e aria della Piazzetta. Nell'intervallo cestini di ravioli, insalate e torte capresi insieme a coppetti di gamberetti fritti delle pacchiane e pezzogne della Grotta Bianca cucinate con capperi di Pantelleria e pomodorini di Tiberio.
Coreografie di Sergio Japino e Costanzo Scialapopolo, direzione artistica di Pascal Vicedomini e Tony Renis. Consulenza musicale di Renzo Arbore. Il biglietto è Unico e ha la faccia di Peppino Di Capri. Tagliandi esauriti in ogni ordine di posto. Ospiti d'onore Azeglio e Franca Ciampi, le teste bianche dei nuovi sindaci Ciruzzo Lembo e Marittiello Staiano, il naso nobile di Luca Di Montezemolo, le Hogan di Diego Della Valle, il lifting di Silvio Berlusconi, "il TG4 ci crede" di Emilio Fede, la chioma rossa di Lilli Gruber, nuova regina d'Italia. I nei di Bruno Vespa, i seni burrascosi di Luisa Corna, le labbra bollenti di Barbara Chiappini, i conti di Giulio Tremonti, la gobba galeotta di Giulio Andreotti, la bocca di gelsomini di Alessandra Mussolini, l'aria da pulcino di Piero Fassino, i casini di Gianfranco Fini, la triste cera di Marcello Pera, il foglio di zanzara di Giuliano Ferrara, il cervello di Fiorello, il pancione ganzo di Maurizio Costanzo.
E poi i battellieri della Grotta Azzurra con magliette a righe e remi bianchi. Le guide turistiche con l'ombrellino d'ordinanza e una folla di cinesini, cappellini e panini. Non invitati solo quelli che non ci credono, cioè quasi tutti. Compresi i sovrintendenti, il sindaco Rosetta Iervolino perché stecca troppo il suo violino e i presidenti di Provincia e Regione per molti impegni e poca emozione.
Riccardo Muti alla Certosa, finalmente. Viva Capri, l'isola è di nuovo cosmopolita. Io, Argo, che sono un cronista bastardo, ci sarò ma nell'ultima fila. Va bene lo stesso: l'importante è partecipare e godere. Ora sì che potrò scrivere un articolo con i fiocchi. Che foyer, che interviste di musica e sentimenti. Bacio la bic, il notes, la testa di Vincenzo Mollica e gli slip di Fabrizio Del Noce.
Arriva un fulmine d'agosto, la cuccia quasi prende fuoco, le lenzuola sono candele di fiamma. Di fronte, il mare ha sussulti impetuosi. Arrivano i pompieri. Lilli la Comare si dà un tono e mi porta un caffè doppio: "Svegliati, Argo". Mi stropiccio gli occhi con la zampa sinistra e, scusate l'indecenza, mi faccio anche pipì sotto per l'emozione. Ho sognato.
Riccardo Muti è in giro per il mondo. Suona il telefono, un informatore mi dà le ultime notizie. La Certosa è il labirinto del nulla, le discoteche sono zeppe di veline, la Piazzetta è un circo di vip. Playboy stanchi e donne acrobate sopra trapezi alti quindici centimetri da terra. Pericolo di slogature, c'è bisogno di una rete di protezione. Ci penserà il nuovo assessore ai lavori pubblici. Andrea di Foto Flash mi infila sotto la porta della cuccia due foto: quella di Pupo e un'altra di Gigi Marzullo e la scritta, è uno scoop. Mi infilo sotto la doccia, mi do una mossa, arrivo in Piazzetta. Il Municipio è spento, il nuovo sindaco è a pesca, i bar sono stracolmi. Paolo De Feo e Bruno Pignalosa sono gentlemen veri, Wolia Kitis ripassa l'ultima canzone di Gino Paoli. La Certosa è una cattedrale spenta, dorme il guardiano, dorme l'assessore al turismo, dorme l'Azienda autonoma di soggiorno, dorme la cultura.
Scendo verso Via Camerelle. Incatenato ad un cancello, Pupo fa lo sciopero della fame. Chiede l'apertura immediata di un casinò e centomila euro da puntare sul 14, il numero di San Costanzo, il Patrono. Passa Maria De Filippi con, al guinzaglio, un bassotto di nome Mau e nemmeno lo vede, altro che Amici. La Polizia ha chiesto l'intervento di Marco Pannella ma non si è visto nessuno. Pupo insiste e pretende una roulette dove giocarsi euro e canzoni.
Il popolo delle notti capresi non dorme. Gigi Marzullo, chioma curatissima e stelline lucenti di forfora, ha lasciato i tavoli dell'Hosteria dell'Orso, a due passi da Piazza Navona, per trasferirsi "Da Gemma" accanto al forno a legna. Il moschettiere si riscalda, questa notte in diretta TV intervisterà "sotto voce" i Faraglioni. Chissà cosa risponderanno i due giganti alla domanda: "Voi ce l'avete un sogno nel cassetto?". Non azzardo previsioni. Penso che diranno: "Chi se ne frega, Marzullo è un citrullo?". So solo che il mare ha già abbassato le palpebre e che alla "Fontelina" una piccola compagnia di barche birichine si stiracchia tenera sotto la luna ballando "E la chiamano estate", la canzone di Bruno Martino.

