Il reporter dell'Isola

Amo maggio come Piazzolla ama il tango, come Raimondo Vianello Sandra Mondaini. Come Pippo Baudo i parrucchini e il Festival di Sanremo. Come Antonio Bassolino le sigarette, come Gino Paoli Ornella Vanoni, come Stefania Sandrelli Giovanni Soldati.
Amo maggio a Marina Piccola, il lido "da Gioia", la chioma da Sandokan di Giuseppe Mennillo. Amo il rosario bianco dei sassi, quel fazzoletto di spiaggia, il mare e le mie zampe a nuotare nel blu.
Amo la chitarra e la voce di Franco Moreno, il suo repertorio di canzoni napoletane che il vento fa galleggiare sull'acqua cristallina dei miei ricordi di una Capri circondata da barche di pescatori e cavalletti di pittori. Pesce fresco, pennelli incantati e tele di orizzonti puliti.
"Belli tiempe 'e na vota" quando noi reporter di strada eravamo posseduti dalla gioia e dalla dolcezza del vivere. Altri tempi. Ormai non si cammina più a piedi nudi. Sono un cronista di gossip e tacchi a spillo, vip scoloriti dalle luci delle vetrine, spruzzi velenosi di coca, trame in politichese.
Già la politica, le prossime elezioni. Devo risalire in Piazzetta. Metto in ordine la mia mappatella. Dentro il costumino a fiori blu, lo specchio, il pettinino, l'abbronzante e il dopo sole e mi avvio.
Via Krupp è una strada aperta solo a cani e gatti. Passo attraverso le inferriate di un cancello chiuso. Guardo in cielo, chiedo l'aiuto della Protettrice di tutti i marinai. Dal costone cade una pioggia di pietre, mi scanso a malapena, cadono le mie lacrime di nostalgia. La strada degli amori proibiti, la passeggiata più chiaccherata e affascinante del mondo è un binario morto, un percorso di desideri perduti. Lavori incompiuti, promesse tradite.
In Piazzetta incontro Franco Porta. Il poeta delle ristrutturazioni porta in giro la sua barba di tempesta e quella faccia di rughe e di stelle. Al Piccolo Bar c'è Stefania Orlando. Bionda, la minigonna audace, occhi languidi per il suo nuovo amore e un cagnolino birbante di nome Schizzo. Faccio un cin-cin alla sua bellezza con un boccale di birra e me ne fotto di questo maggio caprese di tresche, esche, cene puttanesche e invenzioni fiabesche.
La politica ha stancato anche la mia pazienza di reporter, la mia curiosità di cronista di strada. Me ne frego dei sondaggi, dei miraggi, dei Re Magi, dei personaggi. Saluto per sempre i sindaci, ormai quasi ex, Costantino Federico e Franco Cerrotta, e me ne vado a cena alla "Pergola", da Giancarlo
Cataldo. Ristorantino defilato, una terrazza di fiori sul mare, spigole vive e musica di chitarre.
Cerco la solitudine e invece trovo in un tavolo d'angolo Cirino Pomicino e Clemente Mastella. Alici fritte, bicchieri di bianco e bruschetta aglio e olio. Parlano dell'Udeur, sussurrano ma l'acronimo rimane sempre "udiamo e urliamo" per la disperazione delle solite minestre riscaldate.
Piange l'Ulivo, lacrimano le foglie, la Quercia si spacca, malata nelle sue radici di veleni. Si sfoglia la Margherita, petali nel vento, la corolla è sola. Forza Italia non ha più forza, Alleanza Nazionale rimpiange le calze a rete di Alessandra Mussolini. Solo Lilli Gruber, forse, può far rifiorire le rose.
Annego nella scollatura vertiginosa di Lilli La Comare. Portami il conto, Giancarlo, che questa è una notte d'amore. La nostra cuccia è un'alcova e profuma di mare. Il letto è caldo e nessun segreto è più segreto, nemmeno le urne, nemmeno il voto. Peccati di sesso e confessioni elettorali. Per chi voterai Lilli? Smettila Argo, non si può dire. Ma la mia donna non si chiamerebbe La Comare se non fosse di bocca larga e facili parole. È residente a Capri e la sua zampa destra scriverà Ciro Lembo, lavoratore instancabile, vero pescatore. Quando era assessore alla nettezza urbana, le strade erano così pulite che a una cagna abituata a sguazzare tra i rifiuti non lasciavano nemmeno una briciola. Ma il voto è una cosa seria, io 'a preferenza a rongo a Ciruzzo pecchè è 'na persona che sape chello che fa.
E tu, gran bastardo di un Argo, che approfitti delle debolezze della mia carne e ti inebri del profumo del mio pelo di cockerina randagia, ad Anacapri a chi darai la tua preferenza? Voterò per Mario Staiano perché è affascinante nei suoi capelli bianchi, è amministratore comunale da nove anni, ama Mesola e avrà vita lunga perché non fuma.
Allora è deciso, questi saranno i nostri nuovi sindaci: Ciruzzo Lembo a Capri e Marittiello Staiano ad Anacapri. Sì, noi 'o voto vo ramme, ma stateve attient, tiràte fore gli attributi pecché Costantino Federico e Franco Cerrotta erano cane 'e razza. Fuori è una notte di mezza luna. Lilli La Comare s'è addormentata sotto un lenzuolo di rose.
Arrivederci maggio.