Il reporter dell'Isola

Sono appena tornato dal Festival di San Remo perché alla fine del "naufragio" sono rimasto per un mese su una zattera a piangere in mezzo al mare insieme a Fabrizio Del Noce, Tony Renis, Simona Ventura, Gene Gnocchi e Paolo Crepet, lo psicanalista color pastello, esperto di cachemire e interviste sul tema "oltre il banale c'è il banale". Poi li ho lasciati lì ancora disperati e me ne sono tornato a Capri: dalle urne sanremesi alle urne isolane.
Ho ancora la testa che mi scoppia per la canzone di Adriano Pappalardo. Passo davanti all'Ospedale Capilupi, non sembra in gran salute. Come sempre, ha l'aria stanca e occhiaie slabbrate che non promettono niente di buono. Non mi fermo, decido per un'aspirina nella farmacia di Peppe Di Donna. Esco e, davanti alla salumeria di Aldo, incontro Luca Cordero di Montezemolo, naso importante e ciuffo irresistibile, che morde un panino extralarge col provolone piccante. Buongiorno Presidente. In Confindustria il mondo è sorridente, ma nei suoi programmi il mio Sud sarà più presente? Noi poveri cani non abbiamo bisogno di assistenza, ma di aziende con orecchie attente, code sensibili e zampe veloci. Levrieri competitivi per qualunque gara, per qualunque mercato. Ha capito, Presidente? Bacio le mani e allungo le zampe.
La salita che porta in paese è faticosa per un vecchio bastardo come me. Ma ho il problema delle elezioni. Non mi posso permettere di consultare Renato Mannheimer e ascoltare le sue previsioni. E poi chi ci va a "Porta a Porta"? Che me ne importa di Bruno Vespa? Vado a sentire le voci in Piazzetta.
Cammino sonnecchiando. In giro sguardi misteriosi, volti incuriositi, occhi di sospetto. Sarà il tempo, forse è aprile, mese di risvegli lenti o la gente di quest'isola è seriamente preoccupata per la sorpresa delle prossime elezioni? Con grande fiacchezza e orecchie penzoloni, che quasi spazzano per terra, entro nel Piccolo Bar. Lì mi aspetta Lilli La Comare, compagna di tresche e di inciuci. Meglio scambiare quattro chiacchiere con lei che è appena rientrata dal mercato. La giornata è tiepida, il vento accarezza gli animi. Gli umori sono neri, mi confida Lilli sottovoce, mentre, girando ora a destra ora a sinistra, quel muso ingannatore mi informa che voci di mercato e urla di ambulanti dicono che il nuovo sindaco dei Faraglioni sarà Christian De Sica e il sindaco di sopra Emilio Fede. No, non posso crederci.
Ma come, De Sica uomo di cinema, conosciuto per "Vacanze sulla neve", a giugno dovrebbe diventare interprete e personaggio di "Vacanze al mare"? No, non mi pare credibile anche se, tutto sommato, non mi dispiacerebbe. Almeno ci garantiremmo il buonumore e, per vicesindaco, Massimo Boldi. Ma che dici? Questa è una bufala, a me Black Mezza Recchia, il mago di tutti i cani, ha fatto il nome di Ciro Lembo, il figlio del mare.
E poi Anacapri. Emilio Fede senza gobbo e senza schermo? E Berlusconi? E la fedeltà a Mediaset? Ad Anacapri non c'è neppure un'emittente. Fede direttore di chi e di che cosa? Ma dai, Lilli, smettila di giocare. Ad Anacapri c'è un uomo che ha dimestichezza con i microfoni e con la cultura. Si chiama Mario Staiano, è più bello di Fede, è più abbronzato e non è innamorato di nessun cavaliere.
No, Christian De Sica ed Emilio Fede sono sicuramente una beffa. Tu, Lilli, avrai capito male. Qui non serve gente di spettacolo anche se innamorata dell'isola e con case su questa terra di sirene e veleni. Come sempre deciderà la gente di strada e di mare. Decideranno i commercianti, gli impiegati, gli addetti al turismo. Decideranno le donne isolane. Sono un reporter di esperienza che ha frequentato i marciapiedi della vita e sa leggere nei cuori.
I cittadini di Capri e Anacapri, sulle schede elettorali, disegneranno i volti di due sindaci col sentimento dei poeti e la testa da imprenditori. Uomini trasparenti e appassionati, capaci di timonare come veri capitani. Sguardi puliti, sorrisi veri per bambini e anziani, interventi pronti e una difesa innamorata, generosa e completa per questa mia isola che spesso non c'è.
E attenzione, signori: Capri e Anacapri sono così famose che non dovrete guadagnare solo la stima degli isolani, ma convincere il mondo intero.