Il reporter dell'Isola

Scoppia l'estate, scoppia luglio, scoppiano i comuni senza l'Ici, scoppiano gli elenchi dei 250mila consulenti dello Stato, scoppia l'Alitalia, scoppia Trenitalia, scoppiano i palloni di Roberto Donadoni, scoppiano i campioni, scoppiano i maroni. Scoppiano i cuori di Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore. Nozze di amore e diamanti, viva l'Italia dei nuovi regnanti. Scoppia Capri, scoppia la Capri dei gaudenti. Scoppia il mio fegato di reporter di strada costretto a raccontare l'isola che non c'è, la Capri senza più la memoria di un passato glorioso, frantumato nelle bugie della Piazzetta, nelle vergogne del porto, nelle bolge del traffico, nell'assenza di un Progetto Cultura. Scoppia il sole, ricomincia il festival delle vanità, la sagra del nulla, la fiera dell'apparire. Lustrini e paillettes, tanga e tangheri. Russi e palazzinari, veline e velone, politici e play-boy all'ultima spiaggia. Chirurgia plastica e arzille signore in lotta con l'età, calciatori tatuati e parassiti, scrittori che non sanno scrivere e somari, ricchi famosi e rappresentanti del banale. Predicatori del nulla e ruffiani, nonni che non fanno i nonni e badanti pronte all'avventura, nonne assetate di muscoli ardenti e nipoti cresciuti troppo in fretta.
Distinti saluti, cordiali saluti.

La geografia parlamentare è cambiata, l'Italia s'è destra, è tutta una festa. Silvio Berlusconi fa l'imperatore insieme allo Zar Putin, alla regina Elisabetta, al principe Zapatero, a Napoleone Sarkozy , all'ex sovrano George Bush e a papa Benedetto XVI il pastore tedesco che ama Anacapri, Raffaele Vacca e il premio San Michele. Ma il paese dei non valori non è cambiato, è peggiorato. A Mineo, a trentacinque chilometri da Catania di lavoro si muore. Sono morti in sei, tutti assieme, disperatamente. A Milano di sanità si muore e il panico dilaga. Medici assassini, cliniche macellerie, chirurghi beccai, bisturi velenosi, mostri, coltelli, serpenti, amputazioni. Notizie che mi tolgono il piacere di vivere. Orrori che sembrano uscire dalle scene di un film e invece sono realtà. Questo Paese è malato nell'anima e nei valori. Un Paese dove non c'è la certezza della pena e in qualche caso nemmeno la pena. In Italia vanno in galera solo i morti di fame e i ladri di polli e di mucche. Gli altri, i ricchi, per esempio Callisto Tanzi e Sergio Cragnotti, che hanno rovinato decine di migliaia di risparmiatori, in carcere hanno fatto solo un week end. E vedrete la Franzoni. Vedrete amici, vedrete. Due pesi e due misure. Questa è l'Italia senza valori e senza famiglia. Una volta c'erano i nonni e le vecchie zie, le cugine e le tate. C'era il capo famiglia e il rito del pranzo tutti insieme. La vecchiaia era una ricchezza non un'offesa ai cerimoniali dello show . Le rughe non erano una vergogna, la famiglia era una grande storia d'amore fatta di gerarchie e sentimenti, imposizioni e tenerezze condivise.

L'orologio, ogni tanto, fermava le lancette sugli approdi di chiacchiere lente, sulle mattonelle di balli guancia a guancia, sulla luce complice di una cena a lume di candela. Oggi quell'orologio straccia i minuti, le ore, i giorni e Capri è la patria del tempo perduto, fottuto, imbrogliato. Un tempo narciso che guarda solo a se stesso e se ne sbatte degli altri. La metà delle famiglie italiane vive con meno di millenovecento euro al mese. Un nucleo su tre è in difficoltà economiche e non arriva alla terza settimana, i redditi crollano del 13%, i mutui mordono la gola e i portafogli. Molti pensionati sono in ginocchio tra una smorfia di fame e uno sguardo di rabbia. La Campania mangia munnezza e camorra. Berlusconi si è inventato gli "angeli dei rifiuti" ma qui il miracolo non lo può fare nessuno e Silvio IV non è San Gennaro. La Campania è naufragata, onde di spazzatura che sommergono la Regione, una tempesta nera che copre la luce, il sole, la luna. Un diluvio di sporco, sporco come gli ultimi anni di un'amministrazione lurida e corrotta che ha coperto di merda la dignità e la cultura. Uno sporco inarrestabile che ferisce a morte la Campania e la sua economia. Ma Capri luccica abbuffata di lusso e turisti, sushi e champagne. Over-booking, tutto pieno, tutto esaurito. Una camera standard costa 400 euro a notte, una suite 1600 euro.

Qui non ci sono Maria, Carmela, Rita, Immacolata. In via Camerelle, Samantha, Vanessa, Odette, Azzurra, Solange, sculettano trionfanti e la sera se la spassano a l'Anema e Core alla ricerca del grande amore che non arriva. Nel frattempo cambiano gli uomini come le sottane, le scarpe e le borse griffate.
Noia? Solitudine? Pochi sogni? Mi dico: "senza valori non si va da nessuna parte" . Stronzate Argo, stronzate. Sei un vecchio brontolone ancorato nel porto della nostagia. Capri è bella, l'Italia è bella, il Cavaliere è bello, la
Carfagna è bellissima e la vita è meravigliosa.
È vero, è vero. Non capisco niente è tutta colpa dell'età.