Il reporter dell'Isola

Dicembre di pensieri e di vento. Soffia tramontana, alza e abbassa, accelera e strilla. Il mare è bianco come schiuma di latte. Giù verso Punta Carena, al Lido del Faro, è acqua che bolle, è mare che frigge. Le onde sbattono sopra la scogliera, come un lamento, come un urlo, come un grido. I gabbiani vanno verso terra, è tempo di rientrare in porto. Quando il vento è così non ci sono remi, non ci sono eliche, non ci sono vele, non ci sono uomini che possono dare del tu al mare. Ora la baia di Punta Carena è diventato uno spazio piccolo, tutto il resto è mare. Solo il faro tiene d'occhio la bufera. È stato il mare a svegliare le mie ossa stanche. Sono Argo, un cane sciolto, un bastardo, un reporter di strada. Il mare, un urlo, un tuono, un boato, un assedio sotto le scogliere, fino alle rocce, fino ai fortini, fin sopra la linea dei pini. Un'unghiata, una ferita, un uncino, un arpione. Un grido, un ruggito. il mare. Benedetto l'inverno, la Capri d'estate non la sopportavo più. Viva l'umido e la pioggia anche se soffro di reumatismi. Perdo il pelo, ho la bronchite cronica e vado avanti con aspirina e sciroppi per la tosse. Peppe Di Donna, il farmacista più bello di Richard Gere, mi dà buoni consigli ma dovrei andare dal medico. Ma rimando, non vado, non vado. La casa di Angelo Apicella senza Annamaria mi fa tristezza. Troppi ricordi, troppa malinconia. Annamaria aveva voglia di vivere, e come tutte le donne con il cuore grande amava i cani e i fiori, le persone semplici e il mare. Era il colore delle margherite, era la generosità, era il sorriso, bianco, coinvolgente. Era il profumo dei petali in volo, la freschezza delle ore dell'allegria. Era la creatività, era l'amore. Se ne è andata come tutte le grandi, con dignità e coraggio. Ave Maria, Anacapri e tutta l'isola pregano e si inchinano. Sono un cane vigliacco, per ora a casa di Angelo non vado. Mi tengo la mia bronchite e a zampe scalze entro nella Chiesa di Santa Sofia. Un mazzolino di viole, il segno della croce, la goccia di una lacrima, la luce di un cero. Riposa in pace Annamaria.

Ora il cielo è un panno nero. Pieghe, ombre, nuvole, pioggia. Franco Cerrotta si ripara sotto un ombrello troppo piccolo per i suoi progetti, per le sue idee, per il suo amore per un paese diverso, per una Anacapri che, nel rispetto delle tradizioni, guardi al futuro con gli occhi della pulizia, dell'onestà, dell'intelligenza. Pioggia e pensieri. Rifletto su quest'isola, penso che è bella sempre, tranne nelle sue estati di follia. Abbasso ombrelloni, puttanoni, ricconi, fannulloni, marpioni, imbroglioni, bulloni, belloni, strilloni, cafoni e cenoni. Baccanali dell'ozio e del niente, del lusso e dell'idiozia con un protagonista sopra tutti: lo scialatiello. Lo scialatiello del libero è bello. Viva l'uccello. Gli scialatielli del Pil, del Pull e del Vaffan Cul. Delle notti brave e delle notti bianche. Gli scialatielli al dente di pescecane e quelli alla lingua di porco. Gli scialatielli al vino dei ricchi e quelli al sangue dei poveri. Dopo i paccheri, gli gnocchi, le linguine, le penne, i tortellini, le tagliatelle e le pappardelle, quest'estate la Capri dei maccheroni è diventata una immensa caldaia dove sempre bolliva e cuoceva lo scialatiello. Dal "Passetiello" al "Tombosiello" tutta l'isola era uno scialatiello. Un vulcano, un Vesuvio, un'esplosione. Scialatielli tric-trac, stress e strass, griffe e gaffe, web e blog, plus e plas, crick e croc, pub e sub, step e stop, ping e pong, doc e rock, tip e tap, tup e top, tic e toc, cip e ciop, trans e trends, tim e tom. Scialatielli bollenti, inebrianti, benestanti, gaudenti, indurenti e ritardanti, tonificanti e rilassanti, fraudolenti, lussureggianti, travolgenti, irriverenti, fiammanti e devastanti. Scialatielli avvilenti.

Vorrei un piatto di spaghetti. No Argo devi mangiarti gli scialatielli e allora vado avanti. L'offerta si allarga, il menù abbonda. Gli scialatielli all'aragosta di soubrettes e tronisti e quelli alla colatura di alici di pendolari e shampiste, precari e stagiste. Gli scialatielli di star e pornostar, travestiti e arricchiti, leghisti e trasformisti, trapezisti e pianisti. Gli scialatielli di suonatori e sbandieratori, calciatori e urlatori. Titoli incipriati, strillati, giornali patinati, argentati, dorati. Gossip sull'ultimo culo nudo, sull'ultimo seno rifatto, sull'ultimo letto stropicciato, sull'ultimo amore tradito, sull'ultimo scialatiello ingoiato. Informazione ragazzi, informazione: cultura, arte, radici, valori, tradizioni. Notizie fresche di bucato e scialatiello raffinato. Lo scialatiello di Berlusconi per creduloni, provoloni e coglioni. Gli scialatielli di un presidente vecchio, scarsicrinito, scorticato, scanzonato, abbronzato, abbronzatissimo. Viva Edoardo Vianello, viva lo scialatiello. Lo scialatiello allo spinello, al Verginiello e al menestrello. Lo scialatiello all'Anema e Core di Guido Lembo e quello allo champagne di Peppino Di Capri. Lo scialatiello alla chitarra di Franco Moreno e quello ai totani di Mario Bindi. Gli scialatielli al cachemire di Roberto Russo e quelli ai brillanti di Fiona Swarosky. Gli scialatielli al limone di Paolino e quelli di Ciruzzo Lembo, bolliti nell'acqua di Marina Grande. Gli scialatielli alla munnezza di Bassolino e quelli alla ribollita della Jervolino. Di gran moda questa estate anche lo scialatiello "sniffa tu che sniffo anch'io" con polvere bianca della Columbia e hashish nero del Marocco.

Molto graditi anche gli scialatielli alla cafona con broccoletti Billionaire e peperoncino di Briatore. Superbi gli scialatielli alla parisienne di Carla Bruni con besciamella, bigné e fiori d'arancio. Squisiti quelli in salsa Della Valle, duri come una suola, lucidi come una pelle di pitone. Afrodisiaci gli scialatielli alla cannella di Naomi Campbell, ex di tutto e di tutti. Specialissimi gli scialatielli Pantarej con salsadance e crema di bellezza. Richiestissimi gli scialatielli blu al sugo di Viagra per provare il gusto: duro è più bello. In tutti i menù anche gli scialatielli al testosterone e quelli al tiramisù. Diffusissimi gli scialatielli ai cazzi miei. Introvabili, invece, gli scialatielli etici e quelli dei valori, gli scialatielli della solidarietà e quelli della generosità. Roba che in Italia non si mastica più da anni.
Buon anno amici e arrivederci al prossimo scialatiello.