Indice
- Numero 43 - Aprile 2009
- L'Editoriale - Mare forza sette
- Campania, un amore a Parigi
- "L'Isola" sugli schermi di France 3 conquista Parigi
- Le indimenticabili serate al "Tinello" di Peppino
- Il rinascimento di Ischia
- Nel diario della moglie Cosima i giorni di Wagner a Ravello
- Gli occhi saraceni delle donne di Atrani
- Storia sotterranea di una cittą di mare
- Venti anni di bellezza
- Il nocchiero di Anacapri
- La locanda di Sandra sulla spiaggia di Mirleft
- Un caprese di corsa a New York
- Le case bianche di Conca dei Marini
- Quelli della carovana nell'Isola D'Elba
- L'ultimo pomeriggio di Geremy Pounds
- Il cacciatore dell'isolotto di Vivara
- La fine del mondo
- Il reporter dell'Isola
Il reporter dell'Isola
Freccia Rossa, alta velocità. Treno rosso, no smoking. Abiti gessati, colletti bianchi, cravatte, PC aperti, volti bui, concentrati, attenti, impegnati. Cellulari fiammeggianti, squilli fastidiosi, voci, silenzi, voci. Su questo treno non sono più Argo il reporter, sono un pesce fuor d'acqua. Non uso il computer, non indosso cravatte, sono per il fumo libero e per me SMS è l'acronimo di Sono Molto Solo. Uso la bic e il foglio a quadretti, scrivo lettere d'amore. Prima di andare a letto con Lilli la Comare bevo tre Vov tutti di un fiato e annego tra le sue braccia. Carrozza tre, prima classe. Nella tabaccheria dei fratelli Maresca, in via Orlandi, ho beccato un gratta e vinci da mille Euro. Un bel culo per un randagio come me, e quei soldi sono andato a spenderli a Milano.
Avevo voglia di portare le mie zampe in altri luoghi, di fare il cane sciolto in Lombardia, guardare negli occhi i leghisti e cercare di capire come se la passano al nord in questa Italia della sfiducia e della recessione, delle risse e degli imbrogli, dei top-manager milionari e dei poveri cristi abbandonati.
L'Italia di Fiorello e Bonolis, di Michele Santoro e Emilio Fede. L'Italia dei predicatori Beppe Grillo e Roberto Benigni, di Mourinho e Fabrizio Corona, di Paola Perego e Maria De Filippi, di Amici nemici e di X-Factor. Un paese di faraoni, lobby, caste, banche che ci prendono in giro, corporazioni, associazioni a delinquere, protezioni, furbi, furbetti, furbastri e furboni. Guai a toccare i privilegiati. Guai a toccare la Provincia e i posti di Presidente, Assessore, Consigliere Provinciale. Guai a toccare gli stipendi di deputati e senatori. Guai a toccare i finanziamenti pubblici alle feste paesane, ai bollettini dei circoli della caccia e alle cattedre senza allievi. Guai a toccare il potere. Gli italiani sono soli davanti ai potenti.
Milano, tempo bello e sole sporco di polline e polvere. Cantieri inutili e aggressivi. Cemento nuovo e verde bruciato. Una catastrofe ambientale che non salva un albero, non salva una mimosa. Architetti che vogliono stupire e stuprano la città. Viva Celentano. Tassisti incazzati per Malpensa, per la Moratti, per la Fiera spostata a Rhò e per i clienti perduti. Qui nessuno ce l'ha più duro e Bossi si dispera tra lenzuola verdi, il figlio che non sa e non vuole fare un cazzo e le aziende che chiudono. Intanto la Lombardia naufraga, la Padania affonda e sui Navigli scorrono i fantasmi della moda, del lusso sfrenato e del tutto è consentito.
Una volta c'era il PIL, il prodotto interno lordo. Oggi PIL è l'acronimo di "Poveri I Lavoratori". Per loro l'inferno è vicino, vicinissimo. Porte che non si aprono, destini che si chiudono. Nel Nord Est il buco è nero, la tempesta è perfetta e si rischia la strage imprenditoriale. Emma Marcegaglia non dorme da molte settimane, i suoi splendenti capelli ramati si sono inariditi e il sorriso è meno lucente. Una malinconia che affiora devastante nelle luci di questa nuova primavera. Negli abbagli del sole tutto è più evidente e violento. Anche la grande Milano è in crisi. Non c'è una lira, la gente mangia riso e sudore, rabbia e vergogna, sacrificio e rinunce.
La moda anticipa le stagioni: saldi estivi a primavera. Il tam-tam della crisi batte forte, fortissimo. Direttori di marchi di lusso, guardie con l'auricolare e addetti alle vendite hanno smesso di fare gli altezzosi. I registratori di cassa battono gli scontrini con il contagocce. In via Montenapoleone i negozi sono vuoti, le vendeuse fumano Marlboro sui marciapiedi. I tacchi a spillo sorreggono tubini neri e labbra rosse. Sentinelle nel nulla, marionette tristi. Tutte hanno un bel paio di tette e si divertono a metterle in mostra pronte a tutto per un parcheggio a Mediaset e un posto da Velina. Sesso occasionale e discoteche. Per esorcizzare la crisi qui si balla e ci si sbatte fino a notte fonda. "Sex and City". Viva le sbronze, il peccato e i petali di rosa tra le lenzuola disfatte. Sei una catastrofe Argo, un qualunquista, un pessimista. Sorridi, ridi, spendi e divertiti. Lo dice Berlusconi, lo dice Berlusconi. Prendo un treno, II° classe. Torno, torno.
Ho da scrivere delle prossime elezioni ad Anacapri. Parlerò di Franco Cerrotta e della sua storia di fedeltà e amore per il paese. Parlerò della Casa Rossa e dei Sentieri dei Fortini, dell'Eden Paradiso e di via Trieste e Trento, delle scuole e degli anziani, della raccolta differenziata, e dell'arena comunale, della difesa della fascia costiera e del progetto di una biblioteca.
"Governare è scegliere" e Franco Corrotta sa scegliere. È una storia di caparbietà e passione, di impegno e volontà di non fare andare dispersi anni di sacrifici e risultati. E' la storia di un progetto di successo al quale voglio contribuire a quattro zampe.
Ci metterò la mia penna vagabonda e il mio cuore isolano.
Venitemi a cercare ad Anacapri.
Sotto il Solaro c'è il racconto di tutto quello che ho avuto e sognato.
Milano addio.

