Il reporter dell'Isola

Sono Argo, un cane sciolto, un cronista di strada che guarda e racconta. Non ho lo stile della letteratura, scrivo quel che vedo. Scatto qualche foto, alterno il bianco e nero al colore. Ci metto l'occhio e il cuore. La stagione della felicità e dei soldi è finita. La disoccupazione continua a crescere, mancano gli ordini, manca il credito, manca l'economia. Un nuvolone nero che promette tempesta. Un americano su dieci campa di social-card, in Inghilterra la disoccupazione è all'8%. In Spagna adios al boom di Zapatero. Uno spagnolo su cinque è senza lavoro. Il mercato dell'auto ha le gomme bucate, il mattone crolla e centoventimila meridionali ogni anno fuggono dal sud. Emigranti con il trolley e le speranze cucite nelle tasche dei jeans. Angeli alla ricerca della terra promessa.
Un esodo dei nuovi terroni dell'era globale. Anime alla ricerca di un destino perché "i maccheroni di mammà non possono durare in eterno". Piaccia o non piaccia, questa è la foto.
L'Italia è al collasso, sgangherata e caciarona, ruffiana e dissennata. Eppure il re Sole impazza: estate smargiassa, estate cafona.
Altro che crisi, si spende, si balla, si brinda.
Un Campari, un gin-tonic e uno champagne millesimato. Basta un tanga, un tatuaggio, un tacco a spillo per diventare tutti ricchi e famosi, tutti vip, tutti milionari, tutti esagerati.
L'Euro frulla, scoppietta, frigge, rumoreggia. Un rumore che non mi piace e mi disturba. Tangheri, buzzurri, zoccoli, zoccolai, zoccolaie, zoccole e zoccolone. Scroccone e sbafatori, parassiti e mangioni, prepotenti e pataccari.

Presenze fastidiose. Villani, villane, piloti di Suv, indossatrici di stivali inguinali, indossatori di catene d'oro. Molto chic, molto chic anche il Rolex Daytona, tutto d'oro compreso il bracciale. Burini veri, cafoni a diciotto carati. Molto chiccoso il tatuato con l'orecchino scintillante e sopraffino.
Molto chic, molto chic. Questa è la vita da Billionaire. Amazzoni e domatrici di ex leoni, cavallerizze dal letto facile e amatrici a comando. Show-girl russe, veline rumene, cubiste africane, shampiste svedesi, modelle di Casoria, modelli di Afragola, creole e mulatte. E' il mondo globale Argo. Ragazze disponibili e vecchi bacucchi, matusa rimbecilliti e giovani cubiste al silicone. Muscoli lucidi e pance grasse alla Briatore. Amori facili e lenzuola a pagamento, bicipiti palestrati e sederi sculettanti. Scenari d'agosto. Viva il lusso, viva la follia.
Da Venezia a Montecarlo, da Saint-Tropez a Porto Cervo, da Ponza a Ibiza, da Formentera a Portofino è tutto un mare di yacht e champagne. Capri non fa eccezione. "Sobrietà non è una parola eccitante", bisogna sballare. E allora addio cultura, addio bellezza. Addio spazio, tempo, silenzio. Addio passeggiate, arrivederci mare.

Tutti in Piazzetta, tutti all'Anema e Core. Guido fa il suo lavoro di insuperabile scacciapensieri e fa ballare, sudare, divertire. Musica e canzoni, tette esposte e rock and roll. Non è colpa di Guido, la gente vuole sfrenarsi e ostentare, scatenarsi e esagerare. Tutti sui tavoli, tutti potenti e in eruzione. Non sono un virtuoso, amo le avventure e gli amori clandestini.
Non tifo per il candore e l'innocenza perché sono un peccatore. Ma sono un sostenitore accanito della signorilità. Apprezzo il garbo e la gentilezza di una Capri diversa. Quella di Pablo Neruda e Matilde Urrutia, l'isola di Curzio Malaparte e Colette, di Grace Fields e Margherite Yourcenar.
Non è un problema di cultura, è una questione di stile. Non sono uno che ripassa Tolstoy e Dante Alighieri, Proust e Leopardi. Leggo Repubblica e Il Giornale e mi capita di sfogliare Vanity Fair. Non sono contro il divertimento, né contro il lusso.
Non sono per i conventi di clausura e non critico Daniela Santanchè che ha ancora polpacci da puledra e una criniera selvaggia. Sono contro la volgarità. Non voglio un mondo diverso da quello in cui vivo. Abbaio solo ai cafoni e ai tromboni, ai vecchietti al viagra e alle tardone in attesa dell'ultimo squillo. Abbaio a cellulari e sms, facebook, e web. Un casino globale e virtuale, un imbroglio, un inganno. Il mondo non è quello di agosto, il mondo vero è altrove.
Basta abbaiare, Argo, basta.
Vattene a dormire.