Il reporter dell'Isola

Che botta Argo. Mazzate, schiaffi, "paccari e paccaroni", pugni, sputi, sberleffi e pernacchie. Una sciroccata malefica, una tempesta di cacca e insuccessi. Promesse stracciate e proclami sberleffati. Dopo il naufragio dei ballottaggi, si va a fondo anche nei referendum.
Prendi e porta a casa Silvio. Paghi la tua arroganza, sconti il delirio di onnipotenza, paghi il priapismo e l'io iperprostatico. Paghi la grossolanità delle tue barzellette e le litanie del bunga-bunga. Ti ha sconfitto De Magistris che è un Masaniello uno sceriffo. Gigino o'bello, Gigino a'manetta. Fascinoso e spregiudicato, spavaldo e adorato dalle donne.

Sei stato troppo farfallone Silvio, megalomane e autoritario, divertente e non credibile. Altro che PDL, la nuova sigla è C.F.D.M. acronimo di "che figura di M...". Sei un leone che soffre, morde, si lamenta, resiste ma non ruggisce. Solo gemiti che mi ricordano il mio amico Rocky, un vecchio gatto di Punta Carena ormai molto micio e poco felino.Uno messo molto male per i troppi duelli e le infinite notti di bagordi. Troppi scandali, troppe sottane. Addio vecchio pirata di Arcore, con il tacco ortopedico, il doppio petto, la bandana, il botulino e i capelli tenuti dall'Attak. Addio fallo di fuoco, non sei più la Fenice che risorgeva dalle ceneri. Hai un'aria da ex sultano, ex peccatore, ex asso di magie, piroette e effetti speciali. Ex re di tutti i tappi e di tutti i tric-trac. L'anagrafe non perdona e non fa sconti. È una puttana senza cuore che fa pagare tutti i peccati. E infatti, ti hanno fottuto i giovani. Gioventù sul web a spernacchiarti e a fare propaganda contro. Gioventù nelle piazze a cantare con Vecchioni. Gioventù al voto, stanca, determinata e compatta. I giovani hanno stracciato le foto color seppia di vecchi tromboni e agitato sui blog nuove bandiere. Il popolo non ti applaude più, il popolo non ti vota. Ti volta le spalle, ti abbandona.

Sparecchiamo la tavola, signori. La minestra è cambiata. Dopo le parodie di Fede e Minzolini, ecco a voi Celentano, Grillo e Nichi Vendola. Orecchini e orecchiette, canzoni e proclami spettacolari. Il re è nudo, lo show continua. Sono Argo, un cane sciolto. Non mi sono affezionato mai a nessun partito. Speriamo che adesso non arrivino nuovi equilibrismi, nuove danze, nuove ginnastiche. Alberto da Giussano ha risfoderato la spada e si è ritirato a Pontida per giuramenti, carnevalate e secessioni. Nascono nuovi ulivi, nuove margherite, nuove mimose, nuovi garofani. Nuove ortensie, nuovi gelsomini. Speriamo abbiano un buon odore. Auguriamoci non rifioriscano l'Anemone e i grandi elemosinieri, gli appalti truccati, i mezzanini, le case al Colosseo e quelle a Montecarlo. Ciao bella ciao. Hanno vinto Giuliano Pisapippa e Giggino belli capill.

L'onda non è più azzurra ma arancione, un colore che non mi piace, ma sa di sole e va bene così. Speriamo solo che, con loro, cambino anche gli altri protagonisti. Se a godersi stipendi, onori e poteri, rimarranno le solite facce vuol dire che non è cambiato nulla. Ma questo è un altro discorso, torno all'ex re Silvio. Addio vecchio leone. Le notti ruggenti sono finite. Su Milano è calata la nebbia, la tua nebbia. Su Napoli hai sbagliato tutto. Dovevi ballare l'ultimo tango con la Carfagna, hai preferito uno slow con Lettieri, al quale devi suggerire di farsi una lampada abbronzante e rispolverare i congiuntivi. Come voleva vincere Lettieri affiancato dal re dei trasformisti Claudio Velardi? Da Gigi D'Alessio come riferimento culturale e Fabio Cannavaro come assessore? Proprio lui dovevi scegliere. Forse ci voleva la Mussolini, con le labbra a canotto e le tette incantatrici.
Medita Silvio, medita. Hai sbagliato a lasciarci lavori precari, redditi bassi, genitori in difficoltà economica e quindici milioni di famiglie che campano con mille euro al mese. Addio Silvio, negli ultimi dieci anni il costo della casa è aumentato del cento per cento. Non hai rilanciato l'edilizia sociale (35.000 alloggi popolari nel 1985, 2.000 oggi). Ci hai lasciato i Call Center e i Co.Co.Co, le famiglie in crisi e i giovani emarginati.

Non è tutta colpa tua, ma è finita la politica di rimmel e cerone, facce rifatte, cieli di ciglia finte, escort e orgettine, spot scintillanti, telegatti, cultura burina e caciarona.
Silvio bye bye. Anzi bau-bau. Luci spente, cala il sipario. Addio vecchio libertino senza pudore e senza vergogne. Un po' mi dispiace, ma la vita è così. Alti e bassi, un'altalena. Come l'onda sugli scogli del Lido del Faro. Va e viene, arriva, si ritrae, scompare. Come il totano quando non c'è la luna. Quella luna che tu hai visto sempre in giarrettiera e alla quale, invece, noi isolani baciamo la mano.
Ti resta il canto del cigno.

Vieni ad Anacapri. Goditi la vecchiaia e i nipoti. Scrivi per loro canzoni dolci e appassionate. Ti aspetto Silvio. Ce ne stiamo qui a Gradola con le zampe nell'acqua a godere il panorama.
Lilli la Comare ha cucinato una magnifica parmigiana di melanzane. In cantina ho una vecchia bottiglia di Gladius, vino rosso della Tenuta Adolfo Spada.
Brindiamo alla musica del mare e a quel poco che hai fatto!
Bau-bau Silvio. Sotto il Solaro la notte porta consiglio.