Il segreto dei Templari

- di Alessandro Cecchi Paone

Sempre ai vertici del mistero. Utilizzati e poi aggrediti da re e pontefici,
i loro presunti successori ne avrebbero abbracciato la missione per combattere privilegi e divulgare la Verità. Una lunga vicenda fra tradimenti e vendette, persecuzioni e l'accusa di essere una setta ereticale.
Ma i Templari esistono ancora?

Proviamo insieme a capire una volta per tutte, per quanto possibile, perché i Templari sono da sempre ai vertici dell'interesse degli appassionati del mistero. Probabilmente perché nella loro vicenda convivono tutta una serie di elementi di indubbio grande fascino. Per di più combinati insieme.
Innanzi tutto la loro è una storia senza fine, rimasta aperta grazie alla quasi certezza della trasformazione dei Cavalieri del Tempio in altre congregazioni segrete nate successivamente e ancora attive, tenute a tramandare verità capaci di alimentare un vero e proprio contropotere in grado di opporsi a quelli tradizionali.
Così come i Templari furono prima utilizzati e poi aggrediti da re e pontefici, così i loro presunti successori avrebbero per vendetta abbracciato la missione di minacciare i privilegi degli eredi di quegli stessi pontefici e sovrani.
C'è insomma nella loro vicenda l'eterno tema del tradimento e della vendetta contro il tradimento subito. Il tutto in nome di due modi di intendere la "Verità", che i nemici dei Cavalieri avrebbero voluto occultare e deformare per interessi economici e di potere, mentre i Templari avrebbero scoperto e deciso di custodire durante gli anni trascorsi in Terra Santa.
Combattendo e studiando nelle odierne terre del medio oriente, i Cavalieri avrebbero abbandonato l'impostazione voluta dai promotori delle Crociate circa i motivi delle spedizioni cristiane, fatta di contrapposizioni fra popoli, culture e religioni, per passare ad una visione di sintesi e fusione pacifica fra filosofie e credenze sapienzali diverse e apparentemente lontanissime.
Tant'è vero che fra le accuse rivolte all'Ordine per giustificarne la persecuzione spiccava quella di essere diventato una setta ereticale in cui l'insegnamento di Gesù finiva per confondersi e amalgamarsi ai precetti islamici nel nome di un idolo, Baffometto, simbolo della sintesi gnostica dei regni del bene e del male.
Una prospettiva che sarebbe stata capace allora e lo sarebbe per ipotesi ancora oggi di cancellare le ragioni teologiche degli odi feroci fra i tre culti monoteistici che continuano da secoli a insanguinare il medio oriente e non solo.
Ecco allora il trasformarsi degli adepti del Tempio, a seconda dei punti di vista sulla titolarità legittima dell'ortodossia religiosa e politica a livello mondiale, in una Spectre ante-litteram pronta ad usurpare il potere autentico e la "vera fede" a colpi di congiure e di complotti, o in una benemerita congregazione forzatamente occulta per difendere a nome dell'umanità il "verbo"capace di illuminare il cammino della storia nella giusta direzione.
In questo secondo senso nell'immaginario collettivo è difficile operare sostanziali differenze fra i Templari storicamente identificati e ogni altro genere di cavaliere senza macchia e senza paura più o meno ispirato. Tutti, come i primi, eccentrici e sperimentatori, amanti dell'avventura e dei viaggi in terre esotiche e pericolose. Come re Artù, Lancillotto, Riccardo Cuor di Leone, Federico II, San Giorgio. Tutte figure a cavallo fra storia e leggenda, da sempre destinate nei miti dell'Occidente a partire di volta in volta alla ricerca del Sagro Graal o alla caccia del Drago, per salvare il mondo dal pericolo e regalargli la pace.
Ce n'è abbastanza, come si vede, perché molti non credano alla vera fine dei Templari; più fantasticamente confortante forse pensarli nascosti in qualche remoto castello a custodire nell'ombra i simboli esoterici della "purezza" e dell' "innocenza" minacciati dai cinici e dai malvagi.