Indice
- Numero 34 - Dicembre 2007
- L'Editoriale - Il vizio del mare
- Una bandiera napoletana al polo sud
- In viaggio con "L'Isola"
- La bianca signora di Cesina
- Gli sbuffi di Stromboli
- La Costiera delle sorprese
- Approdo a Procida
- Paranal, l'isola di pietra nel deserto di Atacama
- Un mandolino disteso sul mare
- Il leggendario comandante dell'aliscafo di Ponza
- Sessantamila chilometri in bici andata e ritorno dal Giglio
- Sul "Pellicano" di Menico a vedere giocare i delfini
- Un giardino in mezzo al mare
- A Lipari il Museo della marineria eoliana
- Il suggestivo bazar di Portoferraio
- Che cosa ci faccio a Procida?
- Il reporter dell'Isola
Il suggestivo bazar di Portoferraio
- di Maria Gisella Catuogno
Colori, sapori e profumi d'ogni parte del mondo all'Elbaeuropa nella seconda edizione della Fiera internazionale. Cibi, essenze, spezie, ma anche gli originali strumenti musicali e i singolari attrezzi dell'artigianato sudamericano.
Ai colori e ai profumi della sua calda primavera, Portoferraio, in un week-end di maggio, ha mescolato quelli provenienti da tante regioni italiane ed europee. Così, sulla darsena medicea, a ridosso delle sue poderose fortezze, ha ospitato, dopo il successo dello scorso anno, la seconda edizione di una Fiera autenticamente internazionale, Elbaeuropa: un trionfo di colori, sapori, profumi che ha trasformato per tre giorni il capoluogo elbano in un vivacissimo ed affascinante bazar. Dai pasticcini di mandorle e pistacchi della tradizione siciliana, alle enormi, dolci olive pugliesi; dal pane nero e dai salumi affumicati del sud-Tirolo, alle mozzarella campane e alla bresaola della Valtellina; dai rinomati caprini francesi, alla trionfante gastronomia tedesca.
Bellissimo il banco delle spezie offerte allo sguardo e all'olfatto dei passanti nei loro sacchetti di iuta aperti e srotolati; il pepe, la paprika, la senape, la cannella, l'origano, i chiodi di garofano, la noce moscata, lo zenzero, nelle loro sfumature cromatiche, dal rosso al giallo, dall'ocra al catrame, parevano raccontare le antiche, leggendarie spedizioni alla volta dell'Oriente, per procurarsi quella merce più preziosa dell'oro, più ricercata della seta. Tutto si rischiava per loro, anche la rabbia dell'Oceano e dello scorbuto, che si mangiavano i marinai, perché un carico poteva valere una fortuna.
Eccole lì, a distanza di secoli, a farsi ammirare: ormai innocenti, a buon mercato e certo meno agognate di una volta, quando servivano a mimetizzare gli odori e i sapori pungenti di carni non freschissime! Quasi accanto, le essenze della Provenza: il trionfo della lavanda, nel suo viola disarmante, riunita in mazzi di fiori seccati o raccolta in piccole confezioni profuma-biancheria, o l'aroma del karkadè, voce eritrea che indica sia una certa varietà d'ibiscus, sia la bevanda acidula che deriva dai suoi fiori essiccati, come mi ha gentilmente spiegato il proprietario normanno del banco. E poi il variopinto e caldo artigianato sudamericano, strumenti musicali originali e sconosciuti, prodotti naturali per il corpo, coltelli di tutti i tipi e misure, improbabili utensili gratta-verdure o che trasformano zucchine e carote in curiose spirali colorate, come si affannavano a dimostrare agli scettici due austriaci indaffarati. E i biscotti di Bretagna: tanti, buoni, profumati di burro, dalle madeleines, di proustiana memoria, a quelli ripieni di marmellata di ribes e lamponi. Anch'essi, a loro modo, a raccontarci quel pezzo di Francia che s'avventura nell'Oceano: le cuffie delle sue donne di un tempo, presto vedove dolenti di mariti inghiottiti dall'acqua nelle battute di pesca al merluzzo; i fari che resistono intrepidi a onde alte come palazzi; re Artù e le magiche foreste.
Insomma, anche se ormai nei nostri supermercati troviamo prodotti provenienti da tutti i luoghi della Terra e il commercio è globalizzato, Fiere come questa sono occasioni di apertura, di conoscenza, di scambio, di confronto con operatori economici diversi e senz'altro contribuiscono ad arricchirci culturalmente, oltre ad essere, nella splendida cornice del golfo portoferraiese, una festa per gli occhi ed il cuore.

