Incontro con Amerigo Vespucci sull'origine del nome America

- di Mimmo Carratelli

In una interessante intervista realizzata a Siviglia, il navigatore fiorentino esclude che sia stata una sua iniziativa e l'attribuisce a un cartografo-poeta dell'Alsazia.
"Non avrei mai offeso Colombo che è stato il primo a scoprire il Nuovo Mondo". L'errore dell'ammiraglio genovese e la conferma dell'esistenza di un quarto continente.
Le esplorazioni del Centro e Sudamerica mentre Giovanni Caboto, un altro italiano, raggiunge l'isola di Terranova e svela agli europei l'America del nord.

L'incontro con Amerigo Vespucci è fissato a Siviglia dove il navigatore fiorentino risiede stabilmente, ma è sconosciuto sia all'anagrafe che all'ufficio delle tasse. Dopo avere molto viaggiato conduce una vita sedentaria, a 58 anni. Non si muove più.
Nell'attesa sono stato all'Archivio de Indias per aggiornarmi sulle isole del Nuovo Mondo. Se ne scoprono di nuove ogni anno. Ormai è chiaro che i territori esplorati da Colombo non fanno parte dell'Asia, non sono Cina e Giappone, ma sono proprio un continente nuovo. Ed è stato proprio questo toscanaccio di Vespucci col viso allungato dei toscani a sostenere che si tratta di un nuovo continente dando un gran daffare ai cartografi che devono ridisegnare in tutta fretta la mappa del globo terrestre. Sono stato ad ammirare la Giralda. Non se ne può fare a meno a Siviglia, piantata com'è al centro della città. E' uno dei più colossali minareti lasciati dagli arabi, alto settanta metri. Si può salire in cima, ma mi sono limitato a guardarlo dal basso. In un ristorante sulla Plaza de lo Cristo de Burgos ho mangiato un eccellente gazpacho con vino tinto. Un gruppo di gitani si è esibito in un martellante flamenco.

Siviglia è una città molto vivace e vale la pena venirci anche solo per visitare l'Alcàzar con i giardini di fontane, aranci e palme, il patio delle bambole, le azulejos. In tutto, un altro ricamo arabo.
Dona Maria Cerezo, moglie più che cinquantenne di Amerigo Vespucci, credo sia più vecchia di lui di cinque anni, mi ha fatto sapere di raggiungerli verso sera così potremo ammirare le quattro stelle che il Piloto Mayor de Castilla individuò nel corso del suo secondo viaggio quando "il mio Amerigo", lei dice, "raggiunse il Rio delle Amazzoni ed è stato il primo a navigarlo risalendo la foce dall'Atlantico".
Questo Vespucci è figlio di un notaio fiorentino ed è venuto a Siviglia all'età di 35 anni. Qui ha conosciuto Cristoforo Colombo. Ora io vorrei interrogarlo sulla fortuna sfacciata che ha avuto dando il suo nome, trasformato da Amerigo in America, al continente nuovo dopo che, ben prima di lui e prima di tutti, l'ammiraglio Colombo ha navigato sul mare oceano verso l'ignoto toccando e scoprendo le nuove terre e perciò avrebbe meritato che queste si chiamassero Colomba o Cristofora.

Prendo il discorso alla larga per non indispettire l'uomo che tutti chiamano Piloto Mayor de Castilla.
"Dunque, signor Vespucci, voi avete fatto quattro viaggi come l'ammiraglio Colombo".
"L'ultimo è stato inutile. Non abbiamo scoperto nulla. Ma nei tre precedenti ho potuto descrivere bene la costa e le isole del Centro e del Sudamerica. Mi sono imbarcato al seguito di spedizioni spagnole e portoghesi.
Non ho dovuto organizzarmi una flotta come ha fatto l'ammiraglio genovese con grande fatica e numerosi incidenti".
"Molto più comodo" dico.
"Queste sono state le opportunità" precisa il Piloto Mayor de Castilla che conserva l'accento fiorentino e la spocchia dei toscani. Egli ha un naso perentorio, molti capelli sulla fronte e moltissimi sulla nuca. "Avete visto molte terre?" chiedo. "Senza esagerare, dopo che Cristoforo Colombo andò per primo verso occidente e fece le scoperte di nuove isole, io ho potuto esplorare e descrivere la Colombia, il Venezuela, Cuba, la penisola di Florida, il Brasile, Trinidad e un po' della Patagonia".
"Se non sono indiscreto, quanto tempo avete impiegato?" "Diciamo sette anni" risponde il Piloto Mayor de Castilla con l'asciuttezza tipica dei toscani. "Neanche voi avete portato da quelle terre l'oro e le ricchezze che i sovrani di Spagna si aspettavano" sottolineo ma senza eccessiva malizia.
"Colombo e io abbiamo portato da quelle terre qualche oncia d'oro e molti pappagalli.
L'ammiraglio portò con sé anche una diecina di indigeni. Ma abbiamo assicurato alla Spagna e al Portogallo il dominio sulle nuove terre" ribatte il signor Vespucci col tono autoreferenziale dei toscani.
"E' stato un bel viaggiare" dico. "Ho visto molte cose. Esse mi hanno confermato che Colombo si sbagliava a credere d'essere giunto in Asia per la via d'occidente".
"L'ammiraglio ha sbagliato?" "Non si rese conto di avere raggiunto un continente diverso da quello che si aspettava" dice Amerigo Vespucci con la malcelata superbia dei toscani.

"Possibile?" chiedo.
"Però, andando verso ovest a cercare l'Asia, è stato fortunato. Se veramente non ci fosse stata nessuna terra, in quella direzione, fra l'Europa e l'Asia, si sarebbe perso nella vastità di un oceano dalle dimensioni superiori. Invece trovò il quarto continente dopo un viaggio di due mesi e sopravvisse".
"Voi, invece, avete capito tutto". "Nelle nuove terre gli animali, la vegetazione, le persone non avevano niente da spartire con le medesime cose in Asia come ce le hanno descritte quelli che sono stati in Asia a partire da Marco Polo".
"E quali erano queste diversità?" domando al signor Vespucci. "I pappagalli d'ogni colore, gli alberi di una bellezza e di una sontuosità mai viste, le amache della Colombia, un tipo di giaciglio assolutamente originale, e le donne di Maracaibo" risponde il Piloto Mayor de Castilla con la precisione descrittiva dei toscani.
"Com'erano le donne di Maracaibo?" chiedo eccitato.
"La laguna di Maracaibo con le case sull'acqua ricordava Venezia ed è per questo che abbiamo chiamato Venezuela quella terra. Le donne erano uno spettacolo. Forse non ce ne sono di più belle al mondo".
E' il momento di tagliar corto. "Signor Vespucci, questo nuovo mondo chiamato America prende il vostro nome. Non è ingiusto dal momento che è stato l'ammiraglio Colombo a scoprire il nuovo continente?"
"Non è colpa mia" mi dice il maggior pilota della Castiglia quando ci sediamo all'aperto a guardare il cielo e a cercarvi le quattro stelle del suo secondo viaggio.
"Non sono d'accordo" gli dico.
"Colombo meritava questo riguardo. Lui ha corso i rischi maggiori ed è andato dove nessuno s'era mai avventurato.
Adesso che l'ammiraglio ha tracciato la strada, è facile per voialtri piloti andare là senza la paura di perdervi nell'oceano".
"Posso darvi ragione" dice Amerigo Vespucci, Piloto Mayor de Castilla, con tagliente grazia toscana, "ma fino a un certo punto. Dovreste sapere che non sono stato io a chiamare America l'America".
"Oh, bella" replico. "E chi è stato?"
"Vedo che non siete informato" dice con la superiorità dei toscani. "Avete mai sentito parlare del signor Martin Waldseemuller?". "Ha un nome molto strano" dico cercando di difendere la mia ignoranza. "E chi è?"
"E' un cartografo di Friburgo." "E' stato lui a chiamare America l'America per farvi un piacere?" chiedo, piccato per le scarse informazioni che ho al riguardo.
Ero partito per smontare la vanità del Piloto Mayor de Castilla ed ora lui mi sta mettendo in difficoltà.
"Non è stato neanche lui" dice Amerigo Vespucci col sorriso di compatimento dei toscani verso il resto del mondo.

"Mi state prendendo in giro, Piloto Mayor de Castilla?"
"Seguitemi, vi prego. Il signor Waldseemuller ha un amico e collaboratore che si chiama Matthias Ringmann, un uomo dell'Alsazia, cartografo anche lui, ma soprattutto poeta".
"Vi seguo a fatica" protesto.
"Questi signori" dice Amerigo Vespucci con l'aria di indisponente supremazia dei toscani "hanno letto le relazioni dei miei viaggi ed è stato il signor Ringmann a suggerire al signor Waldseemuller di chiamare America il Nuovo Mondo probabilmente in mio onore e perché ha l'animo poetico.
Contento?"
"Il signor Ringmann ha avuto l'idea?" chiedo.
"Esattamente. Io non c'entro.
Hanno fatto tutto loro".
"Sono stati agevolati" replico maliziosamente.
"In che senso, scusate?" mi chiede Amerigo Vespucci, Piloto Mayor de Castilla.
"Nel senso che avete un bel nome. Se vi foste chiamato come vostro padre, il notaio Nastagio, il signor Ringmann non avrebbe avuto l'ardire di chiamare Nastagia il Nuovo Mondo".
"Devo darvi atto che è così" dice Amerigo Vespucci con l'accondiscendenza beffarda dei toscani.
"Come sono belle le stelle individuate dal mio Amerigo" ci interrompe Maria Cerezo indicandomele una a una.
"Sono bellissime" dico per essere cortese. Le individuo a stento. "Signor Vespucci, siete stato molto cortese e preciso" dico sul punto di congedarmi.
"Io sono solo andato dov'era già stato Colombo, il merito è tutto suo, poi ho ampliato le mie conoscenze, ho visto altre terre e le ho descritte".
"Però si spettegola molto sul vostro conto, sui vostri viaggi e sulle vostre scoperte".
"Capita quando si sale troppo in alto e questo sollecita l'invidia del mondo" risponde Amerigo Vespucci con la sicurezza dei toscani di essere nel vero.

"Un'ultima cosa, Piloto Mayor de Castilla. Come sono le donne brasiliane? E' vero che hanno il sedere alto e a mandolino?".
"Non mi sembra un argomento che possa interessare" replica Amerigo Vespucci con la lingua tagliente dei toscani.
"Vi chiedo perdono".
"Il primo di gennaio del 1502, con la spedizione del portoghese Gonzalo Coelho, raggiungemmo una baia meravigliosa. Le demmo il nome del mese in cui la scoprimmo: Rio de Janeiro. Portoghesi e spagnoli hanno raggiunto un accordo per dividersi il dominio sulle nuove terre".
"Grazie, signor Vespucci".
"Posso darvi un'ultima informazione".
"Vi prego, Piloto Mayor de Castilla".
"Il signor Giovanni Caboto, un altro italiano, ha viaggiato più a nord delle rotte di Colombo approdando a una grande isola cui ha dato il nome di Terranova".
"Ma è fantastico!" esclamo.
"Esiste una America del nord?" chiedo.
"Sicuramente" conclude Amerigo Vespucci. "Ma è un'altra storia. Bisogna che vi informiate".