Indice
- Numero 44 - Maggio 2009
- L'Editoriale - Gente di Montagna
- Cento anni a colpi di remo
- Da Parigi con amore
- Le gallerie dei conventi nella Sorrento sotterranea
- Andando per mare lungo la costa degli Dei
- La bagnante bionda di Renoir a Capri
- La preziosa bambagina gioiello di Amalfi
- Abbandonato a Montecristo il Magazzino dei pescatori
- Le feste di Anna Carafa nel palazzo di Posillipo
- Il bambino di Scario ha ottomila anni
- Quel sogno a Cabrera
- L'amore del pastore Aci per la ninfa Galatea
- Cadice, la più antica città dell'Occidente
- Il re dei jeans, una chitarra e una Yamaha
- Viaggio in Mauritania
- Il giorno che Cecilia Rufolo andò in sposa a Napoli
- Le Riviere di Maria Gisella
- Abruzzo forte e gentile tra i monti e il mare
- Il reporter dell'Isola
L'amore del pastore Aci per la ninfa Galatea
- di Sandra Valle
Una leggenda all'origine di Acireale, la città siciliana dai cento campanili tra l'Etna e il mare che incantò Gustavo Thoeni. La granita speciale del Bar Centrale, le strade lastricate con pietra lavica, le edicole votive agli incroci.
La Timpa, spettacolare terrazza a strapiombo sul mare, e le Terme di Santa Venere all'interno di un giardino inglese. La Piazza del Duomo col palazzo barocco del Comune. La moneta d'oro della Magna Grecia. Il borgo marinaro di Santa Maria La Scala, acqua limpida e spiaggia sassosa.
Acireale, conosciuta come la città dai cento campanili, sorge tra le pendici dell'Etna, il più grande vulcano d'Europa, e la terrazza lavica a strapiombo sul mare chiamata Timpa . E' in una posizione ideale: mare e montagna a poca distanza, tanto che una volta Gustavo Thoeni, venuto per una gara, rimase strabiliato nel vedere il mare dopo la punta dei suoi sci.
Acireale è famosa per le sue chiese, la magnificenza dei suoi palazzi, per i monumenti da grande città, per un mare splendido e... per i suoi gelati!
Leggende classiche la raccontano, come quella dell'amore fra il mitico pastore Aci e la ninfa Galatea, amore contrastato dal Ciclope Polifemo, figlio del dio Vulcano, che uccide Aci lanciandogli grossi massi. Galatea, rivoltasi agli Dei, li implora affinché Aci riacquisti la vita. Questi viene tramutato in fiume cosicché, riversandosi nel mare, possa celebrare idealmente un abbraccio d'amore con l'amata ninfa.
Acireale prende la prima parte del suo nome, Aci, da questa romantica storia e "reale"per sottolineare il suo prestigio di centro demaniale e commerciale.
La sua famosa piazza Duomo gestisce il centro della città con il palazzo comunale, esempio classico di un barocco fiorito catanese dei più qualificati. Sotto le tende del Bar Centrale si può fare una squisita colazione con granita di caffè, di mandorla, di frutta e brioches con il "pallino" che solo qua possiamo trovare.
E' quasi un rito che si ripete ogni mattina e la giornata senza questo inizio apparirebbe incompiuta. Passeggiando per le strade lastricate con pietre laviche si può notare un numero considerevole di edicole votive presenti in prossimità degli incroci o lungo le vie principali, un significato particolare del patrimonio artistico storico acese. In dialetto sono denominate "atareddi", cioè piccoli altari, e sono costruite in piccole nicchie realizzate nella muratura delle case .Spesso sono poste nella prossimità di percorsi meno sicuri affinché la luce delle candele votive accese dai fedeli e l'illuminazione perpetua garantiscano un'adeguata luminosità ai passanti.
Acireale, al centro di ricchi traffici mercantili e popolata, per secoli, da nobili e ricchi artigiani, è stata spesso vicina ad affermarsi come capitale, ma purtroppo la sua storia caratterizzata da crescite e crisi non ha permesso l'elevazione a capitale, tanto che si potrebbe definire capitale "semi perfetta".
Un luogo incantevole di Acireale per "rappacificarsi" con gli affanni del mondo sono le Terme di Santa Venera. Un tempo di proprietà dell'illustre famiglia baronale dei Pennini di Floristella, hanno particolari doti terapeutiche che sfruttano le stesse acque sulfuree utilizzate dai Greci e dai Romani. Sorgono all'interno del giardino inglese e sono state inaugurate dal barone Agostino Pennini di Floristella nel 1873, mentre dal 1951 sono state acquisite dalla Regione Siciliana.
Anche Richard Wagner fu ospite delle Terme ed esistono sue pubblicazioni che raccontano le amenità di questo luogo allora conosciuto da pochi contemporanei. Ad Acireale spesso la storia si affianca alla leggenda come quella succitata di Aci e Galatea o il racconto dell'eruzione dell'Etna del 396 a.C. che avrebbe messo in fuga la flotta cartaginese comandata da Imilcone che si preparava ad uno sbarco sulle coste acesi durante la seconda Guerra Punica.
Nell'Odissea di Omero, durante il viaggio avventuroso di Ulisse e compagni, si racconta che sia avvenuto un loro approdo presso il promontorio di Capomulini, località limitrofa ad Acireale dove si sarebbe trovata la grotta del Ciclope Polifemo. Gli enormi massi da lui lanciati contro i greci sarebbero gli attuali faraglioni di Acitrezza.
Si racconta che Acireale sia stata la prima città della Sicilia ad innalzare il tricolore nel 1860 dopo lo sbarco dei Mille. Nel 1897 fu Acireale ad essere la seconda provincia, dopo Palermo, ad avere un cinema e il Gruppo Scout "Acireale I " fu il primo ad essere costituito nell'Italia liberata dagli Alleati nel 1944.
Altra curiosità riguarda la prima moneta d'oro ritrovata nella Magna Grecia che fu battuta all'asta e vinta dal rappresentante della famiglia Pennini di Floristella. Attualmente la moneta fa parte del monetario dei Pennini conservato nel castello di Scammacca ad Acireale.
Il limone, portato in Sicilia dagli arabi nel X secolo, ha fatto di Acireale la capitale di questo agrume. La sua posizione di successo nel mercato è stata successivamente contesa dall'agguerrita concorrenza internazionale e dai mutevoli equilibri politici ed economici. Negli anni, si è registrata la chiusura di numerose aziende agricole un tempo molto prosperose. A testimonianza di quel fruttuoso periodo rimangono i giardini di limoni e la denominazione di "Riviera dei limoni".
Scendendo lungo le rampe della famosa Timpa, con lembi di macchia mediterranea oltre a giardini di agrumi, il profumo della zagara ci invade inebriandoci. La riserva della Timpa si estende, verso il basso, da Acireale fino a raggiungere a zig zag il mare di Santa Maria la Scala. Le pareti sono molto ripide e offrono scorci panoramici di grande suggestione.
Questo è un altro dei regali che Acireale ha in serbo per i visitatori. In certi punti è possibile scendere fino alla riva per immergersi nelle acque fredde e trasparenti che fanno intravedere scure rocce laviche come a Santa Tecla, incantevole scalo dei Pennisi di Floristella.
Il paesaggio più fantastico della Timpa, che ne giustifica la protezione integrale, è quello dei basalti colonnari che ornano alcune pareti a strapiombo. Lo spettacolo è indescrivibile e l'occhio può spaziare liberamente dall'Etna alla costa dove il piccolo borgo marinaro di Santa Maria La Scala, miracolosamente intatto, famoso per le sue acque limpide e per le spiagge sassose, ci accoglie con la caratteristica ospitalità siciliana. Questo volo pindarico su Acireale è un invito a visitarla, a vivere la sua storia e la sua quotidianità, isola nell'isola dalle molteplici sfaccettature. Una volta che l'hai incontrata, non potrai dimenticarla mai.

