L'Angelo di Messina

- di Antonio Brundu

L'arcivescovo che fece ricostruire due volte gli edifici di culto della città, distrutti dal terremoto e dalla guerra, e la dotò del bacino di carenaggio. E' la storia di monsignore Angelo Paino, figlio di un marinaio che faceva la spola sulle navi tra le Eolie e Napoli. La vita a Lipari e l'intensa attività nella città dello Stretto. La grande Biblioteca creata a Giostra e il Museo messinese di storia naturale.

Pastore, mecenate, costruttore. In queste tre definizioni si possono racchiudere le qualità, la forza e l'umanità di Angelo Paino, l'eccellente arcivescovo e archimandrita di Messina che svolse per quarant'anni, dal 1923 al 1963, la sua prodigiosa attività pastorale nella città dello Stretto dove ricostruì, per ben due volte, gli edifici di culto e gli istituti ecclesiastici distrutti dal terremoto prima e dalla seconda guerra mondiale dopo.
Monsignor Paino nacque a Santa Marina Salina il 21 giugno del 1870. Suo padre Onofrio era un navigatore che faceva la spola fra le Eolie e Napoli. La madre, Anna Di Stefano, era dedita interamente alla famiglia e il figlio, sino all'età più avanzata, ne conservò un vivo ricordo, così come anche per il fratello Francesco e le sorelle Giuseppa e Maria Concetta.
La prima esperienza di vita che temprò il carattere del piccolo Angelo fu, quindi, il mare, per il quale conservò sempre una profonda nostalgia sino alla fine della sua esistenza. Ormai ultranovantenne, negli ultimi anni di vita che trascorse nel Seminario, durante le sue passeggiate sulla terrazza che si affaccia sullo Stretto, osservava con attenzione gli aliscafi e le navi che s'incrociavano e i transatlantici di passaggio che partivano per le Americhe e per l'Australia.
Don Angelo Paino fu ordinato sacerdote nel settembre del 1894. Ad Anglona e Tursi prima e a Trapani dopo ebbe la nomina di rettore del Seminario, dove insegnò le discipline teologiche. Il 20 aprile del 1909 Pio X lo elesse vescovo di Lipari, dove rimase sino al 1921, anno in cui divenne coadiutore dell'Arcivescovo di Messina, incarico attribuitogli nel 1923 alla morte di monsignor D'Arrigo. A Lipari, Paino iniziò un lungo cammino che lo avrebbe portato a compiere tante opere in favore della chiesa messinese.
Bisognava ricostruire la città, che era stata distrutta dal terremoto del 1908 e aveva provocato circa centomila morti. Subito pensò di ottenere fondi statali ed ebbe un incontro, a Roma, con Mussolini che gli concesse un serie di finanziamenti per ricostruire e ristrutturare la Cattedrale con il campanile, le chiese, il Seminario minore, edifici di diverse congregazioni religiose, case di riposo, orfanotrofi, collegi e Università.
Quello di monsignor Paino con il capo del governo fascista fu un rapporto preferenziale, basato sulle doti e sulle qualità diplomatiche e persuasive dell'uomo di chiesa che si interessò anche per ridare a Messina un bacino di carenaggio, magazzini e attrezzature portuali adeguate, e fece riportare nella città la sede della Corte d'appello. A tutto ciò bisogna aggiungere, in un elenco senza fine, altre realizzazioni che sono diventate simboli della città: la Madonnina del porto, il Tempio di Cristo Re con il suo campanone , il grande orologio astronomico del Duomo, la pregiata sacrestia e l'organo con cinque tastiere e sedicimila canne.
Quest'uomo di Dio aveva dentro di sé il gusto del bello e la forza della terra vulcanica eoliana, dove aveva avuto le sue origini. "Il fuoco della sua terra - ha scritto padre Giuseppe Foti, suo segretario particolare e autore del libro 'Un console per Messina' pubblicato nel 1968 - ha caratterizzato il suo apostolato e tutta la sua vita .L'immagine del vulcano ben si addiceva a lui".
Il "Popolo d'Italia" del 7 luglio 1927 così descrive l'arcivescovo di Messina:"Monsignor Paino è una delle figure più rappresentative dell'episcopato italiano. I problemi religiosi e quelli culturali, le opere di beneficenza, finanche lo sviluppo industriale della città trovano nella mente dell'arcivescovo le più geniali soluzioni e nella sua inesauribile energia il propulsore benefico, convinto, deciso. Monsignor Paino passerà alla storia come uno dei maggiori benefattori di Messina".
Egli è stato, inoltre, un mecenate dell'arte e della cultura e l'on. Martino gli conferì, all'epoca, la laurea ad honorem dell'Università di Messina che si aggiunse ad altre conseguite da Angelo Paino durante i suoi studi. Proprio gli studi fece incrementare nel Seminario arcivescovile di Giostra, dotandolo di una biblioteca con circa 100mila volumi e pregevoli codici e antichi incunaboli, più un Museo naturalistico. Alla città donò un Museo di storia naturale. La sua instancabile operosità è stato motivo di ammirazione e di encomio da parte di diversi Papi, da Pio X a Pio XII, da Giovanni XXIII a Paolo VI.
Dal 1963 al 1967, anno della sua scomparsa all'età di 97 anni, si ritirò nei locali del Seminario. Il suo corpo riposa, ora, in un sepolcro nella Basilica Cattedrale. Rimane sempre vivo, a Messina, il suo ricordo e la sua grande figura di sacerdote, vescovo, apostolo e mecenate. Proprio l'Angelo di Messina.