Indice
- Numero 11 - Luglio 2004
- L'Editoriale - Un cielo di fiori
- Il richiamo della riviera romagnola
- Le cipolle di Neruda che fecero piangere Alicata
- Un inviato speciale sugli scogli di Gradola
- Il primo omaggio alla Grotta Azzurra, poi spuntò Luna caprese
- L'omaggio di Totò, ma quello di Tito Manlio valse un terreno in riva al mare
- Il pescatore di Stromboli comparsa di Rossellini e amico di Raffaella Carrà
- Il calciatore Furino scopre il baseball a Ustica
- All'isola di Linosa Napoleone non s'arrende mai
- Quando il mare bagnava Portici
- Perché non ho rubato le formule di Carthusia
- L'antologia delle isole
- Sulle tracce di un cavaliere antico alla scoperta del borgo dell'amicizia
- La ragazza di Marechiaro
- Dalla Sardegna ad Anacapri in cerca della piscina perfetta
- Il viaggio di Eva
- Le isole agli isolani
- Il passerotto del Giglio
- Il reporter dell'Isola
L'antologia delle isole
- di Mino Rossi
Conversazioni con giramondo incalliti, velisti, skipper, cambusieri e mozzi.
Impressioni e nostalgie, amori e panorami.
Continua la nostra raccolta di stravaganze e di emozioni marine, di approdi inconsueti, di novità e racconti dovunque si fermano una vela e un marinaio.
Più la rassegna-stampa degli articoli che parlano di rocce e scogli, di porti e fari, di spiagge e insenature, di terre vicine e lontane in mezzo all'acqua più blu.
Pellegrinaggio a Upolu
Ho fatto un sogno e, nel sogno, sono venuti quasi tutti quelli dell'Isola del Tesoro. Il ragazzo Jim Hawkins, naturalmente. E Long John Silver battendo la gamba sinistra di legno e portando sulla spalla Capi-tano Flint, il pappagallo che continua a gracchiare "pezzi da otto, pezzi da otto", ricordo di un antico arrembaggio. Sono venuti il dottor Livesey, molto incipriato, e il nobiluomo Trelawney. E il vecchio Tom Morgan che ha i capelli più grigi e la faccia da pirata color mogano di sempre. E' venuto il capitano Smollet, al quale non va mai bene niente. Sono venuti il nostromo Job Anderson e il cuoco Barbecue, il Conte alto sei piedi e il capitano Billy Bones col baule misterioso, e il pirata cieco Pew e il bucaniere Ben Gunn.
Dicono che, giù, a Mergellina, l'"Hispaniola" è pronta a prendere il vento. Salperemo al tramonto e ci aspettano lunghi giorni di navigazione verso Upolu. Robert Stevenson, il grande narratore, sarà contento di vederci lassù sul monte da dove guarda il Pacifico notte e giorno. Il mare è stata la sua vita. Ha 154 anni il vecchio Robert e molte cose da raccontare ancora perché, come dicono alle Samoa, lui è Tusitala, il raccontatore di storie. E, allora, andiamo da lui sull'"Hispaniola" che lascia il porto di Mergellina e viene portata un paio di gradi verso il vento. E ora prende a girare lentamente sul suo asse per puntare al largo. Ora va che è una bellezza e sull'albero sventola Jolly Roger, la bandiera nera.
Facciamo questo viaggio perché sono 110 anni, il 3 di dicembre, che si spegneva la breve e avventurosa vita di Robert Louis Stevenson, lo scozzese di Edimburgo che ci ha rapiti da ragazzi con "L'isola del tesoro". Il suo corpo è sepolto sul Monte Vaea, la vetta dell'isola di Upolu nelle Samoa Occidentali, in mezzo al Pacifico. Nell'isola si era fatta costruire una grande casa cui dette il nome di "Vailima". Vi soggiornò quattro anni prima d'essere stroncato da un'emorragia cerebrale. Figlio di un progettista di fari costieri, a Edimburgo aveva frequentato i suggestivi bassifondi della città. Si innamorò di una prostituta e poi di un'artista francese, e finì con lo sposare un'americana divorziata, più grande di lui di dieci anni. Girarono il mondo, vissero in California e a New York, si diressero verso l'Australia: Stevenson aveva bisogno di luoghi caldi e salubri per la sua salute cagionevole. Si fermarono invece prima a Honolulu e poi definitivamente nelle Samoa. Stevenson morì a 44 anni. Molte cose gli sono rimaste da raccontare. Andiamo a sentirle.
Balene in vista
Mi è presa una voglia di balene. Dicono che, in America, c'è un posto comodo per vederle: Princetown, a cinque ore di macchina da New York, due ore e mezza da Boston. Passano al largo e mandano saluti coi loro portentosi zampilli. Con barche e pescherecci si può andare a vederle da vicino. Princetown è una piccola città sull'Atlantico e ha una lunga spiaggia ad arco con le case color pastello. E' dove approdarono i padri pellegrini giunti con la Mayflower. Mi hanno detto di cliccare su www.captjohn.com. Deve essere il capitano che porta a vedere le balene da vicino.
La Vespucci in un libro
L'ha inseguita per due anni sui mari del mondo. Ha scattato centinaia di foto penetrandone i segreti e le curiosità. Questo ha fatto Fabio Taccola, fotoreporter toscano esperto di mari, di navi e di vele. E ne è venuto fuori un fantastico libro illustrato sulla "Amerigo Vespuci", la bellissima nave-scuola della Marina italiana al comando di Gai Vassallo e Antonio Giulietta. Taccola ha selezionato 400 fotografie dopo due anni di viaggi: la nave, i volti dei marinai, le manovre, le vele al vento. Il libro di Taccola, edito da Salomone Belforte&C, prezzo 60 euro, 300 pagine, contiene anche antiche carte nautiche e una selezione di testi della letteratura marinara di ogni tempo. Il titolo: "A.Vespucci. Il giro del mondo e A.Vespucci. Attraverso gli oceani".
Sotto, una foto di Fabio Taccola dell'"Amerigo Vespucci" al polo.
Cartolina da Zara
Ho ricevuto una cartolina da Zara, la perla della Dalmazia. Chi l'ha spedita dice di avere mangiato l'agnello arrosto da Tamaris, alla periferia di Zara, e il pesce fresco da Konoba Martinac, su una terrazza sul mare, e di essere andato per le isole di fronte.
Gli è piaciuta l'isola di Pago, che ha coste frastagliate e un mare bellissimo, ed è l'isola del sale e dei merletti, e poi gli è piaciuta l'isola di Ugljan. Zara la chiamano la Città d'Oro e si estende su una stretta penisola con resti romani e rinascimentali e la Torre del Capitano. Mentre pensavo alla cartolina e alle isole di Zara, me ne stavo nell'isola di Chiaia. Perché ognuno ha l'isola che si merita.
Big Sur, addio
Brutte notizie da Big Sur, a sud della baia di Monterey in California. Cittadina leggendaria a picco sul Pacifico sta diventando un luogo di vecchi. I vincoli ambientali l'hanno salvaguardata, trasformando la zona in una enorme foresta demaniale, e hanno fatto impennare il costo delle poche case. Possono comprarle solo i divi di Hollywood con maggiordomi e piscine. Una ne ha comprato Sharon Stone. Brad Pitt ci viene di passaggio. Ci vivono 800 persone a Big Sur, più che cinquantenni, che non sono mai stati figli dei fiori. La gioventù è finita, a Big Sur. Negli anni Sessanta era la Mecca degli hippy, immortalata da Henry Miller, Lawrence Ferlinghetti e Jack Kerouac. Il nomade di Lowell le dedicò proprio un libro, "Big Sur", che era già il bilancio di una sconfitta. Henry Miller vi ebbe casa. Rocce a strapiombo sulla sabbia, un paradiso. Scogliere mozzafiato. Era posto di chitarre e di sogni. Da Hollywood sono venuti a girarci un paio di film, "Brain Storm" e "Basic Instinct". Ma il mito se ne è andato, e resiste solo il ristorante "Nepente", un ex rudere appartenuto un tempo a Orson Welles. Un gruppo di figli dei fiori è rintanato in tende e catapecchie, una minoranza delusa. Non c'è più niente da cantare e da sperare a Big Sur.
Il sassofono di Budelli
Ma quante sono le isole dell'isola di Sardegna, le isole che a nord e a sud, e davanti alle sue coste orientali e occidentali, punteggiano il mare? Quante sono, compresi i piccoli satelliti immobili dell'isola grande che sono appena puntini sulla carta geografica? Conto undici isole maggiori attorno alla terra dei nuraghi: Asinara, Caprera, Maddalena, Molara, Razzoli, Sant'Antioco, Santa Maria, San Pietro, Santo Stefano, Spargi, Tavolara. E le altre piccole oasi in mezzo al mare? Mi comprerò una carta più grande e vorrò contarli tutti i picchi, gli scogli, i faraglioni, gli appezzamenti minuscoli circondati dall'acqua. Non trovo l'isolotto di Budelli sulla carta che ho. E' a nord-ovest della Maddalena. Budelli ha una stupenda spiaggia rosa che, oggi, è off-limits, superprotetta. Pagando 5 euro si può arrivare a vederla da una passerella, da terra, per coglierne il fascino delicato. Vivono, a Budelli, cinque o sei autentici eremiti. Sono i custodi dell'isolotto che è di proprietà della società svizzera Immobiliare Nuova Gallura con sede a Lugano. La società vorrebbe venderlo tutto intero o anche a lotti, ma non trova acquirenti perché Budelli è il concentrato di tutti i divieti, assoluto quello di costruirvi case, e poi divieti di balneazione e traffico marittimo inquinante. Tra i custodi-eremiti di Budelli, che vivono a lume di candela, praticamente isolati per otto mesi all'anno, si favoleggia di Giorgio Blondet. Dice di non sentirsi per niente solo a Budelli. Ha il suo sassofono, è felice.
Il tonno di San Pietro
Mi sono perso il festival del tonno. Mi sono fatto scappare un invito all'isola di San Pietro, a sud della Sardegna, dove per qualche settimana, dalla fine di maggio agli inizi di giugno, l'isola diventa la capitale mondiale del tonno con la mattanza del pregiato tonno rosso Bluefin, i cui esemplari tornano ogni anno nel Mediterraneo per riprodursi. Mi sono perso "Girotonno", quattro giorni di incontri, mostre, degustazioni e spettacoli. E mi sono perso gli alti faraglioni di La Bobba, le spettacolari scogliere della Cala della Mezzaluna, il bel litorale sabbioso di Cala dello Spalmatore. Ci andrò l'anno prossimo.

