Indice
- Numero 9 - Maggio 2004
- L'Editoriale - Rose Rosse
- È maggio, il tempo delle vele
- Quando davanti via Caracciolo il "Tomahawk" andava nel vento con 220 metri quadrati di vele
- Tutte le battaglie capresi dell'Imperatore Costantino
- Il sindaco che consegna il Paradiso ad Anacapri
- Le rotte inquiete di Pablo Neruda
- Il pianista volante di Anacapri
- Avanti Savoia
- Il mostro degli oceani in livrea per l'acchiappanza sottomarina
- Non finisce mai lo champagne di Peppino Di Capri
- L'arcipelago delle cucine
- La signora di madreperla
- Le sette sorelle nel mare di giada
- L'antologia delle isole
- Saba, la piccola regina delle Antille olandesi
- Il vulcano sorto dal mare che ebbe tre nomi, due pretendenti, un re e sedici giorni di vita
- Cantano a bordo e non son napoletani
- Un cenacolo per stranieri con due eccezioni
- Esagerare divino est
- Il reporter dell'Isola
L'antologia delle isole
- di Mino Rossi
Conversazioni con giramondo incalliti, velisti, skipper, cambusieri e mozzi.
Impressioni e nostalgie, amori e panorami.<br>
Continua la nostra raccolta di stravaganze e di emozioni marine, di approdi inconsueti, di novità e racconti dovunque si fermano una vela e un marinaio.
Più la rassegna-stampa degli articoli che parlano di rocce e scogli, di porti e fari, di spiagge e insenature, di terre vicine e lontane in mezzo all'acqua più blu.
Bentornato Mister Fosset
È un miliardario al quale non dovete chiedere mai di fermarsi. Da solo ha circumnavigato il globo in mongolfiera senza scalo. Va in aliante. Corre su macchine sportive, prediligendo la Porsche. Ha attraversato la Manica a nuoto e l'Alaska su slitta. Giunto ai sessant'anni, i medici gli hanno proibito di tentare di scalare l'Everest. E lui, il magnifico Steve Fossett del Tennessee, ex boyscout, presidente di un'importante finanziaria di Chicago, si è imbarcato sul suo gigantesco trimarano "Cheyenne" di 38 metri, con un albero alto 45 metri e mille metri quadrati di vele. Ha ingaggiato, allertato e incitato un equipaggio di dodici audaci, compresa l'australiana Adrienne Cahalan nel ruolo di navigatore. È partito dal faro di Ouessant, nel Nord-est della Francia, ha navigato l'Oceano Atlantico, l'Indiano, il Pacifico e di nuovo l'Atlantico, ed è tornato al faro di partenza. Un'impresa su onde gigantesche, tra tempeste di vento, doppiando il Capo di Buona Speranza e Capo Horn? Un record, semmai. Perché la barca-monstre dell'ex boyscout, superando due avarie e mille insidie, ha fatto il giro del mondo senza fermarsi mai nel tempo esatto di 58 giorni, 9 ore, 32 minuti e 45 secondi. È il nuovo record della traversata avvolgente del pianeta, 27mila miglia di mare, il giro del mondo a vela più veloce di tutti i tempi, cinque giorni in meno del precedente primato del francese Bruno Peyron. Per non parlare degli ormai superati 80 giorni di Jules Verne. Avete idea di che cos'è un trimarano? Sono tre scafi tenuti insieme da bracci portentosi e, per pavimento, una rete metallica, tutto al limite d'ogni resistenza, dove si salta e si manovra, con l'oceano che scorre sotto i piedi. I balzi, gli scarti e le impennate del mostro nautico sono da primato e le planate vertiginose. Se il vento assiste, il trimarano fa lunghi tratti sollevato sull'acqua. Vola col vento nelle sue vele gigantesche. Per manovrarlo ci vogliono autentici acrobati, pazzi volanti, forti di stomaco e di braccia, di gambe e di cuore. Steve Fossett non è neanche un gigante. Ha un faccino tondo, un piccolo naso, occhi chiari, una fronte altissima e capelli corti che si stanno imbiancando velocemente. In certe foto ricorda Ike Eisenhower. Lo chiamano Mister Avventura. Non ha ancora pensato di andare su Marte.
Una clessidra nel mare
Mi scrive Adriano de Luna: "Che ne sai tu di Argironisos?" Nulla, in verità. Chiedo: è un aoristo? "Sciocco. Argironisos è la più isola di tutte le isole, nel mare Egeo. Non lontana da Trikeri, è sormontata da un faro costruito nel 1899. Ci si arriva in barca da Kanatadika. È così piccola che non si trova su nessuna cartina della Grecia. Sull'isola ci sono solo due case in grado di dare ospitalità. In greco, Argironisos significa 'isola d'argento'. Ha la forma di una clessidra: due colline alle estremità sono unite da una sottile striscia di terra. Abbondano ulivi e cipressi. Agli inizi degli anni Sessanta l'ha comprata un greco giramondo, Spiridon Christou, di ritorno dal Mozambico. Fu la moglie a spingerlo a comprarla e la pagò 20mila dollari. Christou vi ha costruito un molo, ha restaurato le due case, ha tracciato qualche stradina e ha realizzato un eliporto". Ci si può andare? "Certo, con una diecina di amici, non di più. Buon viaggio".
La donna del comandante
Aveva il volto di Brigitte Bardot, era di Lille e faceva l'hostess dell'Air France. Aveva 33 anni quando sposò Jacques Yves Cousteau, che ne aveva 69. Lui era il Comandante e il più grande oceanografo francese, l'uomo che ha fatto scoprire al mondo le meraviglie sottomarine passando trent'anni della sua vita negli abissi. Oggi, Francine Cousteau ha 58 anni, è presidente della Cousteau Society e, sette anni dopo la scomparsa del Comandante, ha lanciato una nuova campagna per la tutela del mare. Cousteau, pipa in bocca e berretto rosso, è stato un mito. Trasformò un vecchio dragamine di 43 metri in un laboratorio galleggiante e gli diede il nome di "Calypso". Glielo regalò Noel Guinness, lord e padrone dell'impero della birra scura. Francine continua l'opera appassionata del Comandante a difesa del mare. Il Grand Bleu, diventato la discarica del pianeta, è malato. Cousteau aveva ammonito: "Il mare è fragile".
L'isola e' femmina
"Esiste per davvero l'Isola delle Femmine?" chiede un invaghito lettore. Ma sì. Non una, ma due. La più vicina è l'Isola delle Femmine davanti alla costa nord-occidentale di Palermo, tra Sferracavallo e Capaci. Ma ce n'è una più esotica e ammiccante, però lontana, nel mare Arabico, di fronte alla costa indiana del Malabar. Ne parleremo la prossima volta. Per il momento questa è la testimonianza di Marco Polo: "E dicovi che femmine istanno in una isola più là, che si chiama Femelle, che vi è lungi trenta miglia. E gli uomini vanno a questa isola ove istanno le femmine, e istanno con loro tre mesi dell'anno". Non so se sia cambiato qualcosa. Oggi l'isola si chiama Minicoy e fa parte dell'arcipelago delle Laccadive. Se ci istanno le donne e se possiamo istarci con le medesime tre mesi dell'anno è tutto da controllare, senza illusioni.
Un compleanno esagerato
Gli hanno fatto l'esame col carbonio-14, utilizzato per datare gli avvenimenti della storia dell'uomo, e hanno scoperto che ha 200 anni. L'hanno trovato al largo della Columbia britannica, tra l'isola di Vancouver e la terraferma. E' il riccio rosso. L'essere più longevo di tutti gli esseri. Il riccio di Vancouver è nato l'anno in cui l'inglese Richard Trevithick realizzò la prima locomotiva a vapore su rotaie e Napoleone si proclamò imperatore dei francesi. Quando l'hanno scoperto, il riccio rosso voleva nascondersi gli anni, ma il carbonio-14 l'ha inchiodato all'esattezza della sua straordinaria vecchiaia.
La sua è l'unica estrema vecchiaia certa del mondo perché i 969 anni della lunga vita del patriarca Matusalemme non hanno avuto la certificazione del carbonio-14.
La baia col labirinto
Dobbiamo andare a Cadaqués. È l'anno di Dalì. È il centenario della nascita di Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalì Doménech, il genio del surrealismo che a sei anni voleva fare il cuoco, a otto diventare Napoleone, ma a dieci dipinse il primo quadro e capì dove voleva arrivare. Cadaqués è un paesino della Costa Brava. Ci si arriva dalla grande litoranea catalana scendendo per una strada stretta, tutta tornanti, finché appare il paesino bianco di pescatori disteso sulle rive di una baia rocciosa, frastagliata di piccoli promontori, scogliere e anfratti. La casa di Dalì è nella caletta di Port Lligat, una metafisica costruzione bianca, ondulata, contorta come un labirinto, adagiata su una scogliera con cupole e torrette, comignoli e terrazze. Da sola vale il viaggio. Ma poi c'è il mare turchese e si sta come in nessun altro angolo di mondo. Figueras, dove è nato Dalì, non è lontana e offre la curiosità del Museo dei giocattoli con più di tremila pezzi dell'Ottocento e del primo Novecento.

