Indice
- Numero 8 - Aprile 2004
- L'Editoriale - Festa di compleanno
- Lettera da Capri a una rondine
- Il principe ischitano delle lumache che sta a guardare Miriam Bru
- La macchia rossa di Pupetto di Sirignano
- L'uomo della Maddalena che fa i biscotti per la falchetta Gavina
- La medusa di Lampedusa
- I corsari dell'Isola Azzurra
- Il Circolo Italia dove il mare č pių blu
- La penna, mille pagine, il sigaro, la spider
- Da Trani a Capri con il "Magia Quattro"
- Storie e personaggi di Pantelleria
- L'antologia delle isole
- Viaggio all'Isola di Pasqua
- Quel terrazzo di Stromboli col Vichingo, il poeta, Polifemo e zio Tano il naufrago
- Ventimila titoli sotto i mari
- Approdi di bellezza
- L'uomo che ama il Capri Diem e le donne sole
- L'amore finisce a Brussa
- Il reporter dell'Isola
L'antologia delle isole
- di Mino Rossi
Conversazioni con giramondo incalliti, velisti, skipper, cambusieri e mozzi. Continua la nostra raccolta di stravaganze e di emozioni marine, di approdi inconsueti, di novità e racconti dovunque si fermano una vela e un marinaio.
Impressioni e nostalgie, amori e panorami.
Più la rassegna-stampa degli articoli che parlano di rocce e scogli, di porti e fari, di spiagge e insenature, di terre vicine e lontane in mezzo all'acqua più blu.
Ciao Darwin
Abbiamo notizie fresche sul signor Charles Robert Darwin, faccia tonda e capelli col riporto in gioventù, poi testa calva e grande barba bianca che gli arrivava sulla cravatta, inglese di Shrewsbury, naturalista di semplici vedute: siamo tutti figli delle scimmie e chi sa lottare sopravvive. Lasciamo stare la teoria del signor Darwin. Qui ci interessa la nave sulla quale fece il giro del mondo. Partì nel 1831 da Capo Verde, costeggiò il Brasile e l'Argentina, superò le Falkland e Capo Horn, passò dall'Atlantico al Pacifico, e poi raggiunse la Nuova Zelanda e l'Australia, si infilò nell'Oceano Indiano, passò sotto l'Africa e risalì sino alla madrepatria dopo cinque anni. Bel viaggio, signor Darwin, e non so quanto la interessasse il mare visto che era molto più attento agli indigeni, alle scimmie, ai vegetali e a tutte le varietà di uccelli per la sua teoria delle specie. Comunque, il brigantino "Beagle" che portò Darwin in giro per il mondo è stato ritrovato. Giace sotto quattro metri di fango davanti alle coste dell'Essex, Inghilterra orientale. E' un brigantino del 1820 lungo 27 metri con dieci cannoni L'ha individuato il professore Robert Prescott dell'Università scozzese di St. Andrews con una nuova tecnologia radar.
La nave di Russell Crowe
Ma vi è proprio piaciuto quel gigione di Russell Crowe che suona il violino e tira di spada e di pistola con quella faccia da contadino neozelandese che prima fa "Il gladiatore" e poi sale sul rifacimento hollywoodiano della fregata inglese "Surprise" nella parte del capitano Jack Aubrey e fa il master e il commander, il maestro e il comandante, e tutti gli altri accidenti che fa?
Se permettete, io salgo sul veliero nero francese "Acheron" e qua mi spasso a fargliela vedere al patatone del "Surprise" col codino ottocentesco, i gambali di lusso, i pantaloni che gli fasciano le cosce da salumiere, il gilettone a otto bottoni d'oro e la giubba dell'eleganza marinara di Sua Maestà britannica.
Il "Surprise" non è una nave. E' una fortezza presuntuosa con 28 cannoni e la ciurma di 119 uomini. E' tutta l'Inghilterra che batte i mari e spara cannonate e io, fra le cime, ci avrei messo anche il palazzo di Westminster al posto del cassero, la Clock Tower con la campana del Big Ben al posto dell'albero di maestra, la statua di Orazio Nelson a prua e tutta Trafalgar Square nel salone degli ufficiali.
Noi dell'"Acheron" siamo un veliero sbarazzino, una nave indomita e coraggiosa, pochi mezzi e tanta audacia. Giochiamo in contropiede. Ci nascondiamo e poi colpiamo e poi torniamo a nasconderci nella nebbia. Senza volere essere imbattibili. Amiamo il rischio, lo cerchiamo, lo adoriamo perché siamo nella condizione essenziale di inferiorità contro il gigante inglese. Il "Surprise" è tutto un technicolor, è un quadro viaggiante. Perché non parteggiate per l'"Acheron", nero dallo scafo alle vele come una notte romantica? Ci chiamano vascello pirata come se l'Inghilterra non avesse dominato i mari con i suoi pirati. Il signor Francis Drake lo ricordate? E non parlatemi di Orazio Nelson, guercio e sciancato com'era, e sfacciatamente fortunato. Lo so bene che Patrick O'Brian ci ha condannati alla sconfitta e periremo: lui ha scritto la storia e lui è britannico, lui odia l'"Acheron" e non è mai stato al Moulin Rouge, non ha visto le Folies Bergère, non sa niente del can-can e delle belle gambe di Montmartre nelle calze nere come le nostre vele.
Sul "Surprise" non c'è neanche una donna. Ne avete vista una nel film? Sull'"Acheron" ne abbiamo e, quando al "Surprise" (nella foto sopra al titolo e qui sotto) gli abbiamo staccato l'albero, ce la siamo spassata. Certo, Russell Crowe vince. Ma gli abbiamo dato filo da torcere. E non credete che sia un domatore di tempeste. Ha condotto la sua nave in una vasca cinematografica di 25mila metri quadrati realizzata in Messico, altro che oceano e Capo Horn.
Siete ancora dalla sua parte?
La fine di Yanez
E' il tramonto all'Isola di Mompracem. Yanez è nervoso, spegne l'ultima sigaretta e chiede al fedele compagno: "Chi è questo Sirchia?". "E' la nuova tigre della Malesia" risponde Tremal Naik. "Maledizione" esclama Yanez. "Chiuderà tutte le rivendite di tabacco dei thugs" dice Tremal Naik. "Tutte?" chiede Yanez che arrotola una foglia di tamarindo per fumarla. "Non puoi farlo" lo ammonisce Tremal Naik. "Non ho più sigarette" dice Yanez. "Il tamarindo uccide" dice Tremal Naik. "Chi l'ha detto?" chiede Yanez. "La tigre della Malesia" risponde Tremal Naik. "Vuoi dire il maharajah Sirchia?" domanda Yanez. "Proprio lui" dice Tremal Naik. "Andrò nella giungla nera" dice Yanez. "A fare che cosa?" chiede Tremal Naik. "A fumare di nascosto del maharajah Sirchia" dice Yanez. Cala la notte a Mompracem.
Un fiore d'isola
Non ci sono solo isole di mare, scrive Ermanno Heberli. C'è infatti la sua isola di lago, l'isola di Mainau di 45 chilometri quadrati, la metà di Manhattan, sul lago di Costanza. Il signor Heberli dice di andarci in primavera nel profumo di un milione e mezzo di fiori con 20mila orchidee, altrettante dalie e 30mila varietà di rose. E' il grande giardino creato nell'Ottocento dal granduca Federico che volle fare di Mainau un'isola tropicale di fronte alle nevi delle Alpi rallegrandola con pappagalli dell'Amazzonia e con fringuelli cinesi. C'è una passerella che collega Mainau alla terraferma, ma facendo il giro del lago in barca si può anche attraccare a un porticciolo. Ci sarà un albergo a Mainau, signor Heberli?
Napoleone è cresciuto
Come cambia il mondo. Basta andare in Corsica, ad Ajaccio. L'isola dell'imperatore. Napoleone è cresciuto di almeno trenta centimetri ed è diventato comunista, come informa il "New York Times". Adesso si chiama Carlo Napoleone, 53 anni, alto e biondo, trisnipote del Corso, vicesindaco di Ajaccio nella coalizione di sinistra, ma si batte berlusconianamente per la riduzione delle tasse. Non indossa marsine e non fa il generale, non impettisce, non cammina avanti e indietro e non porta la mano al petto. E' un Napoleone casual con scarpe logore, pantaloni cachi di cotone e una maglietta a maniche corte. Non gliene frega niente di Marengo, di Austerlitz e della Beresina. Il padre Luigi, conservatore, lo avversava. Carlo è diventato progressista per dispetto. Ha cambiato il cognome originario di Bonaparte in quello di Napoleone peggiorando le cose. Perché quando si presenta, "Sono Napoleone", gli rispondono inviarabilmente: "E noi siamo il Papa".

