Indice
- Numero 14 - Marzo 2005
- L'Editoriale - Sotto il segno dei pesci
- Le isole dei bambini
- Le 12 sindromi capresi
- Le serate del barone Krupp nella trattoria di Costantina
- Quell'angelo biondo della Colombaia che divenne demonio
- Da Mergellina a Mykonos su un sloop di 9 metri
- Piccola Roccia che va per mare
- Diario di bordo veleggiando tra Ischia, Ponza e Ventotene
- La leggenda di Alessandro
- Quando l'isola diventa una spugna
- Ho visto un Re
- Il gossip inventato della Regina Giovanna nuda nel mare di Sorrento
- L'architetto che porta al mare della Versilia
- Fuga nella prigione di Napoleone fra cielo e mare
- Il viaggio dell'italiano che scoprì un affluente del Rio delle Amazzoni
- C'è un'isola in fondo al viale che aspetta il ritorno di Eleonora
- La donna di Panarea coi capelli corvini
- Il pittore che vuole fuggire da Capri
- Ilde Naro
- Quando a Capri si andava in vaporetto
- Castellammare al tempo della dolce vita
- Il reporter dell'Isola
L'architetto che porta al mare della Versilia
- di Carmen Bonazza
Tiziano Lera e lo svincolo autostradale di accesso al Forte e a Viareggio.
La sfida ai luoghi inquinati.
Un uomo affascinante: look nero e capelli argentei, la salamandra al polso.
L'amicizia con Botero e "The house of Blues", la nuova casa di Zucchero.
Le Alpi Apuane sono la sua Amazzonia personale, il suo Sahara, i grattacieli della sua creatività.
Lo incontro nel corso di una mattinata primaverile tra le mura della Facoltà di architettura di Ferrara. Titolo della sua lezione: "Progettare con il Feng Shui".
Look completamente nero che mette in risalto i lunghi capelli argentei che incorniciano il viso aperto e solare sul quale spiccano occhi vivaci, indagatori.
Lucchese di nascita, la sua famiglia possedeva una delle più antiche fonderie toscane. Il marmo e il bronzo appartengono alla sua storia familiare, le Alpi Apuane il palcoscenico della sua vita, la sua Amazzonia personale che gli ha fornito l'ossigeno, il Sahara delle prove più ardue, il monastero himalaiano dell'elevazione spirituale, i grattacieli della sua creatività.
Del segno dei Gemelli, ha scelto da tempo la salamandra come marchio distintivo dei suoi progetti. Tiziano Lera parla attraverso i simboli che indossa: al collo un pendant rappresentante una testa di bufalo in corno e osso regalatogli dalla moglie dopo un raduno americano della Harley Davidson, una salamandra in rame lo tranquillizza avvolgendogli il polso destro.
Tutto in lui parla di vita e arte: "Non si può pensare di progettare e costruire senza tenere conto della storia del luogo e delle persone che vi hanno vissuto, che lo hanno amato ma anche a volte umiliato, distrutto. Architettura è Amore".
Tiziano parla alla platea di giovani architetti dei suoi inizi: "Il mio primo progetto non mi fu mai pagato. Si trattava di un negozio e valeva 40mila lire".
Poi il lavoro come dipendente alla Faver Ceramiche con il compito di trovare continue mediazioni per risolvere problemi, mentre gli architetti di grido firmavano costosi quanto improbabili progetti: "Ma fa parte del percorso..."
Il suo successo non è una rivincita, ma la conferma del suo credo: "L'uomo è un'antenna con i piedi in terra e la testa in cielo". Il corpo una tensione energetica che parte dal mare della Versilia e si innalza fino alle più alte vette dell'entroterra da cui lo sguardo spazia dalle isole dell'arcipelago toscano e approda a Porquerolles davanti a St. Tropez nelle giornate più terse e limpide.
Scorrono sullo schermo alcuni progetti realizzati, dalle aziende milanesi alle grandi opere pubbliche costruite con la passione del direttore d'orchestra che crea armonia. Non senza sofferenze e ferite: l'importante non è imporsi, ma vedere riconosciute la coerenza, la trasparenza e l'onestà del proprio spirito libero.
"Progettare è un compito importante, dobbiamo assumerci la responsabilità del nostro operato nei limiti dello spazio che ci è concesso". La riprova di questa affermazione si tocca con mano nella sua progettazione dello svincolo autostradale "Versilia". E' l'accesso al Forte, a Viareggio, ai luoghi cult degli anni Sessanta, alle discoteche alla moda, alle ville liberty immerse tra i pini ad ombrello e le palme abbracciate dalle buganvillee. Ebbene, questo momento automobilistico che è nel contempo uno spazio della mente che sta per abbeverarsi alla fonte del piacere era umiliato da rifiuti di ogni genere in un paesaggio arso e squallido. La sfida ai luoghi più inquinati impone di scendere nel loro terreno con armi ugualmente potenti e contrarie, al grido: "Pestiamoli di Natura, Luce, Arte".
In questo modo si è concretizzato il nuovo percorso automobilistico perché chi lo percorre abbia la sensazione del luogo che vive la Versiliana, sente il respiro del mare e il conforto della pineta, ingentilito dalle sculture di Finotti e dalle pareti vellutate di bambou.
Tiziano coltiva amicizie profonde con gli artisti con cui collabora e che spesso sono vicini di casa, come Botero. Con la stessa spontaneità è nata l'amicizia con Zucchero, il quale ha suonato il campanello di Tiziano per chiedergli in prestito la jeep per scorazzare tra le dune. Poi una giacca di pelle per un concerto importante. E, infine, una collaborazione e un progetto di vita. Si chiama "The house of Blues" ed è la nuova casa del cantante costruita sul terreno di proprietà del fratello di John Belushi in Garfagnana.
Chiamo Tiziano al telefono: "Che cosa ricordi di Capri'"
La voce entusiasta comincia il racconto del soggiorno a Villa Mafalda, ospite di Ronni Bonelli e Dario Mondadori.
"E' stato fantastico passeggiare tra i giardini mediterranei a piedi respirando tutti gli aromi dell'isola. Il giardiniere mi diede una pianta di aloe che ho fatto attecchire con successo nella mia terra in Versilia, e poi il giro dei fortini, le scorazzate in motorino e i giardini misterici capresi dove si ripetono antichi riti animasti".
Gli dico che ho visitato il suo giardino allestito a Bologna per la mostra annuale di primavera a San Lazzaro di Savena. Tra tutti il suo è il più invitante, così vivo e intimo: un angelo di pietra offre una piccola tartaruga, ai bordi del laghetto rane buone gorgheggiano acqua limpida, la ninfea si delizia al tepore del sole, il tutto protetto da cespugli odorosi in cui l'ulivo danza con la buganvillea assieme al rosmarino, alla salvia, alla lavanda che occhieggia alla portulaca sotto il limone che costeggia il gazebo. Cento metri quadri di poesia, dove c'è tutta la filosofia di Tiziano: Natura, Arte, Paesaggio. Non poteva non vincere il primo premio del gradimento del pubblico.
"Mi mandi la poesia che hai scritto a Capri e per Capri?"
Eccola.
"Lasciati andare... / vivi e muori nel campo / d'aneto bastardo: / nel profumo del fico! / Ormai nessuno mi ruba / più il passato. / Qui ho conosciuto picchi / e abissi profondi, / risvegliato dal bacio / della murena. / Nel fragore delle cicale / nei loro silenzi... / mi sono interrogato: / ma l'amico vento non / mi ha dato risposte... / solo consigli! / E' per questo che ti amo".

