L'avamposto sull'Oceano

- di Rosario Iannuzzi

L'Irlanda, bastione verde eretto sull'immensa distesa d'acqua dell'Atlantico.
Un paese d'erba e di cieli solcati da nuvole mutevoli.
Le spiagge chilometriche.
La socievolezza del popolo e il rito del pub.
Come va gustata la birra. Una terra di quattro milioni di abitanti, ma tutto il mondo è pieno di irlandesi.

C'è un'isola verde verde, piazzata tra l'Europa e la fantasia, che fa sognare milioni di persone. È l'Irlanda, avamposto occidentale sull'oceano, bastione eretto sull'immensa, sconfinata distesa d'acqua che lambisce, molti e molti fusi orari più in là, il Nuovo Mondo. L'Irlanda è anzitutto un inno alla gioia della natura che su quell'isola è davvero padrona incontrastata.
Pensi all'Irlanda e subito immagini almeno due cose: il suo cielo, così pieno di nuvole e di così tante gradazioni di grigio, tutte quelle possibili e anche di più, tra il bianco candido e il grigio che diventa cupo, sempre più cupo, quasi nero... un cielo rapido, che cambia in continuazione, non sta mai fermo. E poi pensi all'erba. Verde. Morbida. Tanta. È un erba di un verde così verde che resta impresso per sempre. Impossibile dimenticare, l'Irlanda è piena zeppa d'erba verde. È ovunque, copre tutto. Non cresce solo su campi, declivi, colline, speroni di roccia a picco sull'oceano. Non cresce solo fin sulla sabbia delle sue spiagge. Cresce sull'asfalto delle strade, sui muri delle case, sui tetti ... e anche di più. Conosciamo l'Irlanda attraverso film diventati leggendari, come "Un uomo tranquillo" e "La figlia di Ryan", entrambi girati sulla costa occidentale, quella più aspra, selvaggia e bella di una bellezza mozzafiato, dove i bassi muretti di pietra nella campagna sono un'altra presenza fissa del paesaggio.
L'Irlanda ha spiagge chilometriche su cui passeggiare per ore con la sensazione di non essersi mossi affatto. Spiagge dove prendere colossali sbronze di salsedine, dove camminare, camminare e perdersi senza muoversi, frustati da spruzzi di oceano polverizzato da un vento teso che sferza acqua e nuvole senza sosta. Uno spettacolo della natura. Un trionfo della natura.
Tuttavia, l'Irlanda, per paradossale che possa apparire, non è amata soltanto per la sua natura, ma anche per il nemico biologico più pericoloso che la natura annoveri, e cioè l'Uomo.
Cos'è l'irlandesità? È difficile dirlo. È una specie di concentrato di sensazioni, emozioni e sentimenti. L'ingrediente principale è, forse, dato dalla socievolezza, dalla voglia di stare assieme. In Irlanda capita, guidando, di essere salutati da persone sconosciute che percorrono a piedi la strada in senso opposto a quella che si tiene. Capita, dovendo trascorrere un periodo più o meno breve di soggiorno in un villaggio, di essere accolti nel seno di quella comunità, e di goderne dei diritti ma anche di essere soggetto a degli obblighi verso di essa, partecipi magari delle iniziative organizzate dalla locale parrocchia (formidabili centri di aggregazione sul territorio) a sostegno dei più bisognosi, magari consegnando i pasti agli anziani, non importa se solo per pochi giorni: fin quando si è lì, in quella comunità, se ne è parte.
Oppure, in visita ad un paese, fermatisi magari su di un ponte di pietra sopra un ruscello per ascoltarne lo scorrere delle acque assieme allo stormire delle foglie e al canto degli uccelli, succede che si oda la voce di qualcuno, mai visto prima, che si presenti e proponga di festeggiare l'evento dell'incontro con una immancabile, imprescindibile, assolutamente indeclinabile puntata al pub per una pinta.
E questa è un'altra cosa che una volta conosciuta non si dimentica più. Il pub irlandese può essere un'esperienza straordinaria, con i suoi bicchieri da mezzo litro (è quella, grosso modo, la misura di una pinta) di birra naturalmente stout, la birra scura. È una birra forte, vigorosa, dal gusto intenso e pastoso. Ma è molto delicata e i suoi tempi sono tempi da vino. Va decantata, quasi: non si può bere immediatamente dopo la spillatura. Bisogna attendere che il suo colore si stabilizzi sullo scuro perché, quando la si versa nel bicchiere, tende a schiumare, anche per la temperatura cui viene servita. La stout infatti non si beve fredda come quella chiara. Per spillarla occorre grande esperienza, non lo si può fare in fretta, è una manovra che ne può compromettere irrimediabilmente il gusto. E poi la buona pinta, quella che non è uguale dappertutto anche se il prodotto è lo stesso, deve avere il giusto strato di schiuma, su in cima. Né meno né più del giusto. Insomma, la pinta è un po' come il caffè nei bar, non è buono allo stesso modo ovunque. E capita, nei pub irlandesi, che le pinte si accumulino sul tavolo o sul banco e che vengano servite in rapida successione, ogni volta che qualcuno degli avventori ne offre.
Il barista non aspetta che le precedenti siano state consumate. Sicché i bicchieri si accumulano, si accumulano... E poi bisogna mettersi in pari. Berli. Svuotarli. Magari incoraggiati da vigorose pacche sulle spalle.
Gli irlandesi d'Irlanda non sono tantissimi, l'isola conta fra i tre e mezzo e i quattro milioni di abitanti. Ma il mondo è pieno di irlandesi o di gente che vorrebbe esserlo. È una straordinaria verità, detta dallo strepitoso Morgan Freeman in "Million dollar baby", il film di Clint Eastwood, che racconta con grande coinvolgimento, con la poesia e la sensibilità che solo chi lo ama davvero può avere, uno sport sempre sul punto di cadere in disgrazia, come i suoi praticanti, eppure afflitto da inflazione cinematografica: la boxe. Una storia di boxe è magnifica per farne un film, perché tra tutti gli sport è la boxe che più di altri appassiona, avvince, emoziona e commuove. Perché più di altri sport, è sofferenza, dolore, speranza, riscatto. Racconta il coraggio e il cuore.
Una storia di boxe con un irlandese dentro è perfetta. Perché voglia di riscatto, cuore, passione, coraggio, simpatia e generosità sono parte integrante dell'inestimabile patrimonio genetico degli abitanti di un'isola davvero unica quanto a capacità di evocare emozioni, sensazioni e grande, grandissima simpatia. La ragazza pugile di "Million dollar baby" stava già simpatica a tutti per caparbietà, modestia, coraggio, voglia di lavorare sodo per riscattarsi da un passato di umiliazioni e fallimenti. È diventata irresistibile presentandosi sul ring indossando una vestaglia verde. Dichiarando la sua appartenenza a quella terra, ha detto: eccomi qua. E la gente è impazzita. Perché il mondo è pieno di irlandesi o di gente che vorrebbe esserlo.