Indice
- Numero 2 - Maggio 2003
- L'Editoriale - Profumo di donne
- La Casa Rossa diventa Pinacoteca
- La Poetessa della Grotta Verde fa l'avvocato a New York
- La favola di Monika e Toni
- Quella casa rossa è un autoritratto
- Il salotto di Attilio Scoppa a Caprile
- Con la barca del marinaio Stefano alla Grotta dello Champagne
- La donna che ha un talismano per ogni evenienza
- La mia isola è Taormina
- Gli orologi di Anacapri in fila per tre
- Quell'intervista impossibile a Mona Bismarck
- Pinne, fucili e occhiali alla Canzone del Mare
- Sul monte Solaro c'è un sax che suona
- Toto' è un'isola
- Perché Ponza diventò l'isola di Montecristo
- Ischia al tempo del Rancio Fellone
- Ravello, una rosa per Susan Sarandon
- Quel giorno dell'idrovolante di Ciano a Marina Piccola
- Lettera dal Faro
- Dio è napoletano
- Ad Anacapri ho sentito la poesia
- La tromba Daria
- Il compleanno del pescatore biondo
- Il reporter dell'Isola
L'Editoriale - Profumo di donne
- di Roberto Gianani
"Ognie ricordo nu bicchiere 'e vino" diceva Ernesto Murolo. I ricordi fanno brutti scherzi e danno corpo ai sogni. Il vino, quando è buono, aiuta un po' a volare.
Forse perciò questa pazza idea, forse per la nostalgia mai abbandonata di tornare al vecchio mestiere del
giornalista, di mettere un po' da parte i budget e i consigli d'amministrazione. Forse il richiamo della strada ed i marciapiedi da calpestare con le gambe un po' più stanche e il cuore desideroso di isole senza scrivanie e computer, senza mode e volgarità. Forse avevamo bisogno di un ufficio in riva al mare, come dice una intensa canzone di Bruno Lauzi, e l'abbiamo trovato tra le pagine di un giornale.
O forse il nostro è solo il desiderio di non perdere il vizio di sognare, di non staccare la spina con l'uomo di dentro. Il bisogno di svegliarci con il profumo di un caffè e di una poesia mentre, sulla riva, l'onda nasconde i rumori insidiosi delle città e il chiasso degli eccessi di un mondo che ha sempre troppa fretta e non sa più farsi cullare dalla cantilena del tempo.
Forse, un po' vigliaccamente, vogliamo difenderci dalle incursioni della solitudine e trovare occasioni per nuovi incontri, nuove conoscenze, nuovi orizzonti di confronto. O forse, ed è la risposta più probabile e pericolosa, la nostra è la voglia matta di dare un calcio ai vetri della noia.
Chissà. L'importante è che il giornale si senta libero di navigare evitando i compromessi e le rotte troppo affollate e che tutto l'equipaggio senta forte il fascino di mari aperti e costiere da esplorare. L'importante è raccontare senza vanità o stupide baldanze la vita, quella di ieri e quella di oggi senza tradire o offendere il vecchio, senza mai dimenticarsi dell'isola come momento dell'anima.
L'isola, quella che è dentro di noi, che spesso non desidera piazzette insopportabili e orologi guardoni, che cerca la luce di un faro e, qualche volta, trova la bufera e le inquietudini dello spirito alla ricerca di una improbabile consapevolezza del proprio destino.
Isole e costiere addolcite dal sole di maggio. Profumo di rose, profumo di donne.
Donne golose di passioni e di idee, di viaggi e progetti.
La lettera di Luciana che riscopre la voglia di vivere.
Il racconto di Selene, la poetessa caprese che fa l'avvocato a New York, gira in scarpe da tennis, prepara comparse difensive in perfetto inglese e compone versi pensando al mare della Grotta Verde.
Il grande amore di Monika Mann e Antonio Spadaro, una love story che sembra uscita dalla penna di Liala e che potrebbe diventare una favola da far leggere a molte coppie di oggi e di ieri. La storia di Antonella Puttini, la regina scacciaguai che disegna e crea gioielli portafortuna. Il "mistero" della consolessa Ann-Marie Kyellander, l'ex sovrana del regno di Axel Munthe e poi le notti infuocate di Lilli La Comare con il reporter Argo.
E per finire con un sogno, la cena a lume di candela, ai Due Golfi, tra i sindaci di Capri Costantino Federico e di Anacapri Franco Cerrotta. Tintinnio di bicchieri per brindare insieme alla salute dell'isola.
Sarebbe una saggia idea per iniziare la prossima stagione estiva nella maniera più costruttiva.
Aria 'e maggio, a gent' se vo' bene.

