L'Editoriale - Rose Rosse

- di Roberto Gianani

"Era de maggio" e cantavano 'e rrose. Rose rosse di canzoni innamorate, musiche vagabonde tra isole e costiere. Suona la fisarmonica di Domenico Savastano, si alza in cielo la voce del violino di Felice D'Amico. Dopo le notti dell'inverno un vecchio pianoforte Steinway mette la coda dentro una loggia di tegole e gatti. Antiche melodie dentro giri di "Do".
Torna maggio, notti di stelle e sole tiepido al mattino. I cuori si riscaldano, le finestre spalancano gli occhi e si aprono al cielo. Giovanni "O zattero" ricuce pergolati e giardini. Mani abili per nuovi fiori e nuovi colori ritrovati dopo una stagione di rami intristiti e foglie sciupate. Mani che tessono fili di rampicanti: nasce un gelsomino, si stiracchia azzurra una lantana.
A Marina Grande voci di pescatori, c'è odore di pittura fresca e olio di lino. Un viavai di scalette e rulli colorati. Le barche si danno un look, il legno ringiovanisce, si fa bello ed è pronto ad affrontare il mare. Gli animi si rigenerano, ingrigiti da un inverno di trattorie chiuse ed onde nere sulle banchine. La pescheria di Antonio "Cocco bello" è un trionfo di alici fresche e spaselle di vongole veraci. Brillano le pezzogne, si accende di rosso un coppo di triglie.
"L'Isola" va, va per mare e si lascia portare verso il sole. L'"Italia 3", l'antico Canados 37 di Fernando Rosario, uomo di venti e di cuore, veleggia verso Cala del Rio. Le murate tutte blu sembrano i fianchi di una fascinosa signora.
La grande ruota per timonare, la prua orgogliosa di ventitre anni di onde e di sale. La barca ora è ancorata in una piccola baia serena di silenzi e guarracini, pesci d'acque pulite, nuotatori eleganti, bandierine lucide dentro i fondali della libertà.
Maggio delle rose e dei rosari, maggio della gente di mare e delle preghiere. Maggio di preti marinai che recitano i Vangeli e il Portolano. Il rintocco delle campane della Chiesa di San Costanzo, l'organo di padre Vincenzo De Gregorio. Mani giunte, veli neri di donne, le cantilene che accompagnano l'Ave Maria.
Preghiere e canti scivolano verso la scogliera per la benedizione del mare. Candele accese accanto agli altarini delle Madon-nine sui porti. Piccoli porti ancora quasi immobili mentre la primavera si riscalda e l'aria comincia a profumare di gelsomini. Maggio di sogni assoluti e di un'estate che ti aspetta e disegna tentazioni, lì in fondo all'orizzonte. Maggio dei silenzi rispettosi e dei pescatori prima che arrivi il clamore dei motori a disturbare la pace del mare. Maggio di giornate di lenze e fruscio di acque solitarie e voci nascoste dalle canzoni del vento. Soffi lenti, l'aria vola e porta nuvole bianche di gabbiani.
Le barche e il mare si scambiano parole d'amore e le consegnano al dondolio del tempo che accompagna una nuova stagione.
Scorre maggio alla scoperta dei versi e delle vele mentre al Lido di Tiberio i corpi si sciolgono nei primi "bagni di mare". La brezza fa arricciare di sale i capelli di una mamma che accompagna il figlio per godere i primi spruzzi di un mare che accarezza e guarisce. Voli di aquiloni che inseguono i sogni portati dalla mano di un bambino, sorrisi che disegnano arcobaleni sulle spiagge ancora deserte. Spiagge di sentimenti puliti.
Maggio va e si rannicchia, in Via delle Botteghe, dentro "La Conchiglia", l'isolotto di cultura di Riccardo Esposito e Ausilia Veneruso. Il vento sfoglia le pagine di Humbert Kesel, Edwin Cerio, Axel Munte, Salvatore Di Giacomo: "E te dico, core, core, core mio, turnato io so. Torna maggio e torna ammore, fa de' me chello che buò".
Cuore di maggio, cuore di rose rosse. Volano le rondini, vola il maestrale. Andiamo sulle rotte di una nuova estate augurandoci di trovare un sole di pace. Il vento porta petali di riflessione e disegni di amore e di amicizia. Di notte, la luna prende le forme di una bandiera bianca, bandiera di strette di mano senza confini.