L'estate della "Rossellina"

- di Mariella Scotto

È il mitico gozzo dei cantieri Scotto, antichi costruttori di velieri a Procida.
Prende il mare e carica una folla di personaggi simpatici. La spiaggia della "Sciuscella" e quella del Postino.

Una meta che non si discute: il Pozzo Vecchio dell'Avvocato. I capricci di Giovanna e la ballerina che ha dato il nome alla barca.
I vacanzieri puntuali.
Samanta, la seduttrice.

Ad agosto chiudono i tribunali e le preture e comincia la gloriosa estate della "Rossellina &Co". Non ha la magia della "Smania" e non è un reattore come il bolide di Minnie. È il grande gozzo in vetroresina dei secolari "Canteri Scotto", nato nell'isola, dalle mani artigiane della moderna progenie degli antichi costruttori di velieri. È ormeggiata nel porto piccolo di Chiaiolella e aspetta paziente che arrivi il suo turno di solcare i brevi tratti di mare della sua isola.
Sulla "Rossellina" regna confusione e anarchia totali e incontrastate. La Famiglia arriva con il suo carico di borse e teli, thermos e frigo-box, pinne, maschere, canne da pesca, tavolette e salvagente, cuscinetti e materassini di gomma.
Il primo che scende, con un salto, è l'Avvocato e comincia a disarmare gli ormeggi e, con lui, il fido mozzo, Fabrizio. La barca è lucida e pulita, appena sciacquata dalla pompa dello "Zòzzaro" e brilla sotto il sole di mezzogiorno.
Si sistemano i cuscini, e poi scendono le donne, le microscopiche donnine in due pezzi. Una, la ballerina altera, ha dato il nome alla barca. Rosanna ha preso le ferie e finalmente ha almeno il pomeriggio libero.
Sulla "Rossellina", spalma le creme e le protezioni. Ultima, scende la signora, scintillante di strass. Vuole fare un po' di storie, cerca grane e un appiglio per protestare. "Io non faccio niente. Mi siedo e prendo il sole. Quello che mi toccava l'ho fatto. Sono sveglia dalle sei, ora mi siedo e non muovo un dito. Rossella posa questo. Giovanna afferra quello. Fabrì...Luì....Rosà....."
Le sue parole se le prende il vento. Diventano rosa di acqua e acquerelli, le ultime le afferra a volo un gabbiano, grasso e pago della nottata di pesca, e le allontana lontano, lontano, lontano.
"Rossellina" ha i cavalli che arringano e passa sotto il ponte, fluida e veloce. A destra il lungo lido degli ombrelloni colorati gialli, blu, a righe, rossi, inclinati al verso del vento. Scorrono la "Sciuscella", spiaggetta invisa ai terrestri, Ciraccio e Ciracciello, i Faraglioni, e il costone in arma di rifacimento. La passeggiata è corta, la meta è il Pozzo Vecchio dell'Avvocato. Ad agosto non si discute. Lui è ancora lì che corre scalzo sui ciottoli puntuti, veloce e scattante come una scheggia, lucido di bagno a mare e zia Angelina lo rincorre, per paura :"Si fa male". Sedute, sorridono la sua giovane mamma bruna, zia Lucia e zia Maria, Rachele, Arturo e Adriana coi loro figli piccoli. Giovanna, sua sorella, sei anni, piange, come sempre capricciosa e "inziriosa", in braccio a Maria che l'accarezza piano e cerca di calmarla. Come è bellina, imbronciata, ha gli occhi larghi e le ciglia nere e folte. Somiglia ad... Andrea. A suo figlio, futuro ingegnere, ecologista e no-global.
Ad agosto, capite, non si discute.
Si butta l'ancora, accanto allo Scoglione.
L'acqua è verde, sotto alla montagna, limpida e trasparente. Si spengono i motori, si tuffano i bambini da ogni lato, come fuochi d'artificio, sollevano mille spruzzi di schiuma fresca sulla pelle arsa della traversata. Raggiungono la mitica, oramai, spiaggia del Postino, dove Troisi, malato, cercava le sue metafore. La spiaggia è una lingua scura di sabbia vulcanica. È arrivato Rafele il romano? Sì, vedo Simona che saluta e si sbraccia. Massimo da Genova è già qui da qualche giorno. C'è Andrea con la sua bambina di sei mesi, sotto l'ombrellone. Eugenio e la sua nuova moglie. La vecchia più in là col ragazzino. La "veneziana", l'amica di Maria e Tommasino, bianca bianca che si vede di lontano. Pasqualone è seduto, come sempre nei secoli, sulla sediolina di alluminio e legge i giornali, mentre inveisce contro il figlio: "Marioooo".
Le belle figliole, le amiche estive di A., giocano a pallavolo. C'è anche Samanta, la sua seduttrice, quella che lo ha baciato la prima volta. Ma quest'anno, a sedici anni, lei è una donna, mentre A. impara a suonare la chitarra, ancora litiga con sua sorella e... scrive poesie. Primo amore: archivied!
Manca Giustino; quest'anno ha preso un impegno con gli angeli. Dallo Scoglione si fanno i tuffi, dove, ad atavica memoria, c'è il vuoto dell'acqua fonda e non ti sfracelli. È il loco dell'Iniziazione, lì si diventa... uomo (se non ti becchi un aculeo di riccio sotto a un piede).
I bambini sono già a terra, quattro poderose bracciate o il passaggio di una tavoletta. Pallino è andata, verso qualcuno dell'esercito dei suoi amici che trova ovunque. L'Avvocato ha letto i giornali, poi li ha riposti nella porticina. Ha mangiato il suo panino, è in piedi e vira da destra a sinistra la sua occhiata vigile e larga. Tutto è a posto, la barca non scarrozza. Si tuffa, va a terra, dagli amici e dai figli, metà e metà tra quel bambino che correva e il futuro.
La Signora, finalmente è sola e tranquilla.
Il libro inseparabile, il lettore cd, le paste abbronzanti, il vasetto dello yogurt. Seduta, per un attimo si gira sul lato e guarda il mare sotto la chiglia della "Rossellina". Affonda le dita nello specchio che tremula. "Specchio, specchio delle mie brame... Chi è più felice di me nel reame?" La sua faccia riflessa è dolce e arresa. La felicità si fa sogno e, come dice qualcuno, la tristezza diventa malinconia.