L'incontro a Succhivo con un nobile leone

- di Ezio Vendrame

Arrivai a Succhivo, quest'angolo di paradiso a Sant'Angelo d'Ischia, in una tarda serata d'agosto. Avevo prenotato una stanza all'albergo "Casa Giuseppina" della famiglia Mattera. Come scesi dal taxi e intravidi una criniera bionda che mi stava aspettando, capii che avevo attraccato in un porto sicuro. Era Michele, il proprietario, vestito tutto di lino bianco, elegantissimo, occhi azzurri, piedi scalzi ed un sorriso che sembrava una finestra spalancata sull'oceano.
Fu immediato l'ancoraggio della mia anima alla sua perché a quel pirata saraceno grande conquistatore di cuori e di isole sentii di volergli da subito bene.
Lungo tutto il pergolato dell'albergo erano appesi lunghe trecce di rubiconde cipolle, focosi peperoncini e profumatissimo aglio. Intuii subito che la cucina della signora Mattera era degna del re della foresta. Così fu. Erano veri e propri banchetti che deliziavano prima le narici, poi la fantasia, per terminare con l'orgasmo del palato, il tutto servito in tavola da 'o lione che pavoneggiava ad ogni portata orgoglioso del suo cibo come un dio dell'Olimpo.
Ischia è come l'Eden, vegetazione rigogliosa e generosa di frutti: fichi d'India, grappoli d'uva dolcissima, fiori d'ibisco dai colori variopinti, mare stupendo e donne sinuose.
Quando il mio breve soggiorno terminò, al momento dei saluti, con un groppo alla gola, un forte abbraccio sancì l'amicizia con il mio 'o lione ischitano.