Indice
- Numero 7 - Marzo 2004
- L'Editoriale - Ombrelli e mimose
- Una bandiera per Capri
- L'ISOLA alza le vele
- Finalmente a Sabaudia
- Perché il governo Berlusconi ha tagliato i fondi all'Ancim?
- Il mare di casa
- Il marinaio con la chitarra che spiegò a Marilyn Monroe il significato di "maruzzella"
- Una donna sola al comando, è la capitana di Procida
- Il sentiero degli aghi di pino
- Il mare a Bologna
- Quei due gentiluomini a passeggio per le stradine di Anacapri
- Un posto magico dove entri zingaro ed esci Cary Grant
- L'antologia delle isole
- Sotto una tenda all'isola di Wight
- Viaggio a Filicudi
- La farfalla di roccia che inganna i tonni
- Arti superiori
- L'incontro a Succhivo con un nobile leone
- Il pittore dei palazzi e della luce di Capri
- Il reporter dell'Isola
L'incontro a Succhivo con un nobile leone
- di Ezio Vendrame
Arrivai a Succhivo, quest'angolo di paradiso a Sant'Angelo d'Ischia, in una tarda serata d'agosto. Avevo prenotato una stanza all'albergo "Casa Giuseppina" della famiglia Mattera. Come scesi dal taxi e intravidi una criniera bionda che mi stava aspettando, capii che avevo attraccato in un porto sicuro. Era Michele, il proprietario, vestito tutto di lino bianco, elegantissimo, occhi azzurri, piedi scalzi ed un sorriso che sembrava una finestra spalancata sull'oceano.
Fu immediato l'ancoraggio della mia anima alla sua perché a quel pirata saraceno grande conquistatore di cuori e di isole sentii di volergli da subito bene.
Lungo tutto il pergolato dell'albergo erano appesi lunghe trecce di rubiconde cipolle, focosi peperoncini e profumatissimo aglio. Intuii subito che la cucina della signora Mattera era degna del re della foresta. Così fu. Erano veri e propri banchetti che deliziavano prima le narici, poi la fantasia, per terminare con l'orgasmo del palato, il tutto servito in tavola da 'o lione che pavoneggiava ad ogni portata orgoglioso del suo cibo come un dio dell'Olimpo.
Ischia è come l'Eden, vegetazione rigogliosa e generosa di frutti: fichi d'India, grappoli d'uva dolcissima, fiori d'ibisco dai colori variopinti, mare stupendo e donne sinuose.
Quando il mio breve soggiorno terminò, al momento dei saluti, con un groppo alla gola, un forte abbraccio sancì l'amicizia con il mio 'o lione ischitano.

