Indice
- Numero 49 - Marzo 2010
- L'Editoriale - Il profumo della lontananza
- L'isola di Colombo
- Capri ai tempi di Gemma
- Il porto di Ponza, un teatro sul mare
- Quando all'Elba c'erano le miniere
- Le avventure napoletane di Giacomo Casanova
- Orient Express il mito che correva sulle rotaie
- La barca degli amanti
- C'è uno scrittore in mezzo al mare
- La sagra del mare a Procida
- Le eredi di Lady Godiva corrono senza cavallo
- Quel che resta di Edith Piaf
- L'avventurosa vita di Jack London
- La pregiata bottega dei fratelli Moscarelli
- I pittori di Capri
- Il viaggio di sogno di uno scrittore eoliano
- L'istante supremo di Marcel Tournièr a Santa Cruz
- Il reporter dell'Isola
L'isola di Colombo
La tragica storia di Haiti, il paese più povero delle Americhe. L'isola, scoperta nel 1492 dall'ammiraglio genovese, che gli dette il nome di Hispaniola, fu depredata dagli spagnoli che in pochi anni ne decimarono la popolazione.
L'inutile ricerca dell'oro. Il disastroso terremoto di gennaio è stato l'ultima tappa di un destino di miseria e avversità.
Haiti, colpita dal disastroso terremoto di gennaio, è il paese più povero delle Americhe. Occupa, nel Mar dei Caraibi, la parte occidentale dell'isola Hispaniola scoperta da Colombo e confina a est con la Repubblica Dominicana.
Sin dall'inizio la storia di Haiti è stata una storia tragica, depredata dagli spagnoli che ne decimarono la popolazione. Vi proponiamo una sintesi tratta dal volume "Cristoforo Colombo" di Samuel Eliot Morison, edizioni Il Mulino, 1962. "Il 5 dicembre 1492, la Santa Maria veleggiava di bolina con le mura a sinistra quando Colombo avvistò terra ed era una grandissima isola di cui già aveva avuto notizia e che era chiamata Bohio dagli indigeni. Era Haiti. La Santa Maria, al calar della notte di quel 5 dicembre, giunse all'imboccatura di un porto naturale grande 'quanto la baia di Cadice'. Era la vigilia della festa di San Nicola e Colombo dette alla baia il nome di Porto San Nicola, il primo dei nomi dati da Colombo a località del nuovo mondo. Il nome è rimasto. Poiché il 6 dicembre il vento spirò assai debole, ci vollero alla Santa Maria l'intera mattina e parte del pomeriggio per raggiungere Porto San Nicola. Nella parte più interna aveva un bacino ristretto e interamente riparato dove una nave poteva ormeggiarsi tanto vicino alla riva da collocare direttamente sull'erba la passerella. L'Ammiraglio notò una bella spiaggia, un fiume e alberi di mille specie.
"Tutti gli indigeni fuggirono all'avvicinarsi della flotta di Colombo. Il 7 dicembre, la Santa Maria con la Nina, uscì dal porto e col favore di un vento di libeccio doppiò Capo San Nicola e, andando al gran lasco, procedette lungo la costa dell'isola in direzione di levante. La flotta raggiunse una nuova baia battezzata Bahìa de los Mosquitos ( oggi Moustique Bay ). Qui l'Ammiraglio poté vedere la bellezza e la maestà dell'isola. La domenica 9 dicembre decise di chiamare l'isola La Isla Espanola. Hispaniola è ancora oggi il nome dell'isola, luogo della fondazione della prima colonia europea nel Nuovo Mondo.
"Il 13 dicembre, tre marinai sbarcati per esplorare la fertile vallata che si apriva in capo alla baia inseguirono un gruppo di indigeni e catturarono una donna molto giovane e bella, vestita solo di un ornamento d'oro al naso. La portarono a bordo della Santa Maria e Colombo la rimandò a terra ricoperta dei panni smessi da un marinaio e rifornita di tintinnanti sonagli. La donna definì 'uomini del Cielo' i nuovi arrivati.
"Il 14 dicembre Colombo spedì nove uomini per esplorare l'isola ed essi giunsero in un villaggio di mille capanne. Duemila indigeni circondarono gli spagnoli e, ritenendoli 'uomini venuti dal Cielo', li portarono in trionfo e gli offrirono pane di cassava e pesci, li soddisfecero di ogni desiderio e gli regalarono uno stormo di pappagalli. I marinai, tornati sulle navi di Colombo, riferirono che gli abitanti dell'isola erano più belli di quelli di Cuba e che avevano visto due fanciulle tanto bianche quanto potevano esserlo in Spagna. Ma la delusione di Colombo fu che i marinai non avevano trovato l'oro. "La flotta prese il mare costeggiando verso est. All'altezza dell'odierno Port de Paix, cinquecento persone apparvero sul litorale guidate da un giovane. Era il loro re. Tutti andavano nudi ed erano di pelle bianca. Il re con altri dignitari salì a bordo della Santa Maria. L'Ammiraglio offrì loro vivande di Castiglia e si rallegrò dell'abbondanza di ornamenti d'oro che portavano. Da un vecchio apprese che vi erano molte isole nei dintorni e che su una di esse gli abitanti raccoglievano l'oro, lo passavano in un setaccio, lo fondevano e ne facevano verghe.
A Hispaniola, gli indigeni lavando la sabbia e la ghiaia del letto dei fiumi ricavavano poco oro al prezzo di una grande fatica. "Nel corso del secondo viaggio di Colombo, agli indigeni fu imposto di consegnare ogni due mesi una zucca piena d'oro. Stremati dal lavoro incessante per ricavare l'oro cui non erano avvezzi, i nativi furono per di più torturati. Molti fuggirono sulle montagne e gli spagnoli gli davano la caccia con i cani. Molti altri furono decimati dalle malattie e dalle privazioni. A migliaia si uccisero prendendo il veleno della manioca per porre fine alle loro sofferenze. "La politica di conquista e sfruttamento di Colombo spopolò Hispaniola. Nel 1492, all'epoca del primo viaggio, gli abitanti erano circa 300mila. Un terzo di loro venne ucciso tra il 1494 e il 1496. Nel 1508, un censimento ne rilevò appena 60mila".

