Indice
- Numero 60 - Luglio 2011
- L'Editoriale - Quelle notti senza fine
- Le gambe dell'estate
- Quel trasbordo in barca dal vaporetto per sbarcare a Capri
- Quaglie, donzelle e sindaci nella Capri dell'Ottocento
- È l'Ucraina il nuovo terrore dei mari
- Alla scoperta di Malta
- L'isola di Masiello
- Quando c'era la tranvia da Castellammare a Sorrento
- Carlo Pontecorvo un cavaliere autentico
- Un bagno al tramonto nella Grotta Azzurra
- Villa San Michele tra i dieci parchi più belli d'Italia
- Quando si arrivava sull'isola delle lacrime
- Il club esclusivo di due amici del mare
- Il cavaliere errante dell'anarchia
- Il "caso" Leopardi
- Un forte legame tra l'isola di Salina e la Svizzera
- Di casa a Ischia i giganti del mare
- Il reporter dell'Isola
L'isola di Masiello
- di Mimmo Carratelli
Ischia e soprattutto Forio in un suggestivo libro del giornalista-scrittore, cittadino e poeta onorario dell'antica Pitecusa.
Protagonisti, figure e controfigure, luoghi, aneddoti e curiosità dell'epoca d'oro negli anni Cinquanta e Sessanta quando la regina del golfo era un set cinematografico e una casa musicale all'aperto. L'arrivo di Rizzoli, i night, la passerella delle dive del cinema, le chitarre di Ugo Calise e Armando Romeo, il pianoforte di Romano Mussolini, il Bar Internazionale di Maria Senese, il buen ritiro di Luchino Visconti e tante altre storie.
"Basta fidarsi delle lucertole: rossa, gialla, viola o blu, ed eccoci dove Ischia è ancora sicuramente degna del colore che l'accompagna da sempre: l'isola verde. Quattro sentieri attraversano il territorio di Baiano, uno dei sei comuni dell'antica Pitecusa, per passeggiare e scoprire, camminando in mezzo alla vegetazione tra le più assortite e belle del Mediterraneo, respirando il profumo di erbe selvatiche. Ogni sentiero ha il nome di una lucertola, animaletto che qui abbonda a dismisura. Quello segnalato con il rosso parte da Fiaiano, raggiungibile con il bus di Ischia (linea 6), e procede per Marecoppo, Monte Trippodi, Buceto, Carusiello, Cretaio, Fondo Ferraro, Casa Arcamone, Bosco dei Conti e torna a Fiaiano. E' il sentiero detto anche del Cratere. Selve di castagni, lecci, corbezzoli ed eriche, la fonte del Buceto, uno dei più grandi crateri dell'isola. E, giù, la "cartolina" di un'ineguagliabile vista sul Castello Aragonese e sul Golfo di Napoli ...".
Comincia così il nuovo libro di Nino Masiello, "Ischia, oh cara", Massa Editore, dedicato all'isola verde. Masiello aveva già dedicato un altro splendido libro, "Bar Maria", sempre per l'editore Massa, al famoso Bar Internazionale di Forio, la storia della "caffettera" Maria Senese che inventò il "baruniversità" dove si dava appuntamento una comunità di artisti e letterati rimasta celebre. Con questo nuovo libro, Masiello ci riporta agli anni d'oro di Ischia, meta di uno straordinario turismo e di ospiti illustri, risvegliando i tempi della nostra giovinezza, con quelle facce un po' così e quei jeans un po' così di noi che andavamo a Ischia nei beati anni Cinquanta e Sessanta. Allora l'isola verde era un set cinematografico e una casa musicale all'aperto, e ora arriva questo bel libro di Nino Masiello, giornalista e scrittore, commediografo, e, più che cittadino onorario, poeta onorario di Forio d'Ischia e dell'isola intera cui ha dedicato il suo cuore e il cuore di una prosa sentimentale, un po' nostalgica, ma viva, vivissima, riportandoci agli anni d'oro, ai personaggi, alle persone e ai luoghi dell'epoca bella, fra il "Pignatiello" e il Bar Internazionale, il Monky sulla piazzetta di Porto d'Ischia (ci si andava in abito da sera) e La Conchiglia, i Giardini d'Afrodite, Angelo Rizzoli e le chitarre di Ugo Calise e Armando Romeo, i sentieri dell'Epomeo, il buen ritiro di Visconti e le sue ortensie blu, l'indimenticabile mambo di Anita Ekberg sulle stuoie del Rancio Fellone.
Basta un giorno per innamorarsi d'Ischia, ma non basta un'estate per conoscerla tutta, frenetica e rilassante, sempre sorprendente e diversa da un posto all'altro, un continente più che un'isola, ottava isola italiana con 35 chilometri di costa sotto il dominio dell'Epomeo, il gigante addormentato, straordinaria fucina sotterranea di fuoco ed energia dispensati nella potenza radioattiva dei fanghi e delle rocce. Nino Masiello ci regala questo affascinante baedeker che scopre tutto di Ischia, dai quattro sentieri con i nomi delle lucertole colorate di Barano, alla leggenda dell'innamoramento di Michelangelo per Vittoria Colonna, marchesa conturbante nel Castello aragonese, ai soggiorni di Ibsen a Casamiccola e di Truman Capote alla Pensione Di Lustro affacciata sul porto di Forio, alla casa di Lina Sastri con un albero di limoni, al Centro D'Ambra di ricerche storiche con diecimila volumi, a Lacco Ameno quand'era Hollywood e ospitava tutte le "stelle" di celluloide, a Giuseppe Garibaldi che si curò l'artrite alla sorgente termale di Selicetto. Cronache, storia e leggende di un'isola affascinante alla quale sono state dedicate dieci canzoni (una poco conosciuta di Totò) e 29 film di cui Riccardo D'Ambra conserva tutte le "locandine" nel suo eremo gastronomico al Crepaccio, sopra Casamicciola. Ischia rivive palpitante e suggestiva nelle pagine di Nino Masiello restituendoci una ventata di giovinezza perché ci riporta a quel tempo in cui Romano Mussolini, alla Conchiglia, suonava il pianoforte con un combriccola di amici e donna Rachele doveva sfamarli tutti, la guerra era appena finita. Giuseppe Faiella era nato a Capri, ma divenne Peppino di Capri a Ischia, il palcoscenico dei suoi primi successi. Suonava al Castello dispiegando la sua voce nasale in twist e rock 'n roll. Ischia era la regina del golfo. Vi apparve Mina, ancora sconosciuta.
Aveva diciotto anni ed era già elettrica. Al Rancio Fellone, Ugo Calise cantava maliziosamente "Levate 'a cammisella" a una impacciata Delia Scala. Nelle notti ischitane di balli e di stelle andavamo a guardare da vicino Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Lucia Bosè. Tutto il mondo era a Ischia. Attori, scrittori, pittori. Al Monky Bar fummo fulminati dalle gambe leggendarie di Ginger Rogers, la ballerina bionda di Hollywood. Alida Valli fu una visione di luce. Angelo Rizzoli, il "cummenda", che girava su una Fiat 1400 color amaranto, aveva fatto di Ischia la sua residenza estiva costruendo un albergo a Lacco e un ospedale, calamitando nell'isola Miriam Bru, la sua attrice preferita, i baffetti di David Niven, l'incedere da pistolero di John Wayne, Alain Delon e Alfred Hitchcock che passeggiava con un grande sombrero in testa e la moglie piccola ed esile. La Regina e Isabella, bevendo molto continuavano a litigare Liz Taylor e Richard Burton. Antonella Lualdi e Franco Interlenghi giunsero a Ischia in viaggio di nozze. Rizzoli giocava a bocce con Nenni.
La vita felice di quei giorni non esaurisce il racconto di Nino Masiello che spazia nel grande mondo variopinto dell'epoca d'oro. Il Bar Internazionale di Maria Senese a Forio era un cenacolo di artisti in cui primeggiava Wystan Hugh Auden, il più grande poeta inglese del Novecento, ed Elsa Morante dedicava una poesia alla "caffettera", tozza e simpatica, regina dell'ospitalità ischitana, e Guttuso le lasciava in dono un dipinto, e Igor Strawinski una dedica molto personale.
Un'isola cinematografica, musicale e colta. In quarantotto, fra scrittori, pittori e musicisti, hanno scritto di Ischia. Il duca Luigi Silvestro Camerini di Piazzola sul Brenta vi arrivò nel 1947. Aveva girato il mondo e scelse Ischia come suo luogo ideale. Negli occhi gli era rimasta la splendida baia di Ceylon e quando nell'insenatura di San Montano creò il suo parco botanico e uno stabilimento per le vacanze le dette il nome di quel luogo dello Sri Lanka, Negombo.
Tante storie racconta Ischia e tantissime ne racconta Masiello in questo libro che è un inno all'isola verde e ai protagonisti del tempo dorato. Il piccolo locale di Zi' Carmela, Gino Coppa e i suoi dipinti maghrebini, le ricerche archeologiche di Costanza Gialamella e la scoperta della più antica casa greca nell'isola, gli scavi di Giorgio Buchner, la vita per il mare di Agostino Lauro, gli chef famosi, le bande musicali dei sei comuni, i ciucciari del Monte Epomeo (Angelo Mattera e la sua vecchia giumenta Annina).
E il coniglio di fossa, gli approdi, gli orli dei crateri, le riviere frastagliate, le terrazze a vigneti, il paesaggio mai fine a se stesso ma frequentato da autentici protagonisti. Tutti li ricorda Nino Masiello. Tante le storie, e tante le curiosità che Masiello "percorre" con sintesi felici, fonti inoppugnabili, racconti deliziosi e vita vissuta da cronista puntuale e innamorato. Una lettura per tenere Ischia nel cuore.

