L'Isola fra le collezioni dell'Emeroteca Tucci

- di Mino Rossi

La collezione de "L'Isola", giunta al numero 42 dopo il "debutto" nell'aprile 2003, figura oggi all'Emeroteca Tucci alla Posta centrale. Un ringraziamento particolare va al presidente dell'Emeroteca, il giornalista Salvatore Maffei, che da circa quarant'anni dedica lavoro, passione e ricerca puntigliosa all'Emeroteca dopo averne trasformato, ampliato e modernizzato le strutture. Nel 1970 le collezioni di giornali erano 330 portate da Maffei a novemila (e i libri erano solo mille). La struttura, dichiarata di "notevole interesse storico" nel 1999 dal ministero dei Beni culturali, comprende 195mila volumi di raccolte di giornali e riviste e 35mila libri tra i quali preziosi incunaboli e cinquecentine, oltre a una rara collezione di bandi, manifesti, decreti, disegni, manoscritti e stampe riguardanti la storia della comunicazione degli ultimi quattro secoli.

L'Emeroteca-Biblioteca Tucci possiede, unica in Italia (forse fatta eccezione soltanto per il Museo Mart di Rovereto), la più ricca raccolta di manifesti e locandine futuristi, insieme con tutte le prime edizioni italiane e straniere dei libri di Marinetti, e vanta il possesso di centinaia di lettere autografe inedite di generali (Garibaldi), politici (Facta, Fortis, Nitti, Nenni, Lauro, Leone), scrittori (Croce, France, Serao, Scarfoglio, Settembrini, Cangiullo, Missiroli, Ojetti, Monelli, Compagnone, Prisco, Monelli), di poeti (Di Giacomo, Negri, Russo, Bovio) e di drammaturghi (Benelli e Bracco). Nonostante le difficoltà economiche e la negligenza delle istituzioni napoletane, in primo luogo la Regione Campania che, inspiegabilmente, dall'anno 2003 omette di finanziare la legge regionale 19/96 di sostegno alla Tucci, Maffei non solo ha messo ordine alla notevole dotazione di pubblicazioni dell'Emeroteca, ma l'ha arricchita di esemplari unici e continua a battersi per tenerla al livello più alto. L'Emeroteca sorse nel 1907 col Sindacato corrispondenti (la prima organizzazione giornalistica napoletana e la terza in Italia) in un ammezzato di via Monteoliveto dirimpetto al Palazzo Gravina, allora sede delle Poste e Telegrafi.

Fondatori Nicola Daspuro, corrispondente del "Secolo", Francesco dell'Erba, corrispondente del "Corriere della Sera" e del "Giornale d'Italia", Floriano del Secolo, corrispondente del "Messaggero", Vincenzo Tucci, corrispondente del "Giornale di Sicilia" e altri ventidue giornalisti che coprivano l'informazione da Napoli per i quotidiani italiani. In seguito i corrispondenti ebbero la loro prima Sala Stampa in due locali al pianoterra nel Palazzo Gravina, grazie all'intervento del ministro Colosimo. Anche lo spazio per la raccolta dei giornali crebbe, raccolta incrementata dalle donazioni di un "collega", Vincenzo Riccio, divenuto ministro delle Poste. Nel 1917 il ministro Fera inaugurò nei piani alti la nuova prestigiosa Sala Stampa-Emeroteca arredata con 25 dipinti di maestri napoletani dell'Otto e Novecento. Nel 1936 col passaggio delle Poste nel nuovo monumentale edificio costruito a piazza Matteotti, all'Emeroteca veniva assegnata la nuova sede progettata ad hoc dall'architetto bolognese Giuseppe Vaccaro: quattro saloni e una serie di altri locali nelle quali oggi sono custodite, insieme coi libri, le novemila collezioni di giornali e riviste (italiani, francesi, inglesi, tedeschi, austriaci, spagnoli, svizzeri, russi, svedesi, neozelandesi, americani) che partono dall'anno 1648. Delle novemila testate oltre duemila non sono possedute da alcuna biblioteca della Campania e circa 200 sono esclusive. In una mostra sulla stampa economica, la "Tucci" ha esposto il primo quotidiano italiano: era nato a Napoli il 10 agosto 1759, quattro piccole pagine (formato 21x15 centimetri) ma visse per pochi numeri. Tre mesi invece durò il "Diario Veneto" di formato maggiore (25x19) che nacque a Venezia il 1° gennaio del 1765, publicazione rarissima che manca perfino alla Biblioteca Marciana di Venezia.

L'Emeroteca Tucci è riuscita, con la collaborazione di Vittorio Paliotti, ad acquisire la donazione di una raccolta di rari giornali del dopoguerra.
Il donatore è l'ing. Sergio Dall'Olmo che, oltre a possedere la più importante collezione di pipe artistiche del mondo, conservava settimanali, quindicinali, mensili e quotidiani che uscirono dal 1944 in poi a Roma, Napoli e Palermo. Rilegati in volumi, con scritto sul dorso il nome del donatore, i periodici sono ora nelle vetrine della "Tucci". Quattro ("Il Regno" di Napoli, "Anticomintern" di Roma, "Risorgimento" di Buenos Aires e "Il nuovo manifesto" di Roma) non sono posseduti da alcuna biblioteca italiana. "Il Regno" era un quotidiano (due pagine di formato tradizionale) diretto da Gustavo D'Arpe, un giornalista barese che finì attore cinematografico (l'avvocato omaccione di molti film). Si stampava presso la tipografia Ipem in via Conte di Mola. Il carattere esclusivo dei gioielli cartacei della "Tucci" attirano a Napoli studiosi da Tokio, Londra, Cambridge, Bath, Nottingham, Francoforte, Heidelberg, Berlino, Caracas, Madrid, Parigi, Strasburgo, Varsavia, dal Nevada, dalla Florida, dall'Indiana, dal Connecticut, da Toronto, oltre che dalle maggiori città italiane. In media sono oltre duecento le tesi di laurea e di dottorato che ogni anno vengono elaborate presso l'Emeroteca. Numerose sono le pubblicazioni, in edizioni fuori commercio, ma inviate gratuitamente a tutte le maggiori biblioteche italiane ed estere, realizzate dalla "Tucci". Due di esse hanno riguardato carteggi inediti di Giustino Fortunato e Giuseppe Marotta. In preparazione è un volumetto di 40 lettere inedite di Matilde Serao scritte tra il 1880 e il 1923. L'emeroteca è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 14. La consultazione è soltanto uno dei servizi gratuiti offerti dal Consiglio direttivo che, oltre Maffei, comprende Mario Zaccaria (vicepresidente-tesoriere), Alfonso Pirozzi (segretario), Augusto Muojo e Donatella Trotta (consiglieri). Mostre, dibattiti, seminari, editoria senza fini di lucro sono le altre attività della "Tucci".