Indice
- Numero 49 - Marzo 2010
- L'Editoriale - Il profumo della lontananza
- L'isola di Colombo
- Capri ai tempi di Gemma
- Il porto di Ponza, un teatro sul mare
- Quando all'Elba c'erano le miniere
- Le avventure napoletane di Giacomo Casanova
- Orient Express il mito che correva sulle rotaie
- La barca degli amanti
- C'è uno scrittore in mezzo al mare
- La sagra del mare a Procida
- Le eredi di Lady Godiva corrono senza cavallo
- Quel che resta di Edith Piaf
- L'avventurosa vita di Jack London
- La pregiata bottega dei fratelli Moscarelli
- I pittori di Capri
- Il viaggio di sogno di uno scrittore eoliano
- L'istante supremo di Marcel Tournièr a Santa Cruz
- Il reporter dell'Isola
L'istante supremo di Marcel Tournièr a Santa Cruz
- di Giuseppe Pompameo
Quel giorno fatale di settembre nell'isola del Mar dei Coralli quando s'alzò una brezza vorticosa che mulinava agli incroci. La grande ruota del luna-park. L'uomo schiacciò la cicca della Marlboro e si avviò verso la piazzetta. Dieci passi ancora verso un appuntamento misterioso.
L'incontro nella sera piena di stelle.
Marcel Tournièr, ultima destinazione conosciuta Santa Cruz, Isole Salomone, Mar dei Coralli. Ogni giorno, verso sera, l'isola si abbandonava ad un vago torpore, confondeva il suo profilo con l'ultimo sbadiglio dell'orizzonte, prima di tuffarsi, pigramente, nell'acqua di ritorno della risacca. Da quando era finito laggiù, a Santa Cruz, puntualmente a quell'ora, l'ora della nostalgia, Marcel aveva la strana sensazione di essere una sorta d'inquilino del sogno accanto, di sognare, ad occhi aperti, per conto di un altro, insomma di fantasticare viaggi che non gli appartenevano, storie quasi sempre senza finale. Era come se, tutte le volte, ritornasse da fugaci appuntamenti con uomini e donne che, pure, doveva aver incrociato da qualche parte nei primi sessant'anni della sua vita. Piccole, invisibili imposture della memoria, ricordi sospesi al filo, mai spezzato, di socchiuse stanze del cuore.
In realtà, Marcel conduceva, ormai, due esistenze, scisse, la sua e quella di un altro se stesso, simile a lui, un sedentario fuggiasco, capelli neri e occhi spettinati, che si giocava a dadi, ogni momento, il suo desiderio di farla franca, di seminare il passato, il futuro che ancora mancava sul pallottoliere dei giorni. Marcel Tournièr, di mestiere disertore di destini, per non farsi riconoscere più da nessuna sorte, se n'era scappato via, ai confini del mondo, su quell'isola alla deriva nel Pacifico. Non sapeva ancora, però, che Lui l'avrebbe raggiunto anche là, che Lui, come una pallottola vagante, era già in viaggio. Era già partito l'Istante che, tra poco, Marcel avrebbe inevitabilmente, ineluttabilmente incontrato. Per ogni uomo esiste, prima o dopo, un tempo, l'Istante, appunto, in cui il destino decide, sceglie da solo.
Marcel Tournièr, quel pomeriggio di settembre, si vestì in fretta, quasi presagisse un rendez-vous a cui non poteva mancare. Una veloce occhiata per assicurarsi che la giacca fosse in tinta con i pantaloni e la camicia blu, poi sostò, un attimo, davanti allo specchio dell'ingresso. Provò a riconoscere nel suo sguardo vuoto, riflesso nell'ovale a muro, una buona ragione per uscire così presto rispetto alle sue abitudini. Andò, straniero perfino al rumore dei propri passi, la testa persa dentro mischie di pensieri. Neanche rispose al saluto di David, il portiere dello stabile in cui abitava, quindi s'imbucò nell'intrico di stradine e vicoli del paese. Dalla notte precedente su Santa Cruz si era alzata una brezza tesa, vorticosa, che mulinava agli incroci, agli angoli delle vie, un soffio umido. L'Istante, giunto sull'isola da chissà dove, era già molto vicino alla sua mèta, quando Marcel rallentò i passi davanti alla grande ruota di un luna-park. Alle otto della sera aveva appena ricominciato a girare, posseduta dal vento. Temporali, come battaglie lontane, si annunciavano all'orizzonte.
Marcel Tournièr schiacciò con la suola della scarpa la cicca di una Marlboro e alzò i tacchi. Seguì la sua ombra, appena più alta, più magra di lui, lungo i marciapiedi, i muri dei palazzi, fin nei paraggi della piazzetta principale di Santa Cruz, poi al penultimo incrocio a destra si guardò intorno. L'Istante era intanto ai margini di una strada parallela, prossimo, ormai, all'ultimo crocevia. Marcel per un momento pensò: "Che strano, sono venuto fin qui per aspettare nessuno, per incontrare nessuno...".
Stanco, invecchiato per quel lungo viaggio durato sessant'anni, l'Istante, adesso, era impaziente. Fra poco, lo sapeva bene, si sarebbe acceso il lampo d'un destino, appena oltre quella siepe ad angolo avrebbe incontrato, finalmente, il nome, magari la figura, in controluce, del suo bersaglio in attesa. Una vita intera spesa per inseguire l'obiettivo, ed un attimo, un attimo soltanto, per consegnare un soprassalto, una buona o cattiva fortuna ad un anonimo passante, passeggero sconosciuto di un imprevisto "ora", di un imprevedibile "qui". Che angoscia sapersi artefici dell'esistenza di qualcuno, a volte senza neanche conoscere il senso della missione da compiere, missione al buio. E tutto questo per un attimo, un benedetto, maledetto Istante, ché, poi, non si torna più indietro, non si può più tornare indietro, l'Istante in cui tutto cambia, ogni cosa non sarà, non potrà essere mai più come prima.
La sera che Marcel Tournièr e il "suo" Istante giunsero alla croce di vento in cui era fissato il loro fatale incontro, ad attenderli, con un'ombra d'anticipo, c'erano già i loro incauti profili. Marcel, senza pensare, senza farsi domande, svoltò l'angolo, proprio mentre l'Istante, all'altra estremità della via, faceva lo stesso. Dieci passi ancora e chissà se ebbero il tempo di conoscersi, di riconoscersi, ognuno di sospettare la presenza dell'altro. Dove nessuno li avrebbe mai potuti immaginare, in una curva a scomparsa della realtà, si ritrovarono, finalmente, come due vecchi amici mai stati amici, come due fatali estranei, due inevitabili sodali. Un passo ancora e Marcel, sotto improvvise stelle, restò solo con l'Istante, il breve, infinito Istante del suo prossimo destino. Marcel Tournièr, ultimo destino conosciuto Santa Cruz, Isole Salomone, Mar dei Coralli.

