L'occhio artistico di Carmine Fiore

- di Federica Mussoni

Il mare e le spiagge di Capri.
Un progetto che parte da lontano. Similitudini e differenze rispetto ad altre spiagge del mondo.
La macchina fotografica strumento di emozioni.
Il successo della mostra al Centro caprese Ignazio Cerio.

Carmine Fiore e il mare di Capri, le spiagge. Un progetto che intende sviluppare un tema caro all'artista: l'estraneazione, il sentirsi "fuori luogo", giungendo a testimoniare la propria condizione di artista indistricabilmente avviluppata a quella di isolano. Grande successo ha avuto la mostra fotografica di Carmine Fiore intitolata "Spiagge (Dubbi al confino)" nelle sale espositive del Centro Caprense Ignazio Cerio con la preziosa collaborazione Fondazione. La mostra è stata la seconda tappa di un progetto risalente al 1998, sviluppato a Misano Adriatico con la personale "La spiaggia (piove)", interamente dedicata al mare di Capri.
Se in passato Fiore aveva proposto se stesso attraverso la profondità del suo mare caprese, ora è pronto a cogliere similitudini e differenze rispetto ad altre spiagge del mondo. Sulla spiaggia nascono pensieri; pensieri che rincorrono se stessi come sospesi tra l'inconoscibile orizzonte del mare e il richiamo di borghi abitati. Orizzonti mitici, personaggi insoliti ed una natura travolgente costringono Fiore ad una condizione d'animo come sospesa tra l'essere ed il nulla. Nelle sue opere appare la soverchiante potenza della natura e il tentativo di rivolgerla verso se stesso adeguandola ad una prospettiva artistica che illumina anche il suo stato d'animo.

Difficile trovare dei riferimenti certi all'interno di ogni fotografia di questo artista caprese. Ogni particolare, ogni luogo e ogni orizzonte parlano sottovoce di una terra universale come unica casa.
Carmine Fiore assembla e ricuce soggetti in una trama bianco-nera struggente, essenziale, quasi sovrumana, con una tecnica che ha del sublime. In questo senso, a me pare, il suo essere artigiano a servizio della natura osservata può giustificarsi e trovare potente risposta in una resa artistica assolutamente personale, presente e imperativa. Secondo lei cosa rende magica la fotografia e cosa rappresenta per lei?
La fotografia è un linguaggio come lo è la pittura e la scultura e tuttavia è un linguaggio che non parla propriamente attraverso di noi. Parla il linguaggio delle cose, parla attraverso le cose in maniera indiretta e mediata dallo strumento fotografico e dal nostro pensiero, ma al tempo stesso parla più velocemente. E questo può essere un demerito rispetto alle tecniche figurative come pure un vantaggio. Ho iniziato la mia carriera durante l'adolescenza e vivevo la fotografia come uno spazio fondamentale da cui partire per costruire e sognare un futuro, nel settore naturalmente. Essa è per me linguaggio e strumento importantissimo per comunicare pensieri ed emozioni. E benché il desiderio di questa comunicazione sia alla base del mio lavoro, ciò che viene esaltato è la realtà: la mia fotografia è un vero e proprio tributo alla realtà. Ed è la realtà ad ispirarle un certo soggetto ed un certo tema per le sue fotografie o piuttosto mira, attraverso ciò che fotografa, ad esprimere pensieri?

La vera fonte di ispirazione non può che essere la realtà, ma non la realtà particolare: è l'intera mia esperienza di vita dalla quale si sviluppano, come per tutti credo, pensieri ed emozioni. Ed è da qui che parto. Ogni mio progetto espositivo si sviluppa da una qualche idea, che può essere drammatica come ironica. Lo chiamerei "il gioco della fotografia": ogni soggetto che scelgo diventa metafora, diventa segno che significa e che si accosta simmetrico al mio pensiero come ad una data emozione. Le spiagge di Capri cosa le suggeriscono e qual è in questo caso il messaggio universale che demanda a esse?
Nella precedente mostra "La spiaggia (piove)" ho voluto presentarmi al pubblico attraverso l'Isola che mi ha dato i natali e che mi ha cresciuto, ma che pure in un certo senso abita in me, con tutte le sue sfaccettature. Nella mostra non ho sentito l'esigenza di prendere ad esempio Capri quale luogo di estraniazione, e infatti compaiono anche spiagge di altri luoghi. Se proprio si vuole vedere in Capri un modello dirò allora che si tratta anch'esso, insieme alle altre spiagge fotografate, di un "nonluogo". Ossia, per la definizione che se ne può dare, un luogo come sospeso, in cui spesso la percezione di sé è più sottile e dove ciò che ti circonda ti sovrasta, lasciandoti inerte e in compagnia di pensieri vaghi, che si rincorrono e non si realizzano propriamente in azioni. La spiaggia è vista come una zona limite, dalla quale e verso la quale si concentrano pensieri dubbiosi su ciò che siamo e cosa ci riserverà il futuro; pensieri che non hanno tempo né risposta. Pensieri in virtù dei quali il nostro essere uomini è in bilico e come fuori luogo di fronte a ciò che ci circonda e che sembra essere più "certo e presente" di noi. E possono essere onde anomale, gabbiani famelici ed enormi, tracce di vita amniotica sulla sabbia, impronte dimenticate a suggerirci di cercare ancora e ancora i segni e le tracce che possano darci la dimensione esatta del nostro esistere.

Qual è il futuro della fotografia nell'era digitale?
Un futuro già in atto, e per fortuna la fotografia continua a vivere così come continuano a nascere nuovi artisti in questo ed altri settori. Nel mio piccolo ho capito l'importanza della fotografia come mezzo di comunicazione e di "testimonianza storica", personale o collettiva che sia; e credo di potere affermare che per quanto banale sia, o si voglia intendere, l'approccio ad una macchina che fa per te ciò che le tue mani non riescono a fare, la fotografia-vecchio stile si deve poter continuare ad apprezzare per quell'invenzione umana meravigliosa e insostituibile qual è. Oltre questo, naturalmente, si deve pur apprezzare lo sviluppo in digitale, che consente di migliorare e sviluppare in senso artistico la realtà osservata e riprodotta, costituendo il vero pepe delle tecniche fotografiche. Carmine Fiore è nato a Capri nel 1965. Dal 1985 ha partecipato a varie collettive e realizzato mostre personali tra cui "Capri", "Stanze", "Le mie unghie hanno incontrato il nulla", "Appunti floreali", "La spiaggia (Piove)". Nel 1993 ha partecipato nella Repubblica di San Marino, in occasione del 5° International Photomeeting, ad un workshop diretto da Eikoh Hosoe; nel 1994 ha partecipato ad Arles in Francia all'Incontro Internazionale di Fotografia "Les Rencontres d' Arles"; nel 1997 ha partecipato a Pieve di Soligno alla Seconda Internazio-nale di Fotografia organizzata dal club "Fotografica"; nel 1998 ha partecipato a Firenze ad un workshop diretto da Franco Fontana. Dal 1992 lavora come professionista occupandosi anche di pubblicità ed editoria. Sue foto sono state pubblicate sulle riviste "Progresso Fotografico" e "Photo Italia". Nel 1998 ha pubblicato il suo primo libro fotografico con le edizioni "La Conchiglia", ossia "Capri Passaggi".