Indice
- Numero 22 - Aprile 2006
- L'Editoriale - Compleanno all'acqua di mare
- La goletta del bambino piemontese
- Il viaggio verso Capri al tempo dei vaporetti della Span
- L'alloro magico di Virgilio
- Quell'alba sul mare e la colomba che guidō i fondatori di Cuma
- Gli amici del muretto a Marina di Campo
- L'onda verdeazzurra che carezza Chiaia di Luna
- Le principesse del mare
- La suggestione di Stromboli raccontata da Stefanino
- La musica del mare
- Sei uomini in barca
- Lettera da San Pietroburgo
- Quando Eleonora Duse andō a Parigi a sfidare Sarah Bernhardt
- Quelle ville di Posillipo
- L'officina delle navi rinnovata nel porto di Napoli
- Il segreto dei Templari
- Il reporter dell'isola
L'officina delle navi rinnovata nel porto di Napoli
La ristrutturazione del bacino numero 3, tra i primi in Italia per dimensioni, capace di ospitare navi sino a 300 metri di lunghezza, è stata completata dopo oltre due anni di lavoro.
Il ruolo dei Cantieri del Mediterraneo di Renato Salvatori, un imprenditore coraggioso che ha lasciato una grande e prestigiosa eredità, e la determinante attività dell'Autorità portuale.
A metà del febbraio scorso, l'Autorità portuale di Napoli ha riconsegnato ai Cantieri del Mediterraneo spa il bacino numero 3. L'importante struttura, in grado di ospitare navi sino a 300 metri di lunghezza e tra le prime in Italia per dimensioni, è stata interessata da importanti lavori di ripristino durati complessivamente oltre due anni.
L'importanza dell'evento per il porto di Napoli e per gli operatori del settore è testimoniata da numerose quanto prestigiose presenze tra le quali: il presidente dell'Autorità portuale di Napoli Francesco Nerli, il governatore della Regione Campania Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, il direttore generale Navigazione marittima interna del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Massimo Provinciali, il presidente e amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Elio Catania, l'amministratore delegato della Fincantieri Giuseppe Bono, l'amministratore delegato della Tirrenia Franco Pecorini, i vertici di Confitarma, e tante altre illustri personalità ed ospiti.
Lo sviluppo dei Cantieri del Mediterraneo va inquadrato nello scenario dell'inizio anni '90. In un periodo in cui i principali insediamenti industriali venivano dismessi (Sme, Italsider, Raffinerie) anche il settore cantieristico visse l'apice di una crisi che indusse la Fincantieri a dismettere i principali cantieri nazionali (Napoli, Livorno, Trieste, Genova, Taranto).
La crisi era così profonda, e le aspettative di mercato tanto incerte, che fu necessario un lungo periodo per finalizzare la cessione, da parte della Fincantieri, di tali assetti industriali. In particolare, a Napoli, fu estremamente difficile stimolare l'interesse degli operatori del settore disposti a scommettere sul rilancio della cantieristica napoletana, garantendo la continuità dell'attività di impresa.
Non fu facile per la Fincantieri trovare imprenditori interessati a rilevare il cantiere napoletano e fu solo grazie al coraggio ed all'impegno del rimpianto Renato Salvatori, noto imprenditore del settore, che l'operazione fu conclusa.
I primi anni furono sicuramente i più difficili: il Gruppo allora costituito, ostacolato da un lungo periodo di tensioni sociali e sindacali, che di fatto impedivano lo svolgimento dell'attività aziendale, con pesanti riflessi sui bilanci, vide lo scoramento di taluni partecipanti all'iniziativa. In questo contesto, tali problematiche, e la scomparsa del leader dell'operazione di privatizzazione (Renato Salvatori), indussero al non facile ingresso nella compagine sociale di nuove forze imprenditoriali che hanno insediato un nuovo management oggi alla guida del cantiere.
Luigi Salvatori e Francesco Izzo, terza generazione nel settore, hanno dato reale prova di coraggio e capacità manageriale nel segno della continuità di un progetto volto a qualificare e potenziare la vocazione industriale dei Cantieri del Mediterraneo.
In un momento particolarmente difficile, oltre al confronto con un mercato fortemente influenzato dal "costo del sistema paese" che ha dirottato la domanda verso aree a basso costo, il management della Cantieri del Mediterraneo ha dovuto affrontare il carico della necessaria riorganizzazione aziendale unitamente all'avvio di un prestigioso piano di investimenti.
La capacità di puntare alla realizzazione del progetto industriale e l'attivazione di un modello aziendale e organizzativo in linea con le esigenze del mercato hanno attratto nel corso degli ultimi anni i più prestigiosi armatori del mondo nel cantiere napoletano. Importanti opere particolarmente complesse sono state realizzate su navi di armatori che hanno oramai consolidato un rapporto fiduciario con la Cantieri del Mediterraneo.
Alle capacità manageriali si è affiancata, negli ultimi cinque anni, la determinazione dell'Autorità portuale di Napoli che, sotto la guida del senatore Francesco Nerli, ha finalmente tracciato le linee dello sviluppo industriale dell'intero comparto tentando, con successo, di mediare le aspettative di tutti gli operatori del porto di Napoli.
L'Autorità portuale di Napoli ha investito direttamente nel settore della cantieristica importanti risorse, dando ulteriore fiducia e supporto a chi ha investito e continua ad investire capitali propri in attività industriali.
La implementazione delle attività e servizi, con la possibilità di attrarre grandi navi e navi da diporto in questa infrastruttura, induce la Cantieri del Mediterraneo ad investire ulteriormente nella riqualificazione dell'area che si candida a polo di attrazione turistica al centro del Mediterraneo.
Il Gruppo, dopo avere già realizzato con proprie risorse un ambizioso piano di investimenti e rivitalizzato l'unico cantiere in Italia sopravvissuto nel mercato alle privatizzazioni degli anni '90, si propone oggi di completare il processo di ristrutturazione e rilancio che non mancherà di produrre importanti ricadute occupazionali nel rispetto, ovviamente, di quei criteri di economicità che hanno consentito, sino ad oggi, il conseguimento di ambiziosi obiettivi.

